Sono
in ostaggio....lettera di un
attivista kurda nella prigione iraniana
Sabato 8 maggio 2010
Shirin
Elem prigioniera politica kurda condannata a morte, ha scritto una
lettera all'opinione pubblica.Nella lettera racconta le condizioni
della
prigione e la ragione del suo arresto.Quella che segue e' una parte
della sua
lettera:
"E' da tre anni che sono
stata incarcerata,tre anni di agonia e di dolore dietro
le mura della prigione di Evin.Per i primi due anni della mia
incarcerazione
non ho potuto sentire,niente avvocati
"Mi
sto ancora chiedendo come mai sono stata imprigionata o perche' devo
essere
giustiziata?Se la risposta e' a causa della mia identita',quindi voglio
dire
che sono nata kurda e a causa del mio essere kurda sono stata soggetto
a
dolore,agonia e isolamento!
La mia lingua e' il
kurdo e ho comunicato con gli amici e la mia famiglia con
questa lingua e sono anche cresciuta con questa lingua.Questa lingua e'
stata
un ponte tra me e il mio ambiente.
Cio' nonostante non mi
e' consentito usare il mio linguaggio per comunicare.Non
mi permettono di parlare nella mia lingua madre.Non mi permettono di
scrivere
nella mia lingua nativa.
Sono condannata a negare
il mio essere curda e a rinnegare il fatto che sono
kurda, ma mi sono detta che se avessi fatto tutto questo avrei
rinnegato me
stessa.
Onorevoli giudici,cari
interrogatori!
Quando mi stavate
interrogando io non ero in grado di parlare la vostra
lingua.Ho appreso il persiano negli ultimi due anni della mia
detenzione nella
prigione di Evin.Ho imparato il persiano dai miei compagni di
prigionia.Ma mi
avete interrogato con la vostra lingua mentre non ero in grado di
comprendere
una parola di quello che stavate dicendo.
Non avevo alcun idea di
quello che stava succedendo nel giorno del processo e
non potevo parlare per difendere me stessa;Io non capivo la vostra
lingua!
Tutte le torture alla
quale sono stata soggetta sono state un incubo per me.Sto
vivendo ora con un tormento quotidiano e una sofferenza che nessuno
puo'
sopportare.I forti colpi che ho ricevuto mentre mi torturavate hanno
danneggiato fatalmente la mia testa.
Alcuni giorni sento
un'orribile dolore nel mio corpo,il dolore nella mia testa
cresce in modo tale che io non distinguo cosa stia accadendo nel mio
ambiente
ed io divento incosciente per qualche ora.A causa della gravita' del
mio dolore
il mio naso comincia ad insanguinare; e dopo aver provato tutto questo,
ritorno
al mio stato naturale.
Un altro dono che
l'accusa mi ha concesso e' che la vista dei miei occhi e'
stata significativamente danneggiata e si deteriora costantemente.Avevo
chiesto
degli occhiali che non mi hanno ancora fornito.Quando sono stata
arrestata non
avevo un filo grigio nei miei capelli,ma ora dopo tre anni di prigione
ogni
giorno vedo parti grigie nei miei capelli.
Io sono ben consapevole
che voi non non avete commesso questi atti solo contro
di me e la mia famiglia, ma avete torturato tutti gli attivisti kurdi,e
tra
questi Zeyneb Celalayan e Runak Sefazade.
Gli occhi in attesa
delle madri kurde spargono lacrime.Loro sono terrorizzate
da quello che sta per succedere.Con ogni telefonata possono essere
informate
sulle condanne a morte comminate ai loro figli e alle loro figlie.
Il 2/05/2010 dopo un
lungo periodo mi hanno chiamato alla cella,numero
2009;loro hanno ripristinato le loro accuse infondate contro di me.Mi
hanno
chiesto di cooperare con loro volta
avrebbero ritirato la
mia condanna a morte.
Io non ho idea di quale
tipo di cooperazione intendessero perche' non c'e'
altro che io non abbia gia' detto.Allora mi hanno chiesto di ripetere
quello
che avevano detto, ma io mi sono rifiutata.
Quelli che mi hanno
interrogato avevano detto inoltre che mi volevano liberare
lo scorso anno ma che non avevano potuto, perche' secondo, loro la mia
famiglia
non ha collaborato.
Chi mi ha interrogato ha
confermato che io sono solo un'ostaggio nelle loro
mani e fino a quando non avranno raggiunto i loro scopi, o mi
giustizieranno o
non vorranno mai liberarmi.
Shirin Elem Holi"