Scritti dal carcere I: Gli Eredi di Gilgamesh Dai sumeri alla civiltà democratica di Abdullah Ocalan Reviewed by Momizat on . Le analisi e le tesi presentate in questo libro facevano parte del mio appello alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e, di conseguenza, il loro scopo andava Le analisi e le tesi presentate in questo libro facevano parte del mio appello alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e, di conseguenza, il loro scopo andava Rating: 0
You Are Here: Home » PUBBLICAZIONI » Scritti dal carcere I: Gli Eredi di Gilgamesh Dai sumeri alla civiltà democratica di Abdullah Ocalan

Scritti dal carcere I: Gli Eredi di Gilgamesh Dai sumeri alla civiltà democratica di Abdullah Ocalan

Scritti dal carcere I: Gli Eredi di Gilgamesh Dai sumeri alla civiltà democratica di Abdullah Ocalan

Le analisi e le tesi presentate in questo libro facevano parte del mio appello alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e, di conseguenza, il loro scopo andava oltre il semplice studio del grado di civiltà nel Medio Oriente. Sono venuto in Europa nel 1998 con l’intenzione di trovare un compromesso con i nostri oppressori imperialisti. Speravo che una soluzione ragionevole, secondo i criteri della democrazia europea, ponesse fine alla necessità della guerriglia sulle montagne – una lotta che aveva già iniziato a prendere troppe vite e alla quale io, in primo luogo, non ambivo. Un tempo le montagne rappresentavano l’oggetto dei miei sogni ed ho atteso pazientemente di poterci andare per 40 anni. Essendo però consapevole che tale lotta avrebbe causato grande sofferenza ai miei amici ed al mio popolo, non potevo prendere personalmente una simile decisione incompatibile con la mia idea di responsabilità e di etica.

E’ altrettanto vero che non ero in grado di prevedere le tragiche conseguenze scaturite dal mio ingresso in Europa. Devo ammettere di aver sottovalutato il potere di certi interessi e la possibilità di tradimento. Sono stato posto sotto esame, giudicato e poi dato in pasto, in modo spregevole, a dei veri cannibali in Africa. Si sono vantati con il mondo di avermi catturato, impacchettato e relegato ad Imrali, come in una bara. In tal modo, ancora una volta, hanno ristabilito i loro interessi che temevano fossero in pericolo.

Questi fatti sono avvenuti in violazione della legge europea, ammesso che qualcosa di simile esista. Ritengo che l’atteggiamento della Corte misuri il livello di una civiltà ed ero allora convinto che se qualcuno, disposto alla resa, si fosse rivolto all’Europa per aiuto, sarebbe stato ricevuto cordialmente. Per quel che mi riguarda, non è stato il caso né lo sarà in futuro. Di conseguenza, la mia relazione con l’Europa è improntata alla ricerca di un’antitesi legata alla capacità del Medio Oriente di formulare, sulla base delle sue fondamenta storiche, una contrapposizione rispetto alla civiltà europea. Questo è il messaggio che credo di aver trasmesso in maniera positiva. Questo testo è anche inteso come risposta generale alle opinioni e ai giudizi di molti dei miei amici e conoscenti che mi hanno scritto, così come a tutti coloro che non sono in grado di esprimere le loro opinioni per mancanza di mezzi. Si tratta quindi di una risposta necessaria. Le analisi e le valutazioni che presento in questo libro rappresentano una difesa, un’apologia nell’accezione originale greca. Sono state scritte per effetto dello straordinario complotto che mi ha portato in questa cella solitaria dove ora vivo.

scritti-dal-carcere-i

E’ possibile acquistare una copia del libro che verrà inviato per posta all’indirizzo che verrà indicato inviando una mail a info.uikionlus@gmail.com e facendo un versamento di euro 20 sul conto corrente dell’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia Onlus, IBAN IT 89 Z 02008 05005 000102651599 presso Unicredit, filiale di Roma Merulana.

© 2013 UIKI-Onlus Team

Scroll to top