Jambo,
adottati a distanza madre curda e i sei figli
Mostrare solidarietà alle minoranze oppresse e impegnarsi
con piccoli
progetti capaci di offrire prezioso aiuto.
E’ con questo spirito che l’associazione
Jambo (www.jambofidenza.it)
ha rinnovato anche quest’anno l’amicizia con il
popolo kurdo che vive
nella parte orientale della Turchia.
Accanto al consueto viaggio al seguito delle delegazioni di
osservatori umanitari (promosse da Uiki Onlus), spunta anche un nuovo
progetto a sostegno delle famiglie dei prigionieri politici portato
avanti con l’associazione kurda «Madri della
pace» I fidentini di Jambo
hanno infatti «adottato a distanza» la famiglia di
Arduo Akim, madre di
sei figli.
«Il marito - ha spiegato la responsabile del progetto per
Jambo Nelly
Bocchi - è rinchiuso nel carcere di Nirvat dal 1996 e
l’intera
famiglia, che vive nella città di Diyarbarkir, si mantiene
grazie a
lavori saltuari con gravi disagi economici. Quello di provvedere - ha
continuato - ad un aiuto finanziario di circa 370 euro l’anno
è un bel
modo per dare un aiuto concreto, ma anche per rompere il silenzio che
avvolge la penosa situazione degli oltre 4.800 prigionieri politici
kurdi in Turchia».
E riguardo al suo recente viaggio nella regione del Kurdistan
turco in
qualità di osservatore umanitario: «Tante sono
ancora le violazioni di
diritti ai danni dei kurdi - ha detto Nelly -. Dal 1920 questo popolo
combatte per essere riconosciuto da parte del governo turco nella sua
identità, lingua, cultura».
«Purtroppo - prosegue Nelly Bocchi - sono
stati fatti solo pochi e
brevi passi in avanti e moltissimo resta da fare per garantire il
rispetto anche solo dei diritti umani. Inoltre gli scontri sulle
montagne tra guerriglieri ed esercito turco negli ultimi mesi sono
ricominciati».
La delegazione quest’anno ha partecipato a tre Newroz
(l'unica festa in
cui ai kurdi è concesso mostrare i loro colori) nelle
città di Uledere,
Idil e Sjrnak, al confine con l’Iraq.
Nella stessa zona Jambo ha avviato da anni il progetto
Keskesor
(Arcobaleno), che ha consentito di realizzare a Beytussebap una
biblioteca per le giovani generazioni e che ora è attiva nel
municipio
della città.
(Fonti: La Gazzetta di
Parma 24-6-2010
)