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Muslim: chiunque attacchi il nordest della Siria affronterà lo stesso destino di ISIS

Muslim: chiunque attacchi il nordest della Siria affronterà lo stesso destino di ISIS

L’ex Co-presidente del Partito di Unione Democratica (PYD) Salih Muslim lunedì mattina rispondendo a osservazioni del Ministro degli Esteri siriano Walid al-Moualem ha detto che qualsiasi che attacca aree tenute dalle Forze Siriane Democratiche affronterà “lo stesso destino di Daesh”.

“Dopo Idlib, il nostro obiettivo è a est dell’Eufrate,” aveva detto al-Moualem secondo Reuters, alludendo a aree del nordest della Siria controllate dalle FSD.

Le FSD attualmente tengono il 25 percento del territorio siriano e hanno liberato da ISIS più parti della Siria di qualsiasi altro gruppo armato — comprese le forze governative.

Mentre il Consiglio Democratico Siriano (CDS) resta fermo sul restare parte di una Siria democratica e federale, funzionari governativi siriani spesso affermano che le aree amministrate dal CDS devono ritornare sotto “sovranità siriana” prima che la guerra finisca. Per diverso tempo nei mesi scorso ci sono stati colloqui che delineano una cornice per lo stato della regione in una Siria post-guerra, ma sono stati interrotti per disaccordi.

“I negoziati con Damasco non si sono fermati per pressioni USA, ma per il percorso limitato fissato dal regime che non bastava a segnare un qualsiasi progresso,” ha detto il portavoce del CSD Amjad Othman all’inizio di ottobre. “Andare a Damasco è stata una decisione indipendente e siamo ancora aperti per continuare il dialogo con Damasco.”

Il quadro proposto nei colloqui molto probabilmente era relativo alla legge siriana n. 107 che permette un limitato decentramento con una significativa supervisione del governo centrale.

Funzionari nel nordest della Siria continuano a sottolineare il loro sostegno a una soluzione pacifica del conflitto con input da tutti i siriani. In una dichiarazione fatta a seguito delle osservazioni di Moualem, il CDS ha ammonito che la minaccia “non è utile alla soluzione in Siria e mina il movimento verso il dialogo.”

“Affermiamo che non crediamo nella soluzione militare e non siamo stati coinvolti in alcun conflitto armato contro il governo siriano e che le FSD sono forze di difesa che si difendono da qualsiasi attacco,” prosegue la dichiarazione.

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