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Bolettino Del Mondo Kurdo anno 10 n. 4

ULTIM’ORA

Del Mondo Kurdo
Anno 10 – numero 4
A cura dell'Ufficio d'Informazione del Kurdistan in Italia
www.kurdistan.it  e www.uikionlus.com (italiano),  www.kurdish-info.eu (multilingue)
INDICE:
·         I 5 passi di Ocalan verso la risoluzione della questione kurda
·         Ocalan: mi ritiro dal processo di pace, dopo tanti ma inutili tentativi
·         Cemil Bayik:“la questione e' posta nel modo sbagliato
·         L'ex presidente del dtp ahmet turk sotto processo per aver parlato in kurdo
·         Politici kurdi sotto inchieste per aver invitato all'obiezione
·         Arrestati dieci membri dei gruppi di pace
·         Inviato delle nazioni unite preoccupato per la continua carcerazione dei minori
·         Rapporto di amnesty sulla condizione di minori in Turchia
·         37 ragazzi nella prigione di diyarbakir messi in isolamento
·         6 anni e tre mesi per una madre della pace
·         Giornalista condannato a 15 mesi di carcere per articolo su pkk
·         La verità di un soldato sulle mine antiuomo
·         La tortura nelle carceri turche
·         Due villaggi incendiati ad hasankeyf
·         Il bilancio da parte dell´hpg dopo la fine dell’armistizio unilaterale
·         Turchia noleggerà nove elicotteri da agustawestland
·         Riparte il dialogo fra Turchia ed Israele


I 5 PASSI DI OCALAN VERSO LA RISOLUZIONE DELLA QUESTIONE KURDA

Nella abituale incontro con gli avvocati, il Leader del Popolo Kurdo Abdullah Ocalan ha dichiarato che se non si riesce ad intraprendere dei passi verso una soluzione seria della questione kurda il paese sarà  portato alla rovina dalla lobbies della guerra speciale.

Al fine di arrivare ad una soluzione, il Leader Ocalan ha indicato 5 passi che lui ritiene fondamentali:

  • Diminuire lo sbarramento elettorale che attualmente è posto al 10%
  • Abolire la Normativa Antiterrorismo
  • Liberazione dei bambini kurdi arrestati
  • Liberazione degli esponenti della società  civile e dei dirigenti politici kurdi arrestati.
  • Avvio del processo di riforma costituzionale.

OCALAN: MI RITIRO DAL PROCESSO DI PACE,  DOPO TANTI MA INUTILI TENTATIVI

Il Manifesto, 08/06/2010 - Per riuscire a comprendere la questione kurda è necessario dare uno sguardo al background storico. La tragedia continua dimostra come questo problema storico non sia di facile soluzione. Dopo che il nazionalismo turco divenne una dottrina di stato, il popolo armeno e il popolo aramaico diventarono vittime di un aperto genocidio. I kurdi invece furono sottoposti a un genocidio strisciante attraverso la negazione della loro identità. La loro lingua fu vietata, i nomi di persona e di luoghi «turchizzati», terrorismo di stato e umiliazione diventarono parte integrante della loro vita quotidiana - e tutto ciò fino al passato più recente.

I kurdi furono scacciati, derubati dei loro beni e averi e condannati alla povertà; migliaia di villaggi vennero dati alle fiamme. Le donne diventarono il bersaglio di una politica sessista, i bambini sottoposti sistematicamente ad assimilazione. Si doveva privare il popolo kurdo del proprio futuro. La nostra ribellione era indirizzata contro questo genocidio economico, politico e culturale. Unico scopo della nostra rottura storica era porre fine alla tragedia del nostro popolo.
Dopo trent'anni di lotta, il popolo kurdo si è spinto tanto in avanti nella ricerca della libertà e della propria identità che un ritorno non è più possibile. Con la creazione di una cultura persistente della resistenza democratica abbiamo ridato agli uomini la loro voce.

Né l'inizio della guerra, né la sua continuazione sono stati per noi la scelta preferita. I nostri «cessate il fuoco» ne sono una prova. Sebbene abbiamo rivolto i nostri appelli alla pace a vari governi dai più diversi orientamenti politici, lo stato ha sempre risposto esclusivamente col tentativo di annientarci o costringerci alla resa.

Anche durante i miei undici anni e più di prigionia, non ho mai lasciato niente di intentato per il raggiungimento di una pace duratura. La pace strategica e la politica democratica sono diventate una visione nazionale dei kurdi.

I nostri tentativi di pace sono rimasti senza risposta. Si sono svolti colloqui non ufficiali, col solo scopo di tenerci a bada. In un anno sono stati arrestati più di 1.500 politici kurdi. Non è stato lasciato il minimo spazio a un contributo politico pacifico. Pertanto non logorerò oltre la pazienza del popolo kurdo. A partire dal 31 maggio 2010 mi sono ritirato dal processo di costruzione di un dialogo. Cosa accadrà adesso, se guerra o pace, dipenderà esclusivamente dalle decisioni del Kck (Confederazione democratica del Kurdistan). Dal 31 maggio non sono più responsabile di quanto accadrà. Tuttavia, se il governo dovesse essere veramente interessato a una soluzione pacifica e durevole del conflitto, mi metterò nuovamente a disposizione, ammesso che entrambe le parti lo vogliano.

La nostra lotta non è una battaglia etnica. La rivoluzione kurda è piuttosto il cuore del Medio Oriente. Questa rivoluzione porterà cambiamenti di tale portata, da poter essere paragonata per capacità di risultati alla rivoluzione francese o alla rivoluzione russa. Diversamente da queste però, la rivoluzione kurda sarà libera dal nazionalismo. Il modello di soluzione da me proposto si basa sul modello di un'autonomia democratica; una soluzione in base alla quale i conflitti interni non vengono portati oltre i confini.

Dall'altra parte rifiutiamo l'egemonia universale delle potenze dominanti, senza per questo entrare in aperto conflitto con loro. È possibile assicurarsi una propria esistenza e dei principi propri in modo duraturo, senza essere assorbiti dall'egemonia globale, detta anche «impero». La soluzione di questo problema sulla base di un'autonomia democratica avrà un influsso positivo sull'intero Medio Oriente.

CEMIL BAYIK:“LA QUESTIONE E' POSTA NEL MODO SBAGLIATO 

Kurdish Info 27.Giugno 2010- Il Vice Presidente del Comitato esecutivo del KCK Cemil Bayik ha discusso con Firat News Agency sulle politiche che si stanno mettendo in atto per impedire il raggiungimento di una soluzione. Bayik ha invitato a cercare una risposta reale sul perché la resistenza stia continuando senza vacillamenti ed ha affermato che: “Ognuno deve avere chiaro che la resistenza del popolo kurdo continuerà fino a quando la questione non sarà risolta. Nessuno dovrà sottostimare la capacità di resistenza del PKK”.

Bayik ha rilevato come sia difficile produrre politiche adeguate fino a quando il problema kurdo viene limitato al terrorismo: “Deve essere compreso prima di tutto che è impossibile annientare le capacità operative della guerriglia. Fino a quando il popolo kurdo lotterà per la libertà, il nostro movimento preserverà la sua capacità operativa ed il suo potenziale. Non è possibile impedire alla guerriglia di portare avanti le sue operazioni. Molto probabilmente le sue capacità operative e di intelligence non sono troppo inferiori a quelle degli USA. È noto che quando incontrano delle difficoltà gli USA ricorrono a mezzi politici o ad altri piuttosto che a quelli militari. La giusta causa della Lotta kurda di liberazione non può essere soppressa con la guerra psicologica.

Nessuno dovrebbe sottostimare la capacita’ di resistenza del pkk

“Tutti devono sapere che il popolo kurdo continuerà a lottare fino a quando la questione non sarà risolta. Nessuno dovrebbe sottovalutare l’esperienza politica del PKK e la sua capacità di resistenza in diverse forme. È un movimento che è capace di resistere e lottare in situazioni di grandissima difficoltà. Non è possibile sconfiggere la resistenza fino a quando la questione kurda non sarà risolta. Questo è il motivo per il quale la Turchia dovrebbe trattare col PKK”.

Bayik ha anche risposto all’accusa secondo la quale il PKK sarebbe una organizzazione che sta lavorando per conto di qualcuno ed ha definito “immorale” questa accusa lanciata da Erdogan: “Il Primo Ministro sta ingannando il popolo turco, invece di ammettere di aver portato avanti delle politiche fallimentari di annientamento”.

Sul ruolo subordinato della Turchia ad altri interessi Bayik ha affermato: “Non è forse questo Stato che ogni volta sottolinea di avere un ruolo strategico importante? Non sono loro che hanno relazioni con le lobby americane ed israeliane invece di pensare di risolvere la questione kurda? Non sono loro che combattono il Movimento kurdo di Liberazione con tecnologia americana ed israeliana? Hanno ingannato il popolo. Non c’è nessuna altra forza che lotta in maniera così indipendente come il PKK. Tutti sanno che la sua capacità operativa deriva dalla autorganizzazione del suo popolo”.

 “Lo Stato turco vuole il sostegno di tutti e che tutti adottino le sue politiche. Vuole che tutti lottino contro il Movimento kurdo di Liberazione. Vuole aiuto per risolvere ciò che non è in grado di risolvere da sé. Ma la sua guerra e le sue politiche sono così ingiuste che non riesce ad ottenere apertamente il sostegno di tutti coloro di cui vorrebbe il sostegno”.

Sulle parole del Presidente turco Gul, Bayik ha affermato: “Abdulla Gul dice che la nostra resistenza contro questo sistema di negazione ed annientamento è un pericolo per la situazione regionale ed internazionale e che questo sarebbe il motivo per il quale stanno intensificando così tanto le operazioni. Adesso capiamo meglio cosa intendeva Gul dicendo che sarebbero accadute delle belle cose. Faceva riferimento al fatto che si sono create delle condizioni geopolitiche adatte ad una politica di guerra su vasta scala. È diventato anche chiaro il senso dell’Iniziativa democratica. In passato quando noi affermavano che si stavano mettendo in pratica politiche di annientamento l’AKP replicava dicendo che raccontavamo bugie per discreditarci. Adesso queste politiche sono state pubblicamente accettate dal Presidente”.

Possa dio proteggere tutti contro l’iniziativa democratica dell’akp

Bayik ha sottolineato anche che il discorso dell’AKP sulla Iniziativa democratica non è altro che uno strumento di pressione psicologica: “La Turchia è stata trascinata in un conflitto drammatico dato che l’AKP non ha condotto alcuna Iniziativa democratica e ha ingannato la società. L’AKP ha distorto ed esaurito l’Iniziativa democratica.  Se ci fosse stata una reale apertura democratica né il MHP né altri avrebbero potuto opporvisi. L’AKP, con la scusa della Iniziativa democratica, ha portato avanti una tattica psicologica tesa a vincere le elezioni ed ottenere consenso”.

Bayik ha concluso ricordando che è impossibile per uno Stato che impedisce l’educazione in lingua madre, arresti i rappresentanti politici di un popolo, arresta i delegati di pace che 9 mesi fa entrarono in Turchia su richiesta di Ocalan: “E’ ipocrita che il Presidente della Repubblica parli ancora di Iniziativa democratica. Cosa avete fatto nell’ultimo anno e mezzo per far crescere l’Iniziativa democratica? Che Dio possa proteggere tutti contro le iniziative dell’AKP”.

L'EX PRESIDENTE DEL DTP AHMET TURKSOTTO PROCESSO PER AVER PARLATO IN KURDO

DIHA, 08/06/2010 -   L’ex co-Presidente del DTP (Partito della Società democratica) Ahmet Turk, interdetto dai suoi uffici, e' stato citato in giudizio  dalla Procura della Repubblica di Ankara con l'accusa di aver parlato in kurdo alla Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM) durante un incontro del gruppo parlamentare del suo partito.

Contro Turk e contro l’latra ex co-Presidente del DTP Aysel Tuglut, sono ancora in corso altri procedimenti presso la  XII Corte Penale di Diyarbakir.

La frase contestata a Turk è la seguente: "La gente deve esprimere i propri sentimenti e le proprie  idee nella madrelingua", seguita poi da un discorso in kurdo, il  24 febbraio 2009, ritenuti  in violazione dell' articolo 81 della Legge sui partiti politici.

Nell'atto d'accusa, il procuratore ha chiesto per Turk l'accusa secondo il disposto dell'articolo 117 della Legge sui partiti politici:"Chi commette crimini scritti secondo quanto previsto dalla quarta parte di questa legge è condannato ad un incarcerazione di almeno 6 mesi a meno che l'atto richieda una pena più pesante". La Corte penale di Ankara ha accettato l’incriminazione ed il processo contro Turk dovrebbe aprirsi a breve.

POLITICI KURDI SOTTO INCHIESTE PER AVER INVITATO ALL'OBIEZIONE

Erhan ÜSTÜNDAĞ Venerdì, 25.Giugno 2010- La Procura della Repubblica di Batman ha aperto una investigazione contro il vice capogruppo del Partito della pace e della democrazia Bengi Yildiz con le accuse di “incitare all’obiezione di coscienza”. Yildiz avrebbe invitato la popolazione kurda a non mandare i propri figli a fare il servizio militare.

L’articolo 318 del Codice penale (TCK) punisce tale crimine con pene che vanno dai 6 mesi ai 3 anni. La dichiarazione di Yildiz è successiva all’attacco portato dal PKK, lo scorso 19 giugno, ad una base militare a Semdinli, nei pressi del confine iraqeno.

Yildiz rilasciò un  comunicato stampa il 20 giugno nel quale affermò: “Ci saranno funerali. Ci saranno funerali anche per i bambini kurdi. Dopo quello che è successo non mandate i vostri figli a fare il servizio militare. I nostri figli moriranno e noi andremo in prigione. Dite questo a tutti”.

L’obiezione di coscienza non e’ riconosciuta

Yildiz ha sottolineato che l’obiezione di coscienza è riconosciuta dalle normative internazionali. Dalla stampa turca è emersa l’indiscrezione che l’inchiesta contro Yildiz si starebbe allargando fino a comprendere anche reati come propaganda per una organizzazione illegale e violazione della Legge sui Meeting e sulle Manifestazioni.

In Turchia gli obbiettori di coscienza sono giudicati dalle corti militari. La Turchia è uno dei due paesi del Consiglio d’Europa che non ammette l’obiezione di coscienza.

ARRESTATI DIECI MEMBRI DEI GRUPPI DI PACE

Kurdish Info 17.06.2010-Dieci membri dei Gruppi per la soluzione democratica e pacifica (BDCG) sono stati arrestati dalla IV e dalla V Alta Corte Penale del Tribunale di Diyarbakir. I primi tre, Mustafa Ayhan, Nurettin Turgut and Hüseyin Ipek, sono stati arrestati dalla V Corte e gli altri sette dalla IV. Contro altri tre membri dei Gruppi di pace, che non erano presenti in aula, è stato spiccato mandato di arresto. Alla notizia degli arresti manifestazioni di protesta sono scoppiate in tutta la Turchia.

La prima udienza dei membri dei Gruppi di pace ha avuto inizio nelle prime ore della mattina. I membri dei Gruppi di pace, che ricordiamo provengono dal Campo profughi di Mahmura e dal Monte Qandil (Base della guerriglia) e che entrarono in Turchia lo scorso autunno per aprire un canale di dialogo con le autorità turche per il raggiungimento di una soluzione democratica della questione kurda, sono stati incriminati per aver pronunciato dei discorsi dopo il loro ingresso in Turchia.

La maggioranza degli incriminati sono tutti ex guerriglieri. Davanti al Tribunale di Diyarbakir, intanto, si è creato un assembramento di centinaia di persone che intendono rimanere a presidio tutta la notte. Al processo prendono parte anche avvocati e attivisti per i diritti umani provenienti da tutto il paese.

INVIATO DELLE NAZIONI UNITE PREOCCUPATO PER LA CONTINUA CARCERAZIONE DEI MINORI

ANF 27.05.2010- “Il Commissario rimane assai preoccupato a causa della continua pratica di arresti, detenzioni e condanne di minori che prendono parte a manifestazioni kurde nel sud-est della Turchia”, queste parole sono state usate dall’inviato del Consiglio d’Europa per i diritti umani, Thomas Hammarberg, a conclusione dei suoi due giorni di visita in Turchia, nell’ambito del processo che vede la Turchia candidata ad entrare nella Unione europea.

Parole che non lasciano dubbio sul disagio evidente vissuto dall’inviato europeo. Come ha effettivamente sottolineato Hammarberg, la carcerazione di minori kurdi con l’accusa di sostegno al terrorismo nel corso di proteste antigovernative è una violazione dei principi della Nazioni Uniti sui diritti umani.

Hammarberg, inviato del Consiglio d’Europa che può contare su 47 membri, ha affermato di aver incontrato 18 minori tra i 15 ed i 18 anni, tra i quali 2 ragazze che, da sei a nove mesi, sono in stato di detenzione a Diyarbakir.

La dichiarazione del Commissario continua: “L’imprigionamento di minori è una misura eccezionale che dovrebbe comunque essere evitata. Ricorrere sistematicamente alla detenzione ed all’imprigionamento di bambini, condannati spesso a durissime sentenze che vanno oltre i 10 anni, contrasta con i principi fondamentali della Convenzione delle NU sui diritti dell’infanzia e sulle linee guida”.

Secondo le organizzazioni umanitarie ci sono centinaia di minori nelle prigioni turche con l’accusa di aver violato la legge sull’antiterrorismo. Il governo dell’AKP, infine, non ha fatto nulla per cambiare questo stato delle cose.

RAPPORTO DI AMNESTY SULLA CONDIZIONE DI MINORI IN TURCHIA

Kurdish Info 18.06.2010 -     Oggi è stato diffuso da Amnesty International un rapporto dal nome “Turchia: Tutti i minori hanno dei diritti. Porre fine alle condanne ingiuste verso i minori in base alla legge sull’antiterrorismo”. Il rapporto contiene molte dichiarazioni scritte direttamente dai minori posti sotto custodia. I minori hanno raccontato il loro calvario in mano alle forze di sicurezza.
Un minori ha riferito ad Amnesty International di essere stato arrestato dalla polizia nel corso di una manifestazione a Diyarbakir:

“Un agente di polizia mi ha preso per un braccio e mi ha picchiato con un bastone. Provai a scappare ma venni ripreso da un altro agente che continuòp a picchiarmi. Dopo di che sono stato picchiato da altri quattro o cinque agenti contemporaneamente”.

Una volta decisi i capi d’accusa i minori rimangono in carcere per mesi prima dell’emissione della sentenza. In questo periodo i minori sono detenuti nelle stesse condizioni degli adulti e non ci sono misure che permettono loro di continuare la loro educazione.

Le Procure hanno spesso basato le loro accuse su prove inconsistenti o dichiarazioni rese da bambini sotto pressione. I minori di 12 anni sono stati giudicati davanti a Corti penali in palese violazione di legge. Molti casi si chiudono con condanne a molti anni di carcere. La legislazione sull’antiterrorismo, in base alla quale i minori sono giudicati, è vaga, troppo ampia nella sua formulazione e ingiusta nella sua applicazione da parte di giudici e pubblici ministeri.  Anche alcuni emendamenti di modifica proposti alla legge non cambierebbero comunque il quadro di sostanziale iniquità della normativa.

Andrew Gardner, ricercatore di Amnesty International sulla Turchia, ha affermato che: “Le autorità turche, in base alle legge nazionali ed a quelle internazionali, sono obbligate a tutelare i diritti dei minori nel corso di arresti, detenzioni o processi. Ma questi diritti sono sistematicamente violati. Arresti e condanne continuano. Le autorità turche debbono riformare la normative sull’antiterrorismo per metterla in linea con gli standard internazionali. È un problema urgente. Debbono anche implementare una serie di misure per impedire che i diritti dei minori non vengano violati”.

 37 RAGAZZI NELLA PRIGIONE DI DIYARBAKIR DA MESSI IN ISOLAMENTO

ANF, 31/05/2010 - 37 ragazzi detenuti nel carcere di tipo E di Diyarbakir per aver lanciato pietre, hanno avuto una pena di 3 giorni in cella di isolamento, senza poter aver accesso all'ora d'aria e alle attività ricreative. A seguito della decisione presa dalle autorità carcerarie di non dare medicine a un amico malato dei ragazzi, i giovani il 4 maggio scorso avevano avviato una protesta, dando fuoco ai letti per protestare contro le condizioni detentive in cui si trovano. Per questo hanno ricevuto una punizione disciplinare.

Arif Akkaya, avvocato appartenente alla sede di Diyarbakir dell'Iniziativa Giustizia per i bambini' ha detto all'Agenzia d'Informazione Firat che "ai bambini sarà vietato di fare sport per 3 settimane, per 3 giorni non potranno beneficiare dell'ora d'aria e dovranno stare in isolamento 3 giorni. Inoltre, l'amministrazione ha aperto un'inchiesta contro i ragazzi per aver attentato alla proprietà pubblica". 

Akkaya ha anche espresso la sua preoccupazione e quella degli attivisti dell'Iniziativa Giustizia per i bambini"  aggiungendo che sono psicologicamente molto provati, dichiarando che non esclude che essi potrebbero tentare anche il suicidio. Akkaya ha sottolineato come sarebbe l'amministrazione penitenziaria l'unica responsabile delle conseguenze che l'isolamento potrebbe provocare sui bambini.

6 ANNI E TRE MESI PER UNA MADRE DELLA PACE

DIHA , 09/06/2010 - Sultani Acibuca, delle Madri della Pace, è stata condannata a 6 anni e tre mesi di prigione a causa di un suo discorso dell'8 Marzo 2008 ad Izmir. La Corte di Giustizia di Izmir l’ ha accusata di appartenenza ad un organizzazione illegale sulla base del suo discorso relativo alla Giornata Internazionale delle Donne. Il suo avvocato Nezahat Pasa Bayraktar ha attirato l'attenzione su una condanna parallela che e' stata anche stigmatizzata dalla Corte Europea dei Diritti Umani(EHCR) dato che la punizione era contro la libera espressione del pensiero.

GIORNALISTA CONDANNATO A 15 MESI DI CARCERE PER ARTICOLO SU PKK

Kurdish Info, 11/06/2010 - L'articolo era apparso su Express ad ottobre del 2009. L'editore dovrà pagare oltre 10mila dollari - Irfan Aktan, giornalista turco, è stato condannato a 15 mesi di carcere per aver "diffuso propaganda terrorista" in un articolo apparso sul giornale Express ad ottobre del 2009. Nel suo articolo Aktan, 29 anni, intervistò alcuni membri del Pkk, citando anche canali informativi filo curdi, tra cui Roj Tv, emittente con sede in Danimarca, e il giornale Özgür Halk. Merve Erol, editore del giornalista, è stato multato per avere pubblicato l'articolo e dovrà pagare oltre 10mila dollari. Il coordinatore del comitato per proteggere i giornalisti (CPJ) in Medio Oriente e Nord Africa ha affermato che: "Questo è un chiaro caso in cui la Turchia ha usato la legge anti-terrorismo per mettere a tacere i media".

LA VERITÀ DI UN SOLDATO SULLE MINE ANTIUOMO

Kurdish Info, 25.05.2010 Un soldato di nome S.K. ha raccontato ad ANF la verità sulla esplosione della mina a Baskale che, lo scorso settembre, ha ucciso 15 soldati. Secondo la sua dichiarazione i soldati sarebbero rimasti uccisi da una mina posta dalla gendarmeria, non dal PKK come invece è stato lungamente dichiarato. Il soldato, smentendo le informazioni diffuse dai mezzi di comunicazione ha dichiarato che le mine erano state poste proprio dalla gendarmeria l’anno prima con l’intento di colpire la guerriglia kurda ed i contrabbandieri della zona. A sostegno della sua affermazione il soldato ha detto che il campo minato si trova nei pressi di tre stazioni militari, il che renderebbe impossibile per la guerriglia raggiungere la zona ed effettuare una operazione complessa e lunga come il posizionamento di mine su un campo.

LA TORTURA NELLE CARCERI TURCHE  

ANF 23.06.2010 –     Ancora notizie di tortura dal Carcere tipo F di Tekirdağ, struttura famosa per il trattamento che lì viene riservato ai prigionieri politici. Questo è quello che è accaduto a Ahmet Burak Eryıldırım, Serhat Tüzer e Kemal Avcı che sono stati torturati per 5 ore nel penitenziario Tekirdağ No 2 Tipo F. La fidanzata di Burak, Birgül Kılıç ha diffuso la denuncia delle torture subite dai tre prigionieri che sono stati torturati il 21 giugno dopo essere stati trasferiti nella “Sponge Room” (la sala imbottita NdT). Ai detenuti, inoltre, non sono state concesse l’accesso alle cure mediche.

5 ore di torture selvaggie nella sala imbottita

Kilic ha affermato di essere venuta a conoscenza della torture il 22 giugno, giorno di colloquio. Da quanto le è stato riferito dal fidanzato, la ragazza ha dichiarato quanto segue: “Quando hanno sentito la voce delle persone che erano sottoposte a tortura nella cella vicina hanno iniziato a colpire le porte e a cantare slogan di protesta ‘La dignità umana vincerà la tortura’. Le guardie carcerarie entrarono nella cella di Ahmet, Kemal e Serhat ed iniziarono a colpirli. Volevano essere portati in medicheria visto che la testa di Serhat era stata rotta , inizialmente le guardie carcerarie dissero che li avrebbero portati proprio là ma, invece, furono portati nella sala imbottita e lì torturati per oltre 5 ore. Kemal fu portato in medicheria solo dopo essere stato torturato ma perché era svenuto.

I dottori hanno negato!

“Quando dissero di non essere in grado di camminare e furono portati in medicheria, i dottori scrissero un falso rapporto sebbene i segni della tortura fossero ampiamente visibili. I dottori, nonostante le proteste dei prigionieri scrissero frasi come ‘ha sbattuto contro la porta’, ‘è caduto in terra ed hanno così nascosto la tortura sotto il tappeto”.

La ragazza ha anche affermato che le guardie carcerarie avrebbero tentato di evitare l’incontro tra lei e Ahmet Burak: “Aveva difficoltà a parlare. Qualche tempo fa ha dovuto asportare l’unghia dell’alluce per problemi di salute e le guardie, sapendolo, durante la tortura lo hanno colpito molte volte al dito frantumandoglielo”.

La ragazza ha concluso affermando che avrebbe fatto ricorso presso la Procura della Repubblica di  Tekirdağ e che, comunque, avrebbero intrapreso tutte le azioni possibili contro queste azioni selvagge nelle carceri.

DUE VILLAGGI INCENDIATI AD HASANKEYF

Kurdish Info Venerdì, 25.Giugno 2010 - E' stato segnalato che due villaggi sono stati incendiati ad Hasankeyf nel distretto di Batman dai soldati turchi.Secondo le accuse,i villaggi di Keçeli (Bizinka) e Palamutlu (Xerbekar) che hanno impedito ai residenti si spegnerle. Gli abitanti dei villaggi si sono rivolti all'Associazione dei Diritti Umani-IHD- per denunciare i soldati. 

IL BILANCIO DA PARTE DELL´HPG DOPO LA FINE DELL’ARMISTIZIO UNILATERALE

ANF – 02/07/10 -Haftanin - Le Forze di difesa del popolo (HPG) hanno diffuso un bilancio delle operazioni militari che si sono svolte in Giugno. È importante notare che, proprio con la cessazione del periodo di ‘non-scontro’, si sono verificati gli scontri armati più sanguinosi degli ultimi anni.

La guerriglia, da parte sua, ha lanciato 52 offensive che hanno portato alla morte di 126 militari turchi mentre 25 guerriglieri kurdi hanno sacrificato la loro vita. Nel corso delle operazioni sono stati danneggiati 4 elicotteri Sykorsky mentre 2 carri armati e 18 mezzi corrazzati sono stati distrutti e sono stati sequestrati 18 pezzi tra armi leggere, mitragliatrici e altre attrezzature militari.

Dal canto suo l’esercito turco ha lanciato 37 operazioni militari, 15 delle quali di particolare durezza.

Sempre in giugno sono stati effettuati 52 bombardamenti turchi contro la Zona di Difesa Media, le aree più colpite sono state: Haftanin 34 volte, Zap 15 volte ed una volta a testa Metin e Xakurke.

Le operazioni dell’esercito hanno colpito indiscriminatamente obbiettivi civili causando la morte di numerosi civili, la distruzione delle abitazioni, del bestiame e dei campi agricoli: a Xakurke è stata colpita  a morte da una granata una ragazza di 15 anni, nei pressi di Golav/Karakocan un civile è stato ucciso ed altri tre sono rimasti feriti a seguito della reazione scomposta dell’esercito turco ad una operazione delle HPG diretta contro il comando militare di zona, il 30 giugno sono stati uccisi due civili ed uno è stato ferito nei pressi del villaggio di Hatay, mentre si trovavano al lavoro nei campi.

TURCHIA: NOLEGGERÀ NOVE ELICOTTERI DA AGUSTAWESTLAND

Istanbul, 30 giu. (Apcom) -   Il ministro della Difesa turco, Vecdi Gonul, ha dichiarato che, oltre all'acquisto di nove elicotteri A129 costruiti dal gruppo italo-inglese AgustaWestland, la Turchia ha deciso di noleggiare altri 9 velivoli da attacco dello stesso modello. Ancora in trattativa invece l'acquisto anche di 9 Bell AH-1W Super Cobra, elicotteri da attacco di fabbricazione statunitense. Lo scrive il quotidiano Zaman. …

Per questo lo scorso 15 giugno era stato annunciato l'acquisto di altri 9 elicotteri A129, che dovrebbero venire consegnati nel 2012, ma che il governo sta negoziando con la compagnia per farne consegnare almeno una parte.

RIPARTE IL DIALOGO FRA TURCHIA ED ISRAELE


ANF- 01/07/2010-  Dopo l’assalto israeliano alla Mavi Marmara, la nave battente batteria turca che, a capo della Freedom Flottilla, aveva intenzione di forzare il blocco imposto da Israele sulla Striscia di Gaza sono state spese durissime parole da parte delle autorità turche per condannare il blitz, che aveva portato all’uccisione di nove attivisti turchi, con parole che prefiguravano la totale rottura delle relazioni commerciali e degli accordi militari con Israele. Lo stesso primo Ministro Erdogan aveva addirittura speso parole di elogio per Hamas “Non considero Hamas una organizzazione terrorista.. Difendono la loro terra” (Fonte Il Sole24Ore, 4 giugno 2010).

Nonostante questa offensiva mediatica turca in difesa dei diritti dei palestinesi, non erano comunque cessate le relazioni militari tra i due paesi che hanno portato, il 2 giugno, alla conclusione di un accordo per l’acquisto, da parte turca, di 10 aerei spia da usare in operazioni di contro guerriglia per il valore di oltre 100 milioni di euro.

Il sipario sulle velleità pro islamiche e pro palestinesi del Governo turco sembra essere definitivamente calato ieri con l’incont



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