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Violenza contro prigioniere a Van

Violenza contro prigioniere a Van

Nelle carceri sovraffollate in Turchia le violazioni dei diritti umani sono una condizione permanente. A Van prigioniere sono state aggredite durante il trasferimento in altre celle. Nel carcere di tipo T a Van prigioniere sono state aggredite durante il trasferimenti in altre celle. L’episodio si è verificato già quattro giorni fa ed è stato reso noto dai parenti delle prigioniere. Le donne si sarebbero rifiutate di essere trasferite. In seguito a questo il personale del carcere ha assaltato le celle e ha eseguito lo spostamento usando la violenza. Anche altre dodici donne sono state aggredite fisicamente.

Nel carcere di massima sicurezza si trovano tra le altre la co-sindaca di Licê destituita per decreto di emergenza, Rezan Zuğurli Ataş, e la 72enne Site Gören. Quest’ultima da quando è avvenuto l’attacco non riesce quasi a muovere un braccio. La direzione del carcere inoltre nega la visita da parte di un medico del carcere. Le prigioniere che sono state trasferite sono Rezan Zuğurli Ataş, Site Gören, Medya Aslan e Medya Çınar.

Cinque mesi per un racconto di Gogol

L’attrice teatrale Nazlı Masatçı deve andare in carcere perché è accusata di aver fatto “propaganda per un’organizzazione terroristica” per una performance teatrale basata su un racconto di Nikolai Gogol.

In Turchia un’attrice è stata condannata a cinque mesi di carcere per una performance teatrale. A Izmir Nazlı Masatçı, direttrice artistica del teatro Yenikapi vietato nel 2016 per decreto di emergenza, aveva messo in scena una performance secondo il racconto „Il cappotto“ di Nikolai Gogol. In seguito a questo è stata accusata di „propaganda per un’organizzazione terroristica“. Nel frattempo la sentenza contro l’attrice è stata confermata. Mercoledì scorso è seguito l’arresto di Masatçı e il trasferimento nel carcere femminile di Izmir.

Già nel 2012 l’artista era entrata nel mirino della giustizia turca. all’epoca aveva partecipato alle proteste di solidarietà per l’obiettore di coscienza Inan Süver e era stata accusata per „disaffezione della popolazione dal servizio militare“. La base è costituita dall’articolo 318 del codice penale turco che prevede per questo reato con pene detentive dai sei mesi ai due anni.

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