RAPPORTO
DEL CPT SULLA CONDIZIONE DI OCALAN
Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura (CPT) ha diffuso
un rapporto sulla condizione detentiva di Abddullah Ocalan con la
replica del governo turco. Secondo il rapporto le condizioni stanno
migliorando e comunque saranno monitorate da rapporti mensili.
Di seguito i rilievi del CPT e la replica del Segretario di Stato turco.
Il CPT chiede perché ad Ocalan sia impedito il contatto con
gli altri detenuti nel corso degli esercizi all’aria aperta.
Lo Stato turco replica che ciò accade perché
Ocalan è stato sottoposto ha punizione disciplinare ed
è per questo perché ha solo due ore per
incontrarsi con gli altri e non quattro.
Il CPT richiede anche che ad Ocalan sia consentito l’utilizzo
della televisione, nonostante il fatto che ciò sia
consentito agli altri detenuti, al momento ad Ocalan è
negato il diritto di acquistarne od affittarne una: “Il
Comitato vorrebbe avere i commenti delle autorità turche su
questa questione. Le autorità turche ripetono che lui
potrebbe organizzare una struttura armata, inviare messaggi ai
membri dell’organizzazione o guidare la stessa attraverso la
televisione”.
Il CPT chiede alle autorità che, ad ogni prigioniero, sia
consentito di ricevere delle visite fisse una volta al mese da parte
dei parenti più prossimi (nel caso di Ocalan dal fratello e
dalla sorella). Il CPT vorrebbe che ai prigionieri sia reso possibile
cumulare le visite non effettuate (ricordando la posizione di Imrali) e
che ai prigionieri nuovi arrivati sia garantito il diritto di
effettuare due telefonate di dieci minuti al mese. Il CPT
quindi rinnova la richiesta che anche ad Ocalan sia consentito i
diritto di chiamare, nel tempo stabilito, i suoi familiari.
Lo Stato turco ha risposto che, essendo sottoposto a punizione
disciplinare non può usufruire di questi diritti e che i
fratello e la sorella non sono considerati familiari in senso stretto.
Il CPT raccomanda che la fornitura di assistenza medica ai prigionieri
di Imrali sia rivista in base ai paragrafi 33 e 34. Debbono essere
previste azioni immediate affinché venga aperto una cartella
clinica, accessibile solo a personale medico, di ogni detenuto. Lo
Stato ribadisce che il 12 maggio 2010 è terminato il periodo
di controllo medico del detenuto Ocalan ma che, comunque, ci sono altri
controlli medici e altre possibilità di accesso a controlli
clinici.
Il CPT, in conclusione, afferma che ci sono alcuni sviluppi ma che
è necessario che il governo turco intraprenda altri passi.
Per questo il CPT continuerà a monitorare le condizioni di
Ocalan e chiederà al governo di intraprendere i passi
richiesti. Il CPT chiede anche che lo Stato si organizzi in modo da
permettere ai prigionieri di inviare lettere all’esterno:
“Il CPT continuerà a monitorare assiduamente la
condizione di Ocalan (così come quella degli altri
prigionieri) e non esiterà a riaprire la procedura
summenzionata qualora si evidenzi il fatto che i passi richiesti non
vengono messi in atto”..
(Fonti: ANF 10.07.2010)