Situazione medica e sanitaria delle donne e i bambini sfollati nella regione di Shabba Reviewed by Momizat on . Fin Dalla prima bomba turca, sganciata su Afrin il 20 Gennaio 2018, centinaia di migliaia di persone sono state obbligate ad abbandonare le loro case, rifugiand Fin Dalla prima bomba turca, sganciata su Afrin il 20 Gennaio 2018, centinaia di migliaia di persone sono state obbligate ad abbandonare le loro case, rifugiand Rating: 0
You Are Here: Home » EFRIN » Situazione medica e sanitaria delle donne e i bambini sfollati nella regione di Shabba

Situazione medica e sanitaria delle donne e i bambini sfollati nella regione di Shabba

Situazione medica e sanitaria delle donne e i bambini sfollati nella regione di Shabba

Fin Dalla prima bomba turca, sganciata su Afrin il 20 Gennaio 2018, centinaia di migliaia di persone sono state obbligate ad abbandonare le loro case, rifugiandosi per la maggior parte nella regione di Shahba. Guerra, sfollamento e occupazione hanno seriamente minacciato la salute di molte di queste persone. La salute viene descritta dal WHO come:

“Uno stato di completo benessere fisico mentale e sociale,e non solo l’assenza di, malattie o infermità.

E’ chiaro che gli sfollati di Afrin non vivono in queste condizioni.

Questo documento si considera in modo particolare la condizione di salute delle donne. Le donne, durante le situazioni di conflitto sono sottoposte a rischi peculiari: le loro esigenze sanitarie specifiche non possono essere soddisfatte e sono spesso esposte alle brutali pratiche femminicide perpetrate per mano delle forze d’invasione.

Ad Afrin i jihadisti sostenuti dalla Turchia hanno usato violenza nei confronti delle donne come parte integrante della loro strategia d’occupazione: molte donne sono state violentate, torturate, uccise, rapite e sono scomparse. Altre sono state costrette a sposarsi con membri delle forze d’invasione islamiche.

Tutte le donne di Afrin sono state costrette a sottomettersi alle regole oppressive riguardanti la libertà di circolazione, di abbigliamento, e i diritti politici e civili. Questa violenza e oppressione ha avuto gravi conseguenze negative sulla salute mentale e fisica delle donne di Afrin.

Durante la guerra l’uso continuo della violenza ha rappresentato la principale minaccia alla salute e alla sicurezza della popolazione di Afrin. Oltre alla probabilità di essere colpite da un missile o da un bombardamento, con la conseguente perdita della propria vita, ha gravato sulla mente delle persone la paura di perdere i propri cari. Per ridurre il rischio di finire sotto tiro, le famiglie hanno vissuto sottoterra in cantine sovraffollate per intere settimane. Durante la fuga dalla città le persone sono state esposte a costanti bombardamenti con armi pesanti.

In cammino fuori dalla città di Afrin, senza effetti personali, le donne portavano sulle loro spalle bambini piccoli poiché molti di essi non erano ancora in grado di camminare da soli.

E’ chiaro che lo stato di salute ha degli indicatori materiali radicati nelle condizioni di vita complessive: cibo e alloggio di scarsa qualità, acqua non sicura e scarsa igiene favoriscono le malattie. Gli sfollati di Afrin che adesso vivono a Shahba devono affrontare condizioni di vita inaccettabili, che stanno già causando malnutrizione e infezioni.

A parte l’immediato deterioramento della salute fisica, il fardello mentale del preoccuparsi dell’accesso ai bisogni umani fondamentali provoca anche problemi di salute. Disoccupazione e mancanza di istruzione sono fattori di stress aggiuntivi.

Molte persone, inoltre, devono preoccuparsi di quei membri della famiglia che ancora vivono ad Afrin costantemente a rischio di venir catturati dai gruppi islamisti occupanti . Lo stress e l’insicurezza derivanti dalle condizioni di guerra possono influenzare il sistema neuro-endocrino, nervoso autonomo, metabolico e immunitario. Molti sfollati affrontano lo stress fumando, azione che può portare ad avere problemi respiratori o cancro. Allo stesso tempo, la maggior parte degli sfollati -specialmente le donne- non si esercita al livello raccomandato a causa di questioni relative alla sicurezza: ISIS aveva minato anni fa la zona e molte aree continuano ad essere molto pericolose

Le condizioni sociali influenzano a loro volta la salute pubblica. Le donne oppresse e private della propria indipendenza, sia nella città occupata di Afrin, sia in condizione di sfollate a Shahba, sono più a rischio di contrarre malattie cardiache e mentali. Le donne, inoltre, hanno una probabilità maggiore di sperimentare ansia, depressione e disturbi psicosomatici. Prima dell’invasione l’Amministrazione autonoma democratica e le numerose organizzazioni femminili autonome hanno combattuto i modelli patriarcali interni alla società, come i matrimoni precoci e il sovraccarico di lavori domestici, i quali hanno avuto effetti negativi sulla salute fisica e mentale delle donne. L’Amministrazione autonoma democratica, basata sui principi di liberazione delle donne e dell’ecologia, ha cercato di rimuovere le cause strutturali alla base della disuguaglianza delle donne all’interno di un processo a lungo periodo e e di trasformare le norme sociali patriarcali che danneggiano la salute femminile.

Quando parliamo di salute femminili è fondamentale affrontare gli aspetti della salute riproduttiva, come la salute materna e infantile, la salute genitale e del seno. Le donne in età riproduttiva si trovano di fronte a particolari problemi sanitari. La gravidanza e il parto possono mettere in pericolo la vita sia della madre che del bambino, specialmente durante situazioni di conflitto.

I cambiamenti nell’attività ormonale possono influire sulla salute mentale e fisica della donna. La maggior parte delle donne a Shahba non sono in grado di allattare i propri figli al seno a causa dello shock psicologico. Molte madri soffrono di anemia, causata anche dalla gravidanza stessa. Per queste madri non sono disponibili quantità necessarie di vitamine e farmaci. Le problematiche che queste donne stanno affrontando implicano che i loro bambini inizieranno la vita in svantaggio.

Dottori, operatori sanitari e volontari lavorano interrottamente per affrontare la situazione sanitaria a Shahba. A Fafin è stato costruito un piccolo ospedale. Riceve almeno 500 pazienti al giorno. La Mezzaluna rossa curda (Heyva Sor a Kurd) ha allestito punti medici in diversi villaggi e provveduto ad offrire servizi medici nel campo Berxwedan a Fafin e nel Campo Serdem a Til Sosin. Il loro lavoro è limitato a causa della carenza di farmaci e attrezzature e da strade da strade non sicure.

IL RAPPORTO DI MEZZALUNA ROSSA CURDA

Nella metà di marzo 2018 intensi bombardamenti turchi a danno della popolazione civile della città di Afrin hanno sfollato centinaia di migliaia di persone, causandone la fuga nelle zone di Shahba, Nabul, Zahra e in altre aree. Tutte queste persone hanno sofferto di shock, paura e stress derivanti dalla guerra. Diversi civili sono stati uccisi mentre abbandonavano la città, a Taranda e a Jabal Al Ahlam. I loro corpi non sono stati seppelliti. La ricerca mostra che sono le donne a soffrire maggiormente da un conflitto violento. Donne e bambini sono fortemente colpiti dal dislocamento poiché sopportano il peso della perdita dei loro beni e dell’alloggio, lo sfinimento fisico e psicologico, e il rischio di sequestro e stupro.

Le famiglie che vivono nei campi soffrono della mancanza di generi alimentari, di alloggio, di acqua e di assistenza sanitaria. I conflitti e gli sfollamenti minacciano la salute delle donne in svariati modi: ferite riconducibili alla guerra , vulnerabilità alla malattia, malnutrizione, sfollamenti, danni al sistema di assistenza sanitari

Mine

Shahba è stata liberate da ISIS oltre un anno fa, ma i danni alle infrastrutture causati dalla guerra sono rimasti. 27 mine antiuomo sono esplose dall’inizio degli sfollamenti di massa dei rifugiati di Afrin verso Shahba.
Le vittime comprendono 11 donne (2 delle quali hanno richiesto amputazioni) e 10 bambini (affetti da ferite multiple alla testa e al volto). 17 sfollati sono stati uccisi dalle mine antiuomo.

Ecco i nomi delle vittime delle mine antiuomo:

***
Alloggi / Campi profughi
Shahba non è adatta a ricevere centinaia di migliaia di sfollati. Alcuni dei rifugiati di Afrin sono stati sistemati in scuole, moschee e case semi-fatiscenti; alcuni vivevano nelle proprie macchine, la maggior parte all’aperto, senza beni di prima necessità come casa, latte, acqua, farmaci, vestiti e vaccini per malattie pericolose. Mentre alcune di queste persone sono state sistemate nei nostri tre campi, altre continuano a vivere in edifici fatiscenti o per la strada.

Questi sono i dettagli di ogni campo:

Berxwedan Camp, Fafin (Cenimento: 20th giugno 2018)
In questo campo troviamo 678 tende, ospitanti 746 famiglie. Il campo ospita 2865 persone in totale, delle quali 1482 donne. Ci sono 161 bambini con età inferiore ai due anni, e 1352 tra i due e i vent’anni.

Serdem Camp (Asr), Tel Susin (Censimento 11.08.2018)
Qui si trovano 720 tende che ospitano 708 famiglie. Questo campo ospita 2931 persone incluse 687 donne. Ci sono 295 bambini con età inferiore ai due anni, e 1190 tra i due e i vent’anni.

Afrin Camp (Comin Martyr Shoresh Afrin), Ehdas (Censimento: 06.08.2018)
In questo campo ci sono 104 tende che ospitano 77 famiglie. Nel campo vivono complessivamente 428 , incluse 95 donne. Ci sono 35 bambini con età inferiore ai due anni, e 194 tra i due e i diciotto anni.

Questi sono i problemi che donne e bambini si trovano ad affrontare in questi campi:
1. Le famiglie vivono, dormono, giocano e cucinano nelle loro tende. Spesso non hanno attrezzature adeguate per preparare da mangiare. E incendi da bombole del gas hanno interessato almeno 3 tende.

2. Le tende mancano di ventilatori, lanterne e zanzariere per tenere lontani gli insetti. Molte sono malamente installate, con alcune tende fissate al suolo addirittura da pietre.

Acqua e igiene pubblica
I sistemi fognari dei villaggi di Shahba sono molto superficiali o sono stati distrutti dalla guerra. Ciò ha portato ad un inquinamento generalizzato che ha causa malattie e infezioni in particolare a donne e bambini.

Vasche e bagni in molte zone di Shahba non sono igieniche. Ciò ha portato alla diffusione nella regione di Shabba di pidocchi e scabbia.

Shahba soffre di carenza d’acqua potabile. I pozzi artesiani sono la principale fonte d’acqua della regione.Acqua pulita e subito disponibile è essenziale per la salute pubblica, e carenza di igiene adeguata è causa di malattie.

I pozzi di Shahba non sono stati sottoposti ad analisi chimiche e batteriologiche dal 2013, dal momento che non è disponibile un laboratorio adatto a farlo. Inoltre non è disponibile acqua sterilizzata-in quanto non ci sono compresse di cloro o altri metodi di sterilizzazione dell’acqua.

L’acqua di pozzo viene trasferita dalle fonti in cisterne, che non possono essere sterilizzate e adeguatamente ispezionate. Questi serbatoi sono numericamente pochi e molte famiglie non posseggono serbatoi di acqua privati nelle loro case.

I bacini idrici sono la principale fonte d’acqua a disposizione degli sfollati nei villaggi di Shahba.

In ogni caso la maggior parte di questi bacini è esposta agli agenti con conseguente inquinamento delle acque. Donne e bambini trasportano l’acqua dai bacini, che porta a molte ferite, compresi stiramenti alle schiena e alle ginocchia.

Il peggioramento della situazione idrica e sanitaria nell’area di Shahba ha portato alle seguenti condizioni mediche, documentate dal 1 Aprile 2018 al 12 Giugno 2018:

Presidio medico di Berxwedan Camp:
Sono stati documentati 67 casi di bambini con grave diarrea e crampi intestinali, febbre e vomito. Inoltre, 7 casi di disidratazione, 2 casi di dissenteria e 4 casi di diarrea con sangue.

Presidio medico di Serdem Camp:
Sono stati documentati 45 casi di bambini con diarrea e febbre alta, due di loro hanno sofferto di disidratazione. Sono stati riscontrati 20 casi di diarrea tra gli adulti.

Presidio medico di Ahras:
47 casi di diarrea con febbre alta.

I presidi medici di Mezza Luna Rossa soffrono per la scarsità di medicine per trattare queste condizioni.

Alimentazione
Molte persone a Shahba sono malnutrite. La maggior parte di loro possono accedere a riso, pane e altri alimenti di base, ma non a vegetali e frutta, che contengono minerali e vitamine essenziali.
Gli integratori alimentari, specialmente quelli destinati a bambini e donne incinte, non sono disponibili per rimediare a questa mancanza. I bisogni nutrizionali delle persone vulnerabili, specialmente bambini, donne incinte e pazienti medici, non possono essere soddisfatti.
La Mezzaluna Rossa Curda ha distribuito latte in polvere, ma non è riuscita a fornirne bambini più grandi a causa della carenza. La distribuzione è spesso interrotta per giorni alla volta e ciò è particolarmente nocivo per i bambini.

Istruzione
L’ istruzione è un diritto umano, ma i ragazzi di Shahba non hanno adeguato materiale scolastico. E’ disponibile un corpo docente per insegnare ai bambini, ma non hanno una formazione adeguata per il sostegno psicologico. I ragazzi hanno delle piccole aree in cui giocare e non ci sono persone sufficienti per fornire sostegno psicologico ai bambini colpiti dalla guerra.

I ragazzi soffrono a causa del conflitto e dello sfollamento e hanno subito gravi conseguenze conseguenze fisiche e psicologiche.

Malattie speciali
Sono state rilevate le seguenti condizioni nei punti medici allestiti all’interno dei campi e nelle altre aree tra il 1 Aprile 2018 e il 12 Giugno 2018.

1-Un caso di malaria.
2-22 casi di tubercolosi polmonaria in 9 ragazzi.
3-23 casi di epatite C e B.

4.Il cancro è la malattia prevalente nel mondo e finora non è stata trovata alcuna cura. Colpisce molte persone diverse, con forme specifiche per le donne e tassi di sopravvivenza bassi. A Shahba, non ci sono medici specializzati e molti pazienti non hanno potuto continuare con le cure di chemioterapia e con le visite specialistiche perché le strade per gli altri ospedali sono chiuse per ragioni di sicurezza. Molti pazienti sono nelle liste di attesa anche se le loro condizioni sono gravi.

Sono stati documentati complessivamente 48 casi di cancro e questi comprendono: 21 donne, 3 con cancro alla cervicale e 6 con cancro al seno ; così come 4 ragazzi con talassemia.

5-5 casi di tubercolosi documentata e 4 casi sospetti rilevati.

6.1709 persone, principalmente donne e ragazzi , sono stati infettati di leishmaniosi nelle aree di Shahba e Sherawa.

7.-Ci sono stati centinaia di casi documentati di morbillo e l’ 85% nei ragazzi.
8-Sono stati documentate malattie di carattere neurologico, incluso eplilessia, atrofia celebrale, crescita ritardata autismo, paralisi degli arti, mezza paralisi e convulsioni.

9-Sono state documentate malattie psichiatriche— compresi stati ansiosi associati a tendenze al suicidio e perdita di alcune funzioni. Queste includono:
• Stati di ansia e depressione e traumi causati da forti esplosioni.
• Casi di ansia in pazienti di età compresa tra i 25 e i 35 anni di età.
• Disordini alimentari, compresa mancata ritenzione urinaria in pazienti sotto i 18 anni a causa di sogni traumatici.
• Disordine cognitivo e incapacità di concentrazione.
• Situazioni di difficoltà alimentare, sindrome intestinale e irritazione degli intestini in particolare per le donne. Malattie pediatriche incluse bronchiti acute, infiammazione degli intestini e dello stomaco accompagnato da diarrea e febbre, malnutrizione e perdita di peso, disidratazione, sintomi allergici incluso eruzioni cutanee accompagnate da prurito e rossore; casi di congiuntiviti allergiche; sono stati anche documentati casi di sensibilizzazione allergica e bronchiti allergiche.

Abbiamo documentato 127 casi riferibili alle suddette malattie, fra i quali 33 riguardano le donne e 30 i ragazzi.

11-La diffusione di malattie delle donne comprende disordine ormonale, infezioni acute, asma allergica, malattie della pelle e reazioni allergiche sul volto e sulle mani.
12- Sono stati documentati nel solo campo di Berxwedan 205 casi di diffusione di pidocchi e 2 di scabbia.Probabilmente la diffusione riguarda anche altri campi. .
13-Sono stati documentati 15 casi di insufficienza renale che richiedono la dialisi.

Necessità particolari
Ci sono 90 persone con necessità e disabilità particolari nella regione di Shahba, comprese 31 donne e 27 ragazzi.
Di seguito i nomi delle persone con necessità particolari.

Gravidanza e natalità
Le donne in gravidanza hanno sofferto anche durante le nascite normali perché non abbiamo mai avuto tutti gli strumenti necessari per proteggere le donne e i bambini.

Abbiamo documentato 81 donne incinte. Abbiamo anche documentato 5 aborti, incluso un caso di gemelli, causati da sofferenza fisica e psicologica e dalla mancanza di medicine e attrezzature adeguate. L’ospedale Fafin riceve consegne normali, così come le donne che necessitano di taglio cesareo. Tuttavia l’ospedale non può ospitare tutti questi casi e alcune donne vengono indirizzate all’ospedale di Zahra, un ospedale da campo modesto che non può sempre ospitare anche questi casi. Non esiste una sala di terapia intensiva per le donne che affrontano alcune complicazioni di emergenza, come la commozione celebrale o la perita di sangue, né ci sono alcune attrezzature specifiche per la cura dei bambini subito dopo la nascita.

*A causa carenza di personale medico e della mancanza di attrezzature mediche necessarie, come un vaporizzatore e tubi di ossigeno, sono morti due bambini appena nati. I loro nomi erano:
Amina Mohammed Nour, 6 giorni
Right: Hamrin Youssef, 16 giorni

La Mezzaluna rossa curda, nonostante i nostri modesti mezzi, è stata in grado di diagnosticare le condizioni, fornire il primo soccorso e distribuire medicinali. Poichè le donne incinte hanno disperatamente bisogno di cure ostetriche, abbiamo bisogno di un centro specialistico per le donne per partorire e tutta l’attrezzatura pertinente.

I nostri membri lavorano senza sosta, anche se molti di loro affrontano lo stress e lo shock dello sfollamento essi stesso. La maggior parte dei nostri membri dormono nei punti medici perché sono sprovvisti di alloggi.

Ambiti di attività di Luna Rossa curda a Shahba

Il lavoro della Mezza Luna Rossa Curda ha incluso:
1- Documentare e contare gli sfollati nei campi e villaggi di Sherawa e Shahba e le loro condizioni di salute.
2.Apertura di punti medici in alcune aree, che svolgono funzione di lavoro medico salva vita
3.Disturbuizione del latte per l’infazia

Gruppo di soccorso
Questo gruppo distribuisce latte in polvere ai bambini tra 0-6 mesi, 6-12 mesi e 12-18 mesi. Non possiamo fornire latte a bambini di età superiore a 18 mesi a causa della carenza, e talvolta non siamo in grado di fornire latte affatto. Un numero molto limitato di pannolini è stato distribuito agli sfollati.

Personale medico
La Mezza luna Rossa Curda è riuscita ad aprire i seguenti presidi medici nelle seguenti aree:

Area di Sherawa:
I seguenti presidi medici non sono più funzionanti a causa dei bombardamenti turchi:

Brad e Kimar distrutti il 22/3/2018.
Zawek Al-Kabir distrutto il 15/4/2018.

Presidio di Aqibeh
-Personale medico: 1 medico di medicina generale, 1 farmacista e 1 infermiere.
-Attrezzatura esistente: 1 biglietto per visita medica, 1 auricolare medico e 1 dispositivo per la pressione del sangue.
-Questo punto serve tra gli 80 e i 100 pazienti al giorno.

Presidio medico di Deir Jamal
-Personale medico: 1 medico generico, 1 ostetrica, 1 infermiera.
-Equipaggiamento esistente: 1 kit per visita medica, 1 kit per lo screening femminile, 1 auricolare medico, 1 dispositivo per la pressione arteriosa.
-Questo punto serve 60 pazienti al giorno, tra cui 20 bambini e 15 donne.

Presidio medico di Ahras
-Personale Medico: 1 medico generico, 1 ostetrica, 1 tecnico dell’ambulanza, 1 tecnico del farmacista, 4 infermiere.
-Equipaggiamento: 2 kit per visita medica, 1 kit per lo screening femminile, 2 auricolari medici e dispositivi per la pressione sanguigna, 1 tubo per ossigeno, 1 dispositivo per nebulizzare e 1 dispositivo per lo screening del diabete.
-Questo punto serve 80-120 pazienti al giorno, tra cui 40 bambini e 40 donne.

Presidio medico del campo di Berxwedan
-Personale medico: 1 medico generico, 1 ostetrica, 3 tecnici dell’ambulanza, 1 tecnico del farmacista, 4 infermiere.
-Equipaggiamento: 2 kit per visita medica, 1 tester, 2 cuffie mediche e dispositivi per la pressione sanguigna, 1 nebulizzatore e 1 dispositivo per la lettura del diabete.
-Questo punto serve 100-150 pazienti al giorno, compresi 40-100 bambini e 40-70 donne.

Serdem Camp Point
-Personale medico: un medico generico, un’ostetrica, un tecnico dell’ambulanza, un tecnico del farmacista e sei infermiere.
-Equipaggiamento: 1 kit per visita medica, una clinica mobile femminile con 1 kit per visita medica femminile, 2 cuffie mediche e dispositivi per la pressione sanguigna, un nebulizzatore e un dispositivo per lo screening del diabete.
-Questo punto serve 70-120 pazienti al giorno, compresi 25-45 bambini e 40 donne.

Presidio medico di Juba
-Personale medico: un medico di medicina generale, un tecnico di farmacista e un’infermiera.
-Equipaggiamento: un auricolare medico, un dispositivo di pressione sanguigna.
-Questo punto medico serve 50 pazienti al giorno.

Presidio medico di Bebinis
-Personale medico: 1 medico, 1 infermiere, 3 farmacisti
-Attrezzatura: 1 biglietto medico, 1 cuffia, 1 dispositivo di misurazione della pressione arteriosa.
-La clinica interna serve 80 pazienti ogni giorno, compresi 30 bambini e 35 donne.

Tutti questi centri medici mancano di attrezzature e farmaci sufficienti.

A seguito di questa tragica situazione, noi della Mezzaluna Rossa curda stiamo facendo del nostro meglio per alleviare la sofferenza degli sfollati nonostante le nostre risorse limitate. Facciamo appello alla società civile e alle organizzazioni umanitarie, assistenziali, mediche e internazionali, perchè si prendano le loro responsabilità morali e umanitarie nei confronti dei rifugiati di Afrin, in particolare bambini e donne, intervenendo immediatamente e rapidamente per ridurre le conseguenze del disastro sanitario.

Rapporto sull’ospedale di Fafin

Sfollamento da Afrin
A metà marzo il nostro personale medico è stato costretto a lasciare Afrin a causa degli intensi attacchi turchi sulla città. In questo periodo l’ospedale Avrin è statol’ultimo luogo a fornire assistenza medica ad Afrin. L’ospedale negli anni precedenti è servito da modello per la regione, fornendo assistenza alla gente che viveva in tutte le zone del cantone di Afrin. Nel pomeriggio del 16 Marzo 2018, è stato colpito dall’artiglieria Turca.

Dopo essere stati sfollati a Shahba, i medici e le infermiere hanno proseguito nel loro lavoro salvaguardando la salute della loro gente. Sotto i bombardamenti sono riusciti a recuperare modeste attrezzature mediche presenti ad Afrin, e hanno portato ciò che potevano a Shahba. Con queste attrezzature i pochi membri del personale medico hanno così iniziato a prendersi cura delle centinaia di pazienti sfollati.

In termini di salute, gli orrori della guerra non sono terminati con l’occupazione di Afrin. Le persone continuano a soffrire di malattie fisiche e di shock psicologico a causa dello spostamento. Vivere la violenza estrema, com’è accaduto agli abitanti di Afrin, provoca problemi di salute di lunga durata.

Anche le condizioni di vita degli sfollati, il loro ambiente fisico e la vulnerabilità da essi percepita, influenzano la loro salute. A causa delle condizioni di guerra e dello spostamento i nostri pazienti hanno adottato meccanismi di difesa che, a loro volta, minacciano loro salute, tra questi l’uso smodato di tabacco e una dieta povera.

La Fondazione dell’ospedale di Fafin
Per essere in grado di curare le masse di sfollati nel modo più professionale e sicuro possibile i medici e i volontari, insieme al Consiglio della Salute di Afrin, hanno istituito un piccolo ospedale nel villaggio Fafin, situato a circa 15 chilometri a nord di Aleppo.

Qui, nonostante la carenza di attrezzatura medica, farmaci e spazio, l’assistenza medica viene fornita quotidianamente a un numero enorme di pazienti provenienti da tutta la ragione di Shahba. Ogni giorno giungono all’ospedale almeno 500 pazienti. Dal 04/07/2018 al 08/01/2018 l’ospedale ha curato 59.825 casi.

I servizi dell’ospedale sono offerti gratuitamente e sono disponibili a chiunque chieda aiuto, senza alcun pregiudizio o discriminazione. L’ospedale opera sulla base del principio secondo il cui non ci dovrebbe essere nessuna barriera finanziaria all’assistenza sanitaria e che l’assistenza è un bene comune. Fornire assistenza e cure in un contesto di conflitto violento a tutti coloro che ne hanno bisogno, è essenziale.

Oggi, 4 mesi dopo la fondazione, l’ospedale Fafin ha organizzato diversi reparti per soddisfare i bisogni delle persone: un reparto pediatrico, un reparto interno di medicina, un reparto di ginecologia, un reparto d’ortopedia e un pronto soccorso. A causa della mancanza di spazio, alcuni di questi reparti sono stati inizialmente stabiliti all’interno di semplici tende, sebbene in alcuni casi si è reso disponibile uno spazio migliore..

Oltre a questi reparti, siamo riusciti a dotarci di un reparto di chirurgia, fornito di materiali e strumentazioni essenziali: strumenti chirurgici, 2 dispositivi per anestesia, un dispositivo di cauterizzazione ad arco e un semplice tavolo operatorio.

E’ stata realizzata una stanza di terapia intensiva, che include un ventilatore, due monitor, un defibrillatore. In ogni caso, questo reparto di terapia intensiva può ospitare solo tre pazienti alla volta.

Il personale
Per quanto riguarda i medici e gli operatori sanitari professionali, attualmente non abbiamo un numero tale da soddisfare i bisogni dei pazienti. Al momento disponiamo di 13 dottori che lavorano quotidianamente. I loro compiti sono distribuiti come segue:
●Pronto Soccorso: 4 dottori
●Pediatria: 2 dottori
●Chirurgia: 2 dottori
●Ortopedia: 3 dottori
●Ginecologia: 2 dottori

L’ospedale ha un totale di 80 addetti, inclusi infermieri, autisti, amministratori e personale addetto alla sicurezza.

Le malattie più comuni
Le malattie più comuni a Shahba sono
causate dalle circostanze della guerra e dello sfollamento, in particolare a causa dell’acqua inquinata.

Molti dei nostro pazienti soffrono di:
disposto vari reparti specifici, per venire incontro ai bisogni delle persone: un reparto pediatrico, un reparto interno di medicina, un reparto di ginecologia, un reparto d’ortopedia e un pronto soccorso. A causa della mancanza di spazio, alcuni di questi reparti furono inizialmente stabiliti all’interno di semplici tende, sebbene in alcuni casi siano stati resi disponibili spazi migliori.

Oltre a questi reparti, siamo riusciti a disporre di un reparto chirurgia, fornito di materiali e strumentazioni di base: attrezzi chirurgici, 2 dispositivi per anestesia, un dispositivo di cauterizzazione ad arco e un semplice tavolo operatorio.

E’ stata costruita una stanza di Terapia Intensiva, che include un ventilatore, due monitor, un defibrillatore. In ogni caso, questo reparto di Terapia Intensiva può ospitare solo tre pazienti alla volta.
I bambini sono i principali soggetti che soffrono di queste malattie.

A causa della mancanza di strumentazione e farmaci, i pazienti con gravi malattie o ferite non possono essere trattati all’Ospedale Fafin. Ciò è molto pericoloso, poiché condizioni gravi possono facilmente trasformarsi in potenzialmente mortali. Spesso le vittime di incidenti automobilistici e i pazienti con infarti miocardici non possono essere salvati, questo perché non disponiamo delle attrezzature appropriate. Per far fronte a queste lesioni, abbiamo bisogno quantomeno di un dispositivo assiale-coassiale.

Esempi di altre condizioni che non possono venir trattate all’interno dell’ospedale:
●Tumori del sangue e cancro
●Pazienti con dialisi renale o insufficienza renale
●Pazienti con malattie neurologiche
●Pazienti con deformità discali e spinali
●Tubercolosi
●Epatiti
●Malattie fisiche e psicologiche scaturite dalla mancata presenza di farmaci specifici per la cura di queste ultime.

Le infezioni e i problemi ai denti sono molto comuni tra gli sfollati, dal momento in cui essi non dispongono di adeguate condizioni sanitarie. L’ospedale Fafin non è in grado di provvedere alle cure odontoiatriche. Esiste un solo dentista nel presidio medico Um Hosh, ma quest’ultimo può gestire solamente casi di emergenza.

Il trasporto di casi gravi ad Aleppo
I casi che non possono essere curati nei nostri ospedali devono essere trasferiti alla clinica disponibile più vicina clinica ad Aleppo. La strada per Aleppo è controllata dalle forze governative siriane e, per questo, spesso abbiamo difficoltà nel trasporto tempestivo dei pazienti.

Spesso ci viene negato il passaggio attraverso i checkpoint o siamo costretti ad aspettare di più a lungo di quanto sia sicuro per il paziente. Anche in casi estremi, come gravi ferite da incidenti automobilistici, le ambulanze richieste dalle aree controllate dal governo sono arrivate troppo tardi.

L’approvazione di sicurezza del trasporto è un processo complicato che richiede il permesso dagli uffici di Aleppo sia da quelli di Damasco. Di conseguenza, molte persone perdono la vita per lesioni altrimenti curabili.

Per far fronte al problema, abbiamo richiesto una nostra propria ambulanza, compresa di autista, sempre disponibile a portare i casi urgenti ad Aleppo. Nonostante abbiamo adempiuto e abbiamo dato tutte le informazioni necessarie richieste dalle forze governative, non abbiamo ricevuto nessuna risposta.

Per i pazienti che vengono ammessi, continuano a sussistere molte restrizioni. Essi non possono portare con loro nessun accompagnatore e questo a prescindere dall’età del paziente.

Nel caso in cui un genitore intende viaggiare insieme a un bambino piccolo, entrambi vengono fermati al check point del governo Siriano e rimandati indietro. I bambini piccoli non hanno più il permesso di passare ancora una volta.

Situazione delle Donne
Le donne necessitano di cure sanitarie speciali a causa delle loro condizioni biologiche e sociali specifiche. E’ stato dimostrato che le zone di conflitto possiedono i tassi più alti di mortalità infantile e materna.1. Inoltre, la guerra causa nelle donne traumi psicologici. Esse convivono con costanti sentimenti di insicurezza, specialmente se sono incinte e i servizi sanitari interrotti. Nell’ospedale Fafin, abbiamo fatto del nostro meglio per creare un reparto femminile in grado di affrontare questo tipo di problemi. Molti problemi di salute femminile sono legati alla riproduzione e alla sessualità e ciò significa che si deve aver cura del funzionamento dei sistemi coinvolti nella riproduzione, nella gravidanza, nel parto e nella crescita del bambino.

In questo momento i servizi che possiamo offrire all’Ospedale di Fafin non sono sufficienti a soddisfare i bisogni delle donne. L’assistenza qualificata durante la gravidanza, ad esempio, comprende controlli regolari per rilevare infezioni e altre patologie, come l’anemia. Per un parto sicuro, è necessaria un’assistenza professionale, incluse assistenza ostetrica di emergenza, attrezzatura medica adeguata e antibiotici, ossitocici e anticonvulsivanti.

Il nostro reparto per le donne non dispone di stanze appropriate per neonati, e non ci sono abbastanza sale parto per assicurare che alle donne venga data l’assistenza appropriata; dopo che hanno partorito, dobbiamo mandare le donne a casa per fare spazio alle altre. Non abbiamo sufficiente spazio neanche per una sala d’aspetto per parenti.

Ad oggi, 333 donne hanno effettuato un parto naturale, 133 parto cesareo.

Con l’attrezzatura e i farmaci necessari, le complicazioni possono essere evitate, il sottopeso alla nascita e le infezioni rilevati prima. La scarsità del materiale disponibile attualmente nel nostro reparto, mette a rischio le vite delle madri e dei neonati. Inoltre, sappiamo bene che il primo periodo di una vita umana influenza la salute per il resto della loro vita,e così anche l’assistenza post parto è cruciale.

Molte delle donne sfollate non sono in grado di allattare al seno i propri figli a causa dello stress fisico e psicologico. Ciò ha un forte impatto sullo sviluppo del bambino.
Le donne più anziane spesso soffrono di ipertensione sanguigna o alti livelli di glucosio nel sangue. Molte delle pazienti più anziane hanno a che fare con malattie croniche, incluse asma, cardiopatie e diabete. La condizione di queste donne spesso peggiora quando le cure vengono fermate temporaneamente o interrotte a causa di carenze.

Numero di piazienti classificati per diagnosi e settore di intervento

Conclusioni
Una migliore assistenza sanitaria è fondamentale per garantire che gli sfollati di Afrin possano sopravvivere. Oltre alle migliori risorse e attrezzature a Fafin, abbiamo anche bisogno di risorse per creare centri medici decentralizzati in tutta Shahba, dal momento che molte persone non possono raggiungere il villaggio di Fafin in tempo.

Abbiamo bisogno di centri medici in posti come Tel Rifat, che ospitano un gran numero di sfollati e sono lontani da Fafin.

Le persone che vivono in questi luoghi non hanno accesso all’assistenza sanitaria, questo riguarda specialmente le persone che hanno bisogno di cure urgenti. Le donne incinte sono in pericolo unico, poiché madri e bambini possono morire di complicazioni se non vengono immediatamente curati.

Per raggiungere l’obiettivo di mettere a disposizione un’adeguata assistenza sanitaria per gli sfollati a Shahba, dipendiamo dal sostegno esterno – da organizzazioni non governative, organizzazioni per i diritti umani, organizzazioni femminili e individui che si sentono chiamati a ridurre la sofferenza delle persone che hanno perso tutto a causa di una brutale invasione.

Abbiamo bisogno di finanziamenti per acquistare le attrezzature e le medicine necessarie, nonché della pressione politica sugli attori regionali competenti per fermare le loro politiche disumane contro i nostri pazienti.

È’ chiaro che questa situazione deve essere cambiata presto.

Le donne e i bambini hanno esigenze uniche in ambito sanitario, che devono essere prese in considerazione secondo il nostro principio di uguaglianza.

Dobbiamo migliorare la qualità della nostra assistenza sanitaria e garantire l’accesso ad altri ospedali in cui sono presenti maggiori competenze professionali nella regione. I pazienti con malattie eccezionali o casi complicati dovrebbero essere trasportati immediatamente ad Aleppo.

ESEMPI
Ragazzi sfollati presso l’ospedale di Fafin, Shahba
Malattie come l’influenza, l’infiammazione gastrica e intestinale sono comuni tra i bambini a Shahba per questi motivi: in primo luogo, a causa della polvere densa. In secondo luogo, il latte per bambini distribuito dalle organizzazioni di soccorso è spesso scaduto (questo a causa dei blocchi che le milizie siriano organizzano sull’unica strada che dal Rojava conduce alla regione di Shahba – ndt)

© 2013 UIKI-Onlus Team

Scroll to top