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Turchia, città di 12.000 anni fa sparirà presto sotto le acque del fiume Tigri: ecco perché

Turchia, città di 12.000 anni fa sparirà presto sotto le acque del fiume Tigri: ecco perché

Nei prossimi mesi, Hasankeyf, le sue pareti calcaree, le migliaia di grotte artificiali, i 300 monumenti medievali e l’ecosistema di canyon saranno inghiottiti dalle acque del Tigri. Nei prossimi mesi, Hasankeyf, piccola città nel sud-est della Turchia, sarà sommersa dall’acqua. Hasankeyf e le sue pareti calcaree ospitano migliaia di grotte artificiali, 300 monumenti medievali ed un unico ecosistema di canyon. Ora l’antica città, abitata per 12.000 anni, verrà ingoiata da un lago artificiale come parte del progetto della diga idroelettrica Ilisu. La diga sarà la seconda più grande della Turchia. È stata costruita a valle del fiume Tigri, che scorre intorno ad Hasankeyf. Il progetto della diga è un elemento centrale del Southeastern Anatolia Project, un piano per lo sviluppo della terra al fine di migliorare l’economia dell’area attraverso l’energia idroelettrica e l’irrigazione.

I 3.000 abitanti di Hasankeyf sono divisi sulle reazioni all’imminente inondazione della loro città e di un centinaio di comunità vicine. Alcuni sono infuriati per il sacrificio imposto, mentre altri sono impazienti di vedere i benefici economici promessi dal governo. Molti residenti credono che il progetto distruggerà la storia incorporata nella loro piccola ma storica città e gli attivisti locali si sono opposti all’intervento temendo una distruzione a lungo termine dell’ambiente. Ercan Ayboga, ingegnere ambientale dell”’Iniative to Keep Hasankeyf Alive”, ha avvisato sul fatto che allagare un’area antica potrebbe avere effetti eterni, anche se la diga potrebbe non essere una struttura permanente oltre il prossimo secolo. “Il bacino del Tigri è una delle ultime aree in cui un fiume scorre liberamente in Turchia senza essere bloccato da dighe. La diga distruggerà completamente le rive del fiume. Il microclima cambierà a causa della diga, un fenomeno che abbiamo già visto dopo le dighe sull’Eufrate. La biodiversità ne soffrirà; la ricca varietà di flora e fauna diminuirà drasticamente”, aveva dichiarato Ayboga a The Guardian nel 2017.

Il governo turco, tuttavia, respinge gran parte delle critiche, sostenendo che è stato fatto di tutto per salvare i monumenti. Per esempio, nell’agosto 2018, lo storico bagno turco Artuklu Hamam dal peso di 1.600 tonnellate è stato caricato su una piattaforma su ruote e spostato attraverso una strada appositamente costruita verso la sua nuova sede: un sito a 2km dalla città, che presto diventerà un parco archeologico. Anche i resti della moschea Ayyubd del XIV secolo sono stati recentemente spostati nello stesso sito. Nel maggio 2017, una piattaforma su ruote ha trasportato un enorme mausoleo di 600 anni fa dal peso di 1.100 tonnellate. Il mausoleo è noto come Zeynel Bey. Tutte queste operazioni hanno trasformato la città in un vero e proprio cantiere. Gli autobus dei turisti sono stati sostituiti da frotte di autoribaltabili e da una gru posizionata all’ingresso della città.

Nonostante i disagi, altri residenti sentono che la loro città potrebbe beneficiare di questo spostamento, credendo che potrebbe dare nuovo impulso al turismo e migliorare il loro stile di vita. Durante l’inaugurazione del sito Ilisu nel 2006, il Presidente Recep Tayyip Erdogan promise che la diga avrebbe portato “i benefici più grandi” ai residenti locali. In questa promessa è inclusa la costruzione di una “nuova Hasankeyf” sull’altra sponda del fiume, con costruzioni spaziose e un ospedale ultra-moderno. Gli ingegneri sono in attesa del via libera di Erdogan per chiudere una terza paratoia e completare la ritenzione delle acque, un processo lanciato la scorsa estate. Da quel momento in poi, per Hasankeyf inizierà un conto alla rovescia di 3 mesi che la porterà a sparire sotto le acque del Tigri.

di Beatrice Raso

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