Prigionieri in sciopero della fame contro la repressione Reviewed by Momizat on . Tortura e repressione per i prigionieri nelle carceri di Van e Patnos ormai sono quotidiane. Per protesta contro le violenze diversi prigionieri sono entrati in Tortura e repressione per i prigionieri nelle carceri di Van e Patnos ormai sono quotidiane. Per protesta contro le violenze diversi prigionieri sono entrati in Rating: 0
You Are Here: Home » DIRITTI UMANI » Prigionieri in sciopero della fame contro la repressione

Prigionieri in sciopero della fame contro la repressione

Prigionieri in sciopero della fame contro la repressione

Tortura e repressione per i prigionieri nelle carceri di Van e Patnos ormai sono quotidiane. Per protesta contro le violenze diversi prigionieri sono entrati in sciopero della fame. I prigionieri politici nel carcere di tipo L a Patnos nella provincia di Agirî (Ağrı) e nel carcere di tipo F e T a Van hanno iniziato uno sciopero della fame contro le aggressioni e la repressione da parte del personale carcerario. Secondo quanto riferito dai familiari dei prigionieri a Van circa due settimane fa quattro prigionieri politici sono entrati in sciopero della fame. Il prigioniero Kadir Karabak in sciopero della fame ha potuto comunicarlo telefonicamente alla sua famiglia.

Rispetto al colloquio i suoi parenti riferiscono: „Nella nostra ultima telefonata Kadir ha detto che lui e altri tre prigionieri sono in sciopero della fame dato che l’area prevista per l’ora d’aria è stata coperta. Ha detto che proseguiranno lo sciopero della fame fino a quando la direzione del carcere non darà seguito alle loro richieste.“

Secondo quanto riferito dalle famiglie di donne incarcerate nel carcere di tipo T, tra le detenute si diffonde una perdita di capelli. Ormai tutte le prigioniere starebbero perdendo i capelli.

Aumenta la repressione nel carcere di Patnos

Nei colloqui dei parenti nel carcere di Patnos all’ingresso le famiglie vengono perquisite quattro volte. Perfino i biberon vengono requisiti dal personale del carcere. Una visitatrice che si era opposta a questa misura è stata addirittura esclusa dalla visita.

© 2013 UIKI-Onlus Team

Scroll to top