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Rapporto degli avvocati sull’isolamento di Imrali

Rapporto degli avvocati sull’isolamento di Imrali

Lo studio legale Asrin ha rilasciato un rapporto per richiamare l’attenzione sull’isolamento aggravato imposto al leader del popolo curdo Abdullah Ocalan. Il rapporto di 6 mesi è stato annunciato in un incontro che si è tenuto negli uffici di Istanbul dell’Associazione dei Diritti Umani (İnsan Hakları Derneği – İHD).

Il rapporto ha toccato la Corte Costituzionale, gli appelli della Commissione Europea dei Diritti Umani, e l’atteggiamento del CPT. Ha anche posto in evidenza che anche il più piccolo contatto con Öcalan cambia in meglio l’atmosfera del paese. Gli avvocati hanno chiesto all’opinione pubblica di “essere consapevole e di mostrare proteste democratiche in modo che il sistema Imrali possa essere eliminato.”

I punti salienti del rapporto sono come segue:
“Sin dall’ultima visita dell’avvocato il 27 luglio 2011, i costanti appelli per ottenere la visita degli avvocati non hanno prodotto risultati. Nell’ultimo anno, tutti le richieste per la visita degli avvocati presentati due volte alla settimana di mercoledì e di venerdì, sono state respinte. Tutte queste richieste fino al 15 luglio 2016 sono state respinte con motivazioni estremamente incredibili come “cattivo tempo” o ” malfunzionamento del battello”. I nostri clienti non hanno visto i loro familiari o gli avvocati sin dal giorno che sono stati trasferiti ad Imrali.

È inaccettabile usurpare i più fondamentali diritti e libertà dei detenuti tenuti su di un isola isolata durante lo stato di emergenza che comprende un periodo di tempo imprevedibile e incompleto.

Gli appelli internazionali del comitato internazionale non hanno avuto risposta
Insieme agli avvocati e la famiglia,anche un comitato internazionale che comprende deputati del Parlamento Europeo. sindacalisti, accademici e attivisti dei diritti umani provenienti da vari paesi hanno chiesto un appuntamento al Ministero della Giustizia per visitare il carcere di Imrali il 17-18-19 febbraio, ma il loro appello è rimasto senza risposta.

La realtà di Imrali è tenuta nascosta, l’opinione pubblica ingannata
Mentre il divieto agli avvocati è giunto al 7° anno, l’interrogazione scritta del deputato di HDP Berdan Öztürk al Ministero della Giustizia ha ricevuto una risposta nel gennaio 2017: “Il primo dei detenuti in questione è in grado di incontrare i suoi avvocati come parte del suo diritto all’assistenza legale e al diritto alla difesa, come gli altri condannati e arrestati, ma sono in corso occasionali malfunzionamenti della nave o le condizioni meteorologiche rendono difficile raggiungere l’isola della prigione che ospita il condannato, quindi ci possono essere ostacoli ad incontrare i suoi avvocati,i suoi familiari e tutori “. Questa risposta espone l’isolamento e stabilisce che si cerca di mantenere nascosta la realtà di l’imrali realtà e l’opinione pubblica è ingannata.”

L’atteggiamento del Comitato per la Prevenzione della Tortura (CPT)
Durante l’isolamento assoluto, gli avvocati hanno regolarmente svolto i necessari incontri e dato le informazioni necessarie al Comitato per la Prevenzione della Tortura, un organismo del Consiglio d’Europa on l’autorità di visitare le carceri degli stati membri (compresa la Turchia) e di riportare le violazioni dei diritti umani che hanno rilevato. Il CPT ha visitato recentemente il carcere di Imrali il 28-29 aprile 2016, ma contrariamente alle precedenti visite non hanno ancora pubblicato il loro rapporto che include risultati e suggerimenti, anche se sono passati 15 mesi, perchè la Turchia non lo ha approvato. È inconcepibile che il CPT avendo individuato in passato molte violazioni nel carcere di Imrali e offerto molte soluzioni per superarle nelle visite e nei report in passato, rimanga oggi in silenzio davanti ad un totale oscuramento delle informazioni.

Mentre crescono le preoccupazioni a riguardo della salute e della sicurezza dei detenuti nel carcere Imrali dopo il tentativo di colpo di stato del 15 luglio e nessuna informazione è stata ottenuta, il CPT ha visitato molti centri di detenzione in Turchia durante le visite del 29 agosto-6 settembre 2016 e del 10-13 maggio 2017 e non avendo visitato il carcere dell’isola di Imrali fanno presumere che c’è un tacito accordo sulla questione di Imrali.

Conclusioni
Gli eventi sperimentati in tutto il paese durante il processo di Imrali dal 1999 ai giorni nostri hanno mostrato chiaramente che ogni qualvolta le politiche di sicurezza sono venute avanti nell’approccio alla questione curda, l’isolamento nel carcere di Imrali si sono approfondite unitamente ad esse. Oggi c’è un inconfondibile parallelismo tra le condizioni in cui si trova il paese e l’assoluto isolamento a Imrali. Da un lato il paese sta attraversando un profondo caos e conflitto, e dall’altro c’è un totale oscuramento della comunicazione per Imrali, e qualsiasi contatto è impedito. Ma questo è un chiaro fatto che persino piccoli contatto con Abdullah Öcalan creano un’atmosfera veramente positiva in tutta la società.

Öcalan esprimendo insistentemente i suoi sforzi per la pace persino durante la recente visita del fratello l’11 settembre 2016, mostra ancora una volta che anche sotto condizioni di isolamento assoluto, ha reso la soluzione pacifica e democratica della questione curda la sua ragione d’essere. Chiediamo all’opinione pubblica di essere consapevole e di dar voce a proteste democratiche in modo che l’attuale “sistema Imrali” che è inaccettabile nel senso umano, legale e politico venga smantellato.

© 2013 UIKI-Onlus Team

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