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Non faremo nessun passo indietro

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Non faremo nessun passo indietro

 
Chiusura del DTP: discorso del leader kurdo Ahmet Türk

Günlük - 9 Dicembre 2009 - http://www.gunlukgazetesi.com/haber.asp?haberid=84330

 Il leader del DTP (Partito della Società Democratica) Ahmet Türk ha parlato in Parlamento durante le ore in cui la Corte Costituzionale iniziava a discutere il processo sulla chiusura del DTP. Ha affermato che la chiusura del DTP avrebbe il significato di un colpo di Stato contro le richieste di democrazia e di libertà del popolo kurdo.

 L’AKP non riuscirà a sfuggire…

Türk ha detto che il governo, con la “apertura democratica”, è entrato in un vicolo cieco, e ore, per porre fine a questo sviluppo, vuole chiudere il conto con il DTP. Türk ha detto : “Il governo tenta di procurarsi le condizioni e l’occasione per sfuggire da una vera apertura. Ma non riuscirà a sfuggire”.

 E’ un colpo di Stato politico

Dichiarando che il procedimento sulla chiusura del DTP costituisce un esame per la “apertura democratica”, Türk ha affermato : “Nell’eventualità che venisse presa una decisione di chiusura, questo assumerebbe il significato di un colpo di Stato politico. La chiusura del DTP sarebbe una insistenza nel lasciare senza soluzione la Questione Kurda”.



Il DTP è un ponte di pace

Türk, affermando che la posizione governativa consistente nel “non fare nessun intervento per ostacolare la chiusura del partito” costituisce una complicità di intenti con la mentalità golpista, ha detto : “Il DTP è un ponte di pace, di dialogo e di fratellanza. Non farà mai alcun passo indietro dalla politica democratica e dalla lotta per la pace”.

 ”La decisione di chiudere il DTP sarebbe un colpo di Stato politico”

Il leader del DTP Ahmet Türk, parlando nella riunione del gruppo del suo partito in proposito della seduta della Corte Costituzionale sulla chiusura del DTP, ha detto : “Non abbiamo paura di pagare il conto. Riteniamo che per le cause della democrazia e delle richieste di libertà del nostro popolo valga la pena anche di affrontare la morte. Continueremo a farci carico di questo onore dopo quanto sta accadendo, senza compromessi”. [...]

 “La democrazia oltrepassa l’AKP”

Türk, affermando che il governo, a proposito dell’Apertura Democratica, non ha fatto passi coraggiosi, e che i responsabili governativi da giorni hanno cercato di nascondere le proprie responsabilità incolpando i partiti, ha detto :  “Questo popolo vede ogni cosa, comprende ogni cosa. Chi non comprende il problema e la sua soluzione è l’AKP stesso. Il livello di democrazia di questo popolo supera di molto l’AKP”.

 Türk ha mostrato una dura reazione alle dichiarazioni che sostenevano che loro non avrebbero fornito sostegno all’Apertura Democratica e l’avrebbero bloccata.

Türk, dicendo che era loro il progetto contro i problemi fondamentali della Turchia, ha detto : “Approfondite i nostri lavori dell’Assemblea generale. Sono tutti progetti e proposte relative ai problemi fondamentali di questo Paese. Dai lavori delle vostre riunioni deve uscire un Manifesto della Democrazia. E’ in esso che vedrete le soluzioni necessarie”. [...]

 “Come in una condizione straordinaria...”

Türk, parlando delle forti tensioni che si sono verificate negli ultimi dieci giorni nella regione e nelle metropoli, ha detto : “Ci sono dei valori e delle sensibilità creati da una lotta democratica che ha cercato di costruire un’esistenza onorevole. Se non si guarda ad essi, nascondendo la testa nella sabbia, quale problema di questo Paese può essere risolto?”. [...]

“E’ cominciato dopo Çiçek”

Türk, rammentando come la Corte Costituzionale abbia assunto all’ordine del giorno il procedimento dopo le dichiarazioni del portavoce del governo che

dicevano: “E’ il DTP stesso che vuole chiudere”, ha sottolineato che la decisione che verrà presa sarà importante per tutta la società e per il futuro della Turchia. Türk, evidenziando che il DTP si era fermamente opposto contro ogni politica intimidatoria,ha detto : “Noi abbiamo pagato questo prezzo nelle carceri il 12 settembre [il colpo di Stato militare del 12 IX 1980 - NdT].

Abbiamo pagato quando sono stati assassinati Mehmet Sincarlar, Vedat Aydınlar, Musa Anter e molti altri, quando le sedi del partito sono state bombardate. Abbiamo pagato questo prezzo quando siamo stati trascinati brutalmente in prigione al tempo del colpo contro il DEP il 2 marzo 1994 [data del provvedimento contro Leyla Zana ed altri parlamentari kurdi - NdT]. Non abbiamo paura di pagare il prezzo. Perché riteniamo che per le cause della democrazia e delle richieste di libertà del nostro popolo valga la pena anche di affrontare la morte; a causa di ciò abbiamo messo in gioco il nostro cuore e le nostre intelligenza. Questa è per noi la maggior fonte di onore. Dopo di ciò continueremo senza compromessi a farci carico di questo onore” Su ciò non c’è alcun dubbio”.

 “Prima c’è stata la chiusura politica”

Türk, […] menzionando come, attraverso i processi, le ordinanze, gli attacchi dei mass media, del potere, dell’opposizione [i partiti nazionalisti di opposizione al governo AKP, cioè CHP e MHP - NdT] si è voluto “dargli addosso al più debole”, con la minaccia : “O vi mettete in riga oppure uscite dalla scena politica”, ha poi affermato : “Questo è il riassunto della situazione attuale. Prima della Corte Costituzionale hanno cercato di farci chiudere i battenti con l’azione politica”.

 “Un esame per tutti”

Sottolineando come una decisione di chiusura avrebbe il significato di un colpo di Stato politico, Türk ha detto che la chiusura del DTP verrebbe a significare la chiusura dei canali politici democratici per i Kurdi. Rammentando le decine di chiusure di partiti degli ultimi 30 anni, Türk ha affermato: “Anche i poteri che non prendono nessun provvedimento per ostacolare la chiusura di un partito, sono complici di questa vergogna, se non altro per la loro mentalità golpista.

Oggi anche il potere dell’AKP, che ha sostenuto di aver lottato contro le tradizioni golpiste, purtroppo, non portando in Parlamento da due anni a questa parte nessun provvedimento in proposito, ha aperto la porta alla mentalità autoritaria e proibizionista”.

“L’AKP non può più sfuggire”

Türk, dicendo che una trasformazione sul tema della Questione kurda non è possibile, ha detto : “Non può sfuggire. In definitiva questa lotta popolare costringerà ad attuare una autentic Apertura. E’ stata aperta la strada per arrivare a ciò. Non c’è possibilità alcuna di tornare indietro. Che ci sia o non ci sia l’AKP, la Turchia assolutamente riuscirà a conseguire la propria pacificazione e democratizzazione. Voglio che ciò sia ben chiaro”.

Sottolineando che non resterebbe nessun significato alla permanenza in Parlamento del DTP in caso di chiusura del partito, Türk ha detto : “Non rinunceremo mai alla politica democratica, alla lotta per la pace, non faremo nessun passo indietro su questo terreno. Continueremo la nostra lotta in seno al nostro popolo ed assieme alle forze democratiche. Di ciò siamo certi. Prima di terminare le mie parole, per concludere, desidero rinnovare ancora una volta questo appello storico. Il DTP è il ponte della pace, del dialogo e della fratellanza. Questo ponte non deve essere distrutto, se non si vuol far saltar per aria con la dinamite la fratellanza dei popoli”.

 (trad.: Aldo, Istanbul, 9 XII 2009)



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