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Repressione prima delle elezioni in Turchia

Repressione prima delle elezioni in Turchia

Diversi arresti di attivisti dell’opposizione. Vietato l’ingresso a un deputato del Bundestag. Non passa giorno prima delle elezioni parlamentari e presidenziali che si svolgeranno domenica in Turchia, nel quale non vengano arrestati dirigenti o iscritti del Partito Democratico dei Popoli (HDP). Giovedì mattina unità speciali della polizia hanno assaltato diverse abitazioni di attivisti HDP a Van e Gürpinar nell’est della Turchia. Secondo l’agenzia stampa curda Firat sarebbero state arrestate 21 persone. Una gran parte degli arrestati si sarebbe registrata come scrutatori volontari per le elezioni. Le ragioni degli arresti finora non sono note.

Già mercoledì scorso sono state assaltate numerose abitazioni di iscritti HDP a Bursa e Sirnak. Almeno otto attivisti sono stati arrestati. Secondo Firat la ragione per queste misure di polizia finora non è nota. Anche a Erzurum durante perquisizioni domiciliari mercoledì sono stati arrestati dieci iscritti del partito fratello dell’HDP, il Partito Democratico delle Regioni (BDP). Martedì sera inoltre a Izmir era già stato arrestato Arife Cinar, componente del Consiglio di Partito dell’HDP. Era in giro nel quartiere di Menemen per la campagna elettorale del suo partito quando è stata fermata dalla polizia e presa in custodia. Secondo la polizia esisterebbe un mandato di cattura contro Cinar.

Sempre martedì al cittadino tedesco e politico della Linke Niklas Haupt è stato impedito l’ingresso in Turchia. Secondo un rapporto di Firat di giovedì Haupt al suo arrivo a Izmir è stato fermato dalla polizia e espulso verso la Germania dopo un interrogatorio di diverse ore. A Haupt l’ingresso non è stato permesso »per ragioni di pubblica sicurezza«, così le autorità turche. L’agenzia stampa dpa giovedì ha riferito che anche al deputato della Linke nel Bundestag e osservatore elettorale dell’OSCE, Andrej Hunko, è stato vietato l’ingresso in Turchia.

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