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Öcalan: Problemi di istruzione e di salute della società

Öcalan: Problemi di istruzione e di salute della società

“La base, esistenza e libertà di una società che non può proteggere la sua salute con le proprie risorse, sono o minacciate o perse del tutto“, rileva Abdullah Öcalan nel suo libro „Sociologia della Libertà“.

Nel maggio 2020 con „Sociologia della Libertà“, la casa editrice Unrast Verlag pubblica il terzo volume del „Manifesto della Civiltà Democratica“. L’opera è stata tradotta in tedesco dal turco da Reimar Heider, il portavoce della „Iniziativa Internazionale: Libertà per Öcalan – Pace in Kurdistan“. Anticipiamo un capitolo sui problemi dell’istruzione e della salute della società [tradotto da ANF in lingua tedesca]:

Anche se appare come un tema aggiuntivo, è importante comprendere i problemi che sono risultati dalla monopolizzazione dei settori dell’istruzione e della salute da parte del potere e dello Stato. Proprio come la scienza statalizzata costituisce lo strumento più efficace dell’egemonia ideologica, l’istruzione e la salute diventate un tutt’uno con il potere, mostrano lo stesso carattere.

L’istruzione si può definire come tentativo della società di far interiorizzare ai suoi componenti, soprattutto ai giovani tra questi, esperienze sociali in forma di sapere teorico e pratico. La socializzazione dei bambini avviene attraverso l’attività sociale di istruzione. La formazione dei bambini è il compito più importante non del potere e dello Stato, ma della società stessa; perché bambini e giovani fanno parte della società. Educare e istruire i suoi bambini e giovani secondo le proprie tradizioni e caratteristiche della sua natura sociale e trasformarli in se stessa, è – sia come diritto sia come compito – un tema di importanza vitale, una questione della prosecuzione dell’esistenza. Nessuna società può condividere il suo diritto all’esistenza e il compito di educare e istruire con un altra forza, o lasciarglielo. La società non può delegare questo diritto e questo compito, anche se si tratta dello Stato o dei diversi apparati di potere. Altrimenti la società si consegnerebbe ai monopoli del dominio.

La sacralità del diritto all’istruzione si basa sulla sua esistenza. Nessuna forza, neanche quella dei genitori, può essere così vicina ai bambini e ai giovani quanto la società, e nessuna forza sente l’esigenza di farlo. Una delle azioni più ostili alla società da parte delle civiltà nel corso della storia, è [il fatto] che derubano la società dei suoi bambini e dei suoi giovani. Il sistema di civiltà statale realizza questa azione in due modi: o distruggendo gli adulti e riducendo in schiavitù i bambini e giovani, o prendendoli a sé, asserendo di educarli, istruirli e formarli, per sfruttarli al livello del potere.

Uno degli obiettivi principali delle guerre è la costruzione di luoghi di devscirme*, per assimilare ragazze e ragazzi attraverso questi due metodi. Mentre questo costituisce l’origine della burocrazia, la storia della civiltà rappresenta l’atto sia di indebolire la società sia di sviluppare la forza degli apparati burocratici: la costituzione di una società contro la società, la società dello Stato. In questa struttura i bambini e i giovani che sono stati strappati dalla loro società vengono istruiti in una lingua, cultura e storia del tutto diversa. L’alienazione dei bambini e giovani da se stessi è l’obiettivo principale di questa istruzione e educazione. Sia in senso ideologico sia in senso materiale, viene loro imposta l’identità statale. Così viene resa loro impossibile una vita senza il potere, e lo Stato e il potere vengono resi per loro l’unica via percorribile della loro esistenza. Questi gruppi assimilati, da un lato ritengono se stessi lo Stato e il potere, dall’altro in questo modo entrano in una contraddizione con la società. A volte la società statale e la natura sociale vengono equiparate. Questo è un errore, una contraddizione. La storia della civiltà è stata costruita su questa contraddizione. Sono questi i dati di fatto storici che stanno dietro all’usurpazione dell’istruzione da parte dei poteri, che per il resto sono del tutto indifferenti rispetto al compito di istruzione nei confronti della società. Come il capitalista istruisce i suoi lavoratori, istruiscono coloro che dominano secondo la stessa logica come sudditi-lavoratori. Perfino quando si chiama burocrazia, i suoi componenti vengono istruiti e educati dal livello più basso a quello più alto a sudditi.

In particolare i poteri degli Stati-nazione costruiscono il loro monopolio sui bambini e i giovani della società soprattutto attraverso l’istruzione. Le persone che sono state lavorate da questi poteri con la loro concezione della storia e della cultura, la loro mentalità religiosa e filosofica, non sono più delle loro famiglie, ma figli e proprietà di coloro che detengono il potere. Così viene istituzionalizzata la grande alienazione. La borghesia rappresenta quella classe che ha creato sulla società il monopolio di istruzione più forte. Se la formazione scolastica elementare e media viene dichiarata dovere, e alle persone in cerca di lavoro viene fatto notare il diploma universitario, il processo di incastro e accerchiamento costituito da alienazione e dipendenza ottiene un carattere e potere costrittivo, la forza materiale e l’istruzione/educazione diventano armi della colonizzazione della società alle quali è difficile resistere.

Di conseguenza si può comunque affermare che è la società che ha subito il danno più grande della guerra che lo Stato e il potere nel corso della storia hanno condotto contro di lei. Il diritto sociale all’istruzione rappresenta il diritto più difficile da attuare. La società che deve assolutamente garantire la propria esistenza attraverso l’istruzione, a fronte della forza incredibile dello Stato-nazione e dei monopoli economici è entrata nella fase più difficile della sua storia. Lo Stato-nazione che ha costruito la sua egemonia ideologica, nell’ambito della recente rivoluzione della comunicazione colonizza con una guerra mediatica l’intera società dal punto di vista culturale e conduce senza farsi notare, una colonizzazione culturale che è altrettanto intensa, forse ancora più intensa, della colonizzazione militare e economica. Contro questa conquista e colonizzazione culturale, una resistenza della società con i suoi strumenti esistenziali, la sua moralità e la sua lotta politica, è l’unico percorso di emancipazione e liberazione. Una società che ha perso i suoi giovani, o una gioventù che ha perso la sua società, oltre la sconfitta hanno perso e tradito il loro diritto all’esistenza. L’unica cosa che gli resta sono la depravazione e la rovina. I compiti principali della società per questo sono quelli di costruire le proprie istituzioni di istruzione come mezzi fondamentali, di separare le proprie interpretazioni scientifiche, filosofiche, artistiche e linguistiche della struttura della scienza e del potere dal punto di vista dei contenuti, e di realizzare la rivoluzione del significato. Altrimenti non riuscirà a portare i tessuti morali e politici della propria essenza di società a svolgere la loro funzione.

Così da un lato la questione dell’istruzione rende sostanzialmente indispensabili le istituzioni morali e politiche (tessuto) della società, dall’altro la realizzazione dell’istruzione sociale rappresenta il compito principale di moralità e politica. Una società che non può istruirsi e educarsi da sé, perde la possibilità di sviluppare e tenere in vita la propria moralità e le proprie istituzioni politiche. Una simile società non può evitare di vivere sempre nel pericolo, di cadere in rovina e dissolversi.

Anche la questione sociale della salute è un tema estremamente sensibile. Ha un significato tanto grande quanto l’istruzione. La base, esistenza e libertà di una società che non riesce a proteggere la sua salute con le proprie risorse, o sono minacciate o del tutto perdute.

La dipendenza nel settore della salute è un indicatore della dipendenza generale. Una società che ha risolto i propri problemi di salute fisica e spirituale tiene nelle proprie mani la possibilità di emancipazione. Malattie diffuse in società colonizzate sono legate al regime coloniale. Costruire le proprie istituzioni e i propri esperti per la salute, sono da considerare diritto e compito fondamentale della società. Che il potere e lo Stato strappino di mano questo compito alla società, lo prendano nelle proprie mani e lo monopolizzino, è un duro colpo alla salute sociale. La lotta per il diritto alla salute è la sensibilità della società di fronte al suo rispetto per se stessa e alla sua libertà.

La modernità capitalista ritiene la nazionalizzazione statale dell’istruzione e della salute di importanza vitale. Senza mettere sotto il proprio controllo questi due settori, dai quali dipende uno sviluppo sano e informato della società, senza costruire su di loro un dominio monopolista, è estremamente difficile il mantenimento del dominio e dello sfruttamento generale. Dato che i monopoli sono consapevoli del fatto che non possono espropriare la società solo attraverso la nuda violenza militare, per loro il controllo dell’istruzione è di incredibile importanza. Vediamo ancora una volta che alla base di tutte le questioni sociali esistenziali ci sono lo Stato monopolista e il potere. Il profitto e il capitale, senza questo monopolio di potere non possono continuare a esistere. E senza una lotta sistemica della civiltà democratica contro questo, nessuna questione sociale può essere risolta in modo durevole.

*La devscirme o raccolta dei bambini, nell’Impero Ottomano era una pratica di evacuazione e conversione forzata in cui giovani cristiani, in prevalenza maschi, venivano strappati alle loro famiglie e islamizzati per poi impiegarli in posti di rilievo nel servizio militare o amministrativo.

Fonte: ANF

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