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Risoluzione Finale: Conferenza al Parlamento Europeo sulla Crisi in Medio Oriente, Iran e i Curdi

Risoluzione Finale: Conferenza al Parlamento Europeo sulla Crisi in Medio Oriente, Iran e i Curdi

Con l’organizzazione del gruppo di amicizia curdo al parlamento europeo, il KNK [Congresso Nazionale Curdo] e la Commissione per il Kurdistan Orientale martedì 4 giugno 2015 si è svolta una conferenza internazionale dal titolo: “Crisi in Medio Oriente, Iran e i Curdi”. Hanno partecipato molti degli amici e sostenitori europei dei curdi, rappresentanti dei partiti politici e delle organizzazioni cure e rappresentanti beluci, azeri, arabi ahwazi e yarsan. Hanno partecipato all’evento e alla discussione anche altre persone e singoli indipendenti.

Questa conferenza si è svolta in un momento cruciale. In particolare si è concentrate sul ruolo e la situazione attuale dell’Iran e la crisi in atto in Medio Oriente e la posizione dei curdi nel Kurdistan orientale e su quella di altri gruppi etnici e religiosi nel territorio iraniano. In questa conferenza è stato presentato un piano e una soluzione per affrontare l’attuale crisi e c’è stata una forte e diffusa richiesta di democrazia per l’Iran.

Durante la conferenza i partecipanti si sono trovati d’accordo ed hanno avuto punti di vista in comune sulle seguenti questioni:

1. Il regime iraniano è un regime autocratico e le sue politiche sono basate sul divieto della libertà di pensiero e di parola. Oppressione, tortura, stupro ed esecuzioni e l’assimilazione dei popoli sono parte della politica sistematica verso gruppi religiosi ed etnici. Il regime è contrario a ogni forma di progresso democratico e di attività democratiche. La conferenza quindi si è opposta alle attuali politiche iraniane, dato che queste politiche sono antidemocratiche e contro i diritti umani fondamentali.

2. Il regime iraniano usa esecuzioni come una forma di vendetta, terrore e per ridurre al silenzio chiunque si opponga al governo e la situazione dei prigionieri politici è motive di grave preoccupazione. Questa politica non è accettabile secondo le norme internazionali dei diritti umani e a questo va messo immediatamente fine. La conferenza ha anche chiesto la liberazione di tutti i prigionieri politici.

3. Per una vita più democratica e libera in Iran, la conferenza ha richiesto un’urgente lotta e maggiore unità all’interno dei partiti politici, religiosi e altre organizzazioni, nel loro approccio alle politiche oppressive del regime.

4. La conferenza ha chiesto la democratizzazione dell’Iran e delle sue politiche rispetto ai diritti umani e ai diritti fondamentali e il riconoscimento ufficiale di tutte le minoranze come curdi, azeri, arabi, beluci e turkmeni. Inoltre tutte le minoranze religiose come sunniti, yarsan, zoroastriani, mandeisti e bahai, e la loro libertà di espressione religiosa che va rispettata e riconosciuta a livello costituzionale.

5. La conferenza ha richiesto che venga svolta un’inchiesta sui diritti delle donne in Iran. È stato affermato che i diritti delle donne sono attualmente la questione più importante in Iran; e per superare il livello di violenza e di oppressione nei confronti delle donne, il ruolo delle donne all’interno della società deve progredire e la repressione e la disuguaglianza delle donne deve cessare immediatamente.

6. La conferenza considera il dialogo importante ed essenziale per l’accettazione reciproca tra i partiti politici del Kurdistan orientale. È necessario che tutti i partiti politici e le organizzazioni curde si assumano responsabilità e lavorino insieme. In accordo tra loro va costruita l’unità nazionale e con maggiore unità possono svolgere un ruolo importante nel facilitare il dialogo e la discussione tra tutti i gruppi etnici e religiosi iraniani.

7. È necessario che gli accademici e intellettuali iraniani nel Kurdistan orientale svolgano un ruolo più attivo e partecipino all’unità nazionale. Questi accademici possono influenzare profondamente la vita politica, culturale e civile nella comunità curda in Iran.

8. Per costruire una società democratica e moderna è importante anche la formazione e organizzazione di media liberi e indipendenti per influenzare il Kurdistan orientale.

9. La distribuzione di droghe che creano dipendenza da parte del regime iraniano e la dipendenza tra i giovani curdi devono cessare immediatamente e tutti i partiti politici devono prendere pubblicamente posizione contro questa situazione.

10. La conferenza considera i negoziati tra le potenze occidentali e l’Iran sulla questione del nucleare un passaggio negativo. Tuttavia anche l’UE, l’ONU e altre istituzioni internazionali devono avviare discussioni e focalizzare le attività e azioni del regime iraniano che sono contro i diritti etnici, religiosi e umani.

11. La conferenza fa appello a tutte le organizzazioni e ai partiti all’interno dell’Unione Europea perché si occupino maggiormente di pratiche di incoraggiamento mirate a portare riforme e democratizzazione in Iran. Per promuovere una vera democratizzazione dell’Iran l’UE dovrebbe sostenere partiti e organizzazioni dell’opposizione in Iran.

12. Va fatta pressione sul governo iraniano per il riconoscimento della fede yarsan come parte a livello costituzionale.

13. I diritti umani dei bambini sono parte essenziale del futuro e della vita democratica. In particolare la soppressione e negazione dei diritti delle bambine portate agli estremi. La conferenza ha fatto appello a tutti i partiti politici perché facciano uno sforzo maggiormente congiunto per chiedere più libertà e diritti per i bambini, in particolare per quanto riguarda i loro diritti alla libertà culturale, linguistica e religiosa in Iran.

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