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Il rapporto sui diritti umani in Iran

Il rapporto sui diritti umani in Iran

L’Associazione Curda per i Diritti Umani in Europa ha chiamato maggio il mese delle uccisioni di Kolbar curdi e delle impiccagioni di prigionieri nella Repubblica Islamica dell’Iran. Secondo l’ L’Associazione Curda per i Diritti Umani in Europa, almeno 23 persone sono state impiccate e 6 Kolbar curdi sono stati uccisi dalle forze di sicurezza iraniane nelle regioni curde. Gli attacchi dei militari iraniani nelle regioni curde sono risultate nella morte di un lavoratore autonomo curdo.

Il 23 maggio, a seguito di attacchi militari iraniani, un lavoratore autonomo curdo, noto come Soleyman Afridon del villaggio di Kawlan nella città di Mehabad è morto e altri due sono stati gravemente feriti. Gli attacchi militari sono risultati nel danneggiamento di proprietà private di commercianti locali.. Le forze di sicurezza islamiche usano la “lotta contro l’importazione illegale di merci” come una scusa per violare la privacy dei residenti curdi della zona e si impadroniscono delle merci dei commercianti locali.

Un altro commerciante curdo è stato ucciso dalle forze di sicurezza iraniane.

Secondo le fonti di informazione, mercoledì 26 maggio 2013, un lavoratore autonomo curdo diciannovenne di nome Mohammed Adhami è diventato il bersaglio delle pallottole delle forze di sicurezza iraniane al confine (Qele Resh) nella città di Serdesht. Secondo i rapporti, la vittima aveva iniziato a fare quel lavoro solo per provvedere al proprio sostentamento dopo due mesi di matrimonio. È importante anche dire che suo nipote Khizir Adhami è stato ucciso dalle stesse truppe nella stessa zona.

 

Un altro commerciante curdo è stato ucciso dalle pallottole delle forze di sicurezza.

L’uccisione di commercianti e Kolbar curdi al confine del Kurdistan del sud continua. Domenica 13 maggio 2013 nella città di Piranshahr, un Kolbar curdo di nome Sahid Chiya Parhizkar è stato ucciso dalle forze di sicurezza iraniane. Quest’uomo curdo aveva una moglie e un figlio. Provvedeva al loro sostentamento con il suo lavoro. Il massacro di Kolbar e la sottrazione dei loro beni sono azioni ostili da parte del regime iraniano contro i Kolbar curdi.

 

Due uomini sono stati giustiziati nella prigione di Evin in base ad accuse di ostilità verso Dio.

Due prigionieri, di nome Mohammad Heydari e Korosh Ahmadi sono stati impiccati nella prigione di Evin con l’accusa di ostilità verso Dio. L’agenzia di stampa Fars ne ha dato notizia sostenendo che i due uomini impiccati erano in contatto con Stati belligeranti e stavano facendo spionaggio contro la Repubblica Islamica dell’Iran.

 

Nella città di Sine sono stati arrestati quattro sindacalisti.

Secondo la Campagna di Difesa dei Prigionieri Politici e Civili, quattro sindacalisti di nome Aram Zandi, Fardin Qadiri, Shahpur Hosseini, Jalil Mohammad sono stati arrestati. Tre dei sindacalisti (Aram, Fardin , Shahpur) sono stati fermata dalle forze di sicurezza in Baharan Road, dove, dopo essere stati oggetto di offese in pubblico, sono stati arrestati dalle forze di sicurezza, mentre il quarto sindacalista è stato arrestato il 19 maggio 2013.

Cittadini curdi assassinati dalle forze di sicurezza iraniane.

Nel Kurdistan orientale, con vari pretesti continuano arresti, torture e offese contro. Il 15 maggio le forze di sicurezza iraniane hanno sparato a due uomini nei pressi di un checkpoint situato prima dell’ingresso nella città, noti come Habibollah Mohammadi e Behruz Ahmadi mentre tornavano nella città di Meriwan. Entrambi sono risultati gravemente feriti. Anche il 14 maggio lungo la strada per Tehran le forze di sicurezza iraniane hanno sparato a Nabi Abdullahi e Mahdi Abdullahi del villaggio di Banhor e Saleh Salehi del villaggio di Sarkaran vicino alla città di Pawa con il pretesto che avrebbero trasportato droga. Nabi Abdullahi è morto all’istante ed i suoi amici sono stati gravemente feriti. Nonostante il fatto che le forze di sicurezza abbiano sparato ai due uomini perché avrebbero trasportato sostanze illegali e droga, le forze di sicurezza non hanno trovato droga all’interno della macchina.

Un giovane curdo è stato arrestato dalle forze di sicurezza iraniane nella città di Rewanser.

Come parte delle politiche discriminatore contro la popolazione curda del Kurdistan orientale, il regime islamico arresta e detiene civili curdi per varie ragioni in modo costante ed arbitrario. Il 16 maggio un giovane curdo, noto come Milad Moradi, è stato arrestato in casa sua dalle forze di sicurezza del regime islamico. Le ragioni dell’arresto non sono ancora chiare e le forze di sicurezza non hanno fornito alcun tipo di motivazione. Tuttavia è possibile affermare che l’arresto di Moradi è parte delle politiche discriminatorie del regime nei confronti dei curdi nel Kurdistan orientale.

Due civili sono stato arrestati nella città di Mako.

Il 19 maggio 2013, due attivisti di nome Jahanbakhsh Soltanzade e Behnam Bagheri sono stati arrestati dalle forze di sicurezza iraniane nella città di Mako. Jahanbakhsh Soltanzadeh è uno studente di giurisprudenza presso l’Università di Payam Noor a Mako. È stato arrestato in casa sua e sono state sequestrate tutte le sue proprietà, compresi il computer, libri e i suoi manoscritti. Behnam Bagheri è stato arrestato mentre andava a lavorare.

L’avvocato difensore di Habibollah Golpari Pour, il prigioniero politico curdo, è stato arrestato a Urmiye.

Secondo rapporti pubblicati, Masod Shamsnejad, l’avvocato difensore di Golparipour, è stato arrestato pochi giorni dopo che Golpari Pour era stato trasferito dalla prigione di Urmiye a quella di Semnan. Va detto che Habibolah Golpari Pour è stato arrestato nel 2007 nella città Mehabad. È stato accusato per la sua presunta appartenenza al Partito della Vita Libera del Kurdistan (PJAK) e quindi condannato a morte dal tribunale rivoluzionario islamico. L’esecuzione di Golpari Pour può avvenire in qualsiasi momento.

A due di quattro fratelli detenuti è stato notificato il periodo della loro esecuzione.
Secondo la Campagna di Difesa dei Prigionieri Politici e Civili, due di quattro fratelli condannati a morte dal regime islamico dell’Iran sono stati informati da funzionari del carcere che sarebbero stati giustiziati poco dopo le elezioni presidenziali. Due dei fratelli, Ali e Habib Afshari sono stati condannati a morte per ostilità verso Dio e gli altri due, Jafar e Wali Afshari sono stati condannati a cinque anni di carcere.

Un ex prigioniero politico è stato riarrestato.

Lunedì 2 maggio, l’ex prigioniero politico Shirzad Beygzade è stato nuovamente arrestato dalle forze di sicurezza iraniane nella città di Urmiye. Ha affermato che al momento dell’arresto è stato picchiato e che le forze di sicurezza hanno insultato verbalmente sua moglie. Secondo la Campagna Internazionale per i Diritti Umani in Iran, Shirzad dal suo rilascio è stato riarrestato dalle forze di sicurezza altre tre volte e la sua casa è stata perquisita dalle forze di sicurezza in occasione di ciascun arresto. Shirzad risiede nel villaggio di Hausen nella città di Urmiye.

Ulteriori violazioni dei diritti umani sono state documentate dall’Associazione Curda per i Diritti Umani in Europa.

  • Tre fratelli condannati a morte a Kermanshah con accuse di omicidio.
  • Tre uomini sono stati giustiziati nella prigione centrale di Esfahan Central per accuse di spaccio di stupefacenti.
  • Tre prigionieri sono stati giustiziati a Kermanshah, uno era accusato di aver ucciso una donna e altri due di stupro e omicidio.
  • Sette prigionieri sono stati impiccati. Erano accusati di trasportare, detenere e vendere droghe nella prigione centrale di Rasht.
  • Esecuzione di tre prigionieri nella prigione di Rajai Shahr con accuse di omicidio.
  • Esecuzione di un prigioniero accusato di omicidio a Zahedan.
  • Quattro prigionieri accusati di traffico di droga impiccati ad Arak.

Maggio 2013 – Associazione Curda per i Diritti Umani in Europa (Kurdish Human Rights Association in Europe)

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