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OCALAN: IO RESISTERO’
Nell’incontro settimanale coi suoi avvocati, il leader del popolo kurdo Abdullah Ocalan, ha voluto sottolineare le minacce rivolte a lui da parte del Premier Erdogan e che la sua battaglia continua: “Io resisterò. Non comprometterò la mia identità ed il mio onore. Resisterò onorevolmente fino all’ultimo respiro. Il mio popolo deve saperlo. Per quello che posso dire noto che lo Stato ha paura di fare la pace col PKK ed il PKK ha timore di fare una rivoluzione”.


Sulla posizione dell’AKP rispetto alla questione kurda Ocalan ha affermato quanto segue: “E’ stato creato un sottosegretariato per la pubblica sicurezza. Il sottosegretario, Muammer Guler si è recato in Inghilterra assieme al Ministro degli Interni (Besir Atalay) per trattare la questione kurda. Sono andati per avere consenso alle loro azioni. Si sta mettendo in pratica una nuova linea, come negli anni ’90 quando il Generale Dogan Gures andò per ottenere “luce verde”. Sono stati i britannici ad aver determinato il destino del Kurdistan negli ultimi 100 anni. Non solo i britannici ma gli anglosassoni in generale. Vorrei lanciare un avvertimento al Sottosegretario da qui: se insisteranno nelle loro vecchie politiche di annientamento andranno in contro a dure conseguenze, questo è quello che può essere compreso analizzando le vicende del passato”.
SI PUO’ SVILUPPARE UN DIALOGO CON L’IRAN
“Si può tentare di aprire un dialogo con l’Iran. L’Iran sta affrontando una grande pressione internazionale e dovranno prepararsi ad una eventuale dura lotta. L’Iran può superare questo assedio soltanto se aprirà un dialogo coi kurdi, se intraprenderà dei passi interni che ne rafforzeranno l’unità interna. Dall’altra parte non penso che la Siria assumerà un ruolo centrale nel processi di annientamento dei kurdi. I kurdi in Siria dovranno sviluppare la loro lotta democratica e le loro organizzazioni. Dopo essere stato in Turchia, Barzani ha visitato anche la Germania e la Francia. Forse per discutere questa nuova linea sulla questione kurda. Io su questa questione metto in guardia sia Barzani che Talabani. Il pericolo di genocidio verso i kurdi riguarda tutti i kurdi e questo deve essere chiaro. Non dovrebbero fare conto su forze esterne. Queste forze non esiteranno a svendere i kurdi se ne avranno la necessità, questo vale anche per il Kurdistan del sud”.
GLI USA E IL REGNO UNITO IMPEDISCONO IL RAGGIUNGIMENTO DI UNA SOLUZIONE
“Nel suo ultimo discorso Erdogan mi ha accusato direttamente e questo mi concede il diritto di replica. Gli voglio rispondere. I commenti che ho rilasciato la settimana scorsa su Ecevit, Erbakan e Özal sono su tutti i giornali. Non voglio prolungarmi ma lasciatemi riassumere gli avvenimenti del 2002: quando fui portato qui per la prima volta , l’allora Primo ministro Ecevit e il Capo di Stato maggiore Kıvrıkoğlu, mi dissero che se il separatismo e la violenza fossero cessati allora sarebbe stato possibile discutere tutte le soluzioni utilizzando gli strumenti della politica. Questo era conforme al mio punto di vista visto che avevo parlato di questo per tutti gli anni ’90. Accettai l’offerta e decidemmo di spostare tutte le nostre truppe fuori dai confini della Turchia. Questo processo continuò per qualche anno ma non fu intrapreso, dall’altra parte, alcun passo verso una soluzione democratica. Ecevit tentò, con l’amnistia, di dare un segnale verso una soluzione ma non funzionò. Bahçeli (Leader del MHP, i Lupi grigi) impedì dall’interno il compimento di una soluzione democratica, da fuori il suo lavoro fu fatto dalle potenze anglosassoni, USA e Inghilterra. Queste potenze stavano organizzando il loro intervento in Iraq ma Ecevit si oppose, dato che aveva reale intenzione di intraprendere alcuni passi verso una soluzione della questione kurda e per questo fu eliminato. Queste potenze barattarono al creazione di un Kurdistan autonomo nel sud con l’eliminazione del PKK e dei kurdi al nord. Il nord è stato sacrificato per il sud e per il disegno strategico di USA e Inghilterra”.
L’AKP NON HA UN PROGETTO PER UNA SOLUZIONE
“L’AKP è stato messo al governo per implementare le politiche che ho appena delineato: non hanno alcun singolo progetto per una risoluzione della questione kurda. Questo l’ho avuto chiaro dopo aver ascoltato le dichiarazioni di Erdogan dello scorso Martedì (15 giugno 2010 NdT). Vogliono risolvere questa questione esclusivamente coi diritti individuali. Questo è simile all’operazioni che in Inghilterra fu fatta concedendo diritti individuali ai lavoratori tentando così di paralizzare il movimento sindacale e dei lavoratori. Coi diritti individuali hanno integrato il Labour nel sistema eliminandone il potenziale rivoluzionario. Vogliono fare lo stesso eliminando il PKK e garantendo soltanto i diritti individuali ai kurdi”.
MUSTAFA KEMAL PROMISE L’AUTONOMIA AI KURDI
“Le politiche anglosassoni, delle quali sto parlando, sono state messe in atto a partire dagli anni ’20. per 8 anni, dal 1916 al 1924, Ataturk formò delle alleanze coi kurdi per decidere le sue politiche. Le risorse petrolifere di Mosul e Kirkuk erano di grande importanza per l’Inghilterra. L’Inghilterra ne voleva avere il controllo a prescindere da altre considerazioni. A quell’epoca la regione era compresa nel Misak-ı Milli (Il patto nazionale dei 1920). Come nelle regioni del nord anche questa regione era a grandissima maggioranza kurda ed era compresa all’interno della zona del Patto nazionale. La politica di Ataturk era di avere dei solidi contati coi kurdi. Nel suo discorso di Izmit disse che ai kurdi doveva essere concesso il diritto all’autogoverno e che la Costituzione del 1921 avrebbe dovuto comprendere questa misura. Anche in seguito disse che ai kurdi doveva essere concesse l’autonomia. In questa fase l’Inghilterra iniziò a prendere il controllo di Mosul e Kirkuk”.
GLI EBREI SVILUPPARONO IL “TURCHISMO BIANCO”
“A quell’epoca gli inglesi spingevano per la creazione di un nuovo stato, l’Iraq che comprendesse anche Mosul e Kirkuk. Sostenendo ed organizzando gli unionisti filo britannici come Ismet Inönü e Fevzi Çakmak essi neutralizzarono ed isolarono Mustafa Kemal che assunse una posizione di estrema debolezza. Quando comprese il loro potere, Mustafa Kemal accettò dei compromessi che portarono al ben conosciuto processo di annientamento e negazione dei kurdi. In questo periodo entrò in campo anche il mondo ebraico che voleva il suo Stato in Medio Oriente. Molti di quelli che vivevano in Turchia però affermarono di aver totalmente abbracciato la causa del nazionalismo turco e di sentirsi turchi a tutti gli effetti. Questi, non abbandonando comunque l’ebraismo, furono i pionieri di quella ideologia che in Turchia è nota come “Turchismo bianco”.
SE NON C’E’ CONSENSO LE DUE COMUNITA’ POSSONO ANCHE SEPARARSI
Sul matrimonio forzato tra kurdi e turchi Ocalan ha commentato: “Così è come Erdogan vede i kurdi. Condizionato da una cultura patriarcale millenaria vuole obbligare i kurdi a sottomettersi ad un rapporto di dipendenza. Questo non è accettabile in un matrimonio. Per sviluppare bene una relazione è necessario che entrambe le parti diano il loro consenso libero. Il Partito della pace e della democrazia (BDP) dovrebbe dirgli: ci sono kurdi che liberamente ti sostengono, con loro puoi fare ciò che vuoi e creare delle relazioni perché la loro volontà libera è quella di sostenerti. Ma se vuoi avere delle relazioni con noi devi prima avere il nostro consenso. Altrimenti usi violenza contro di noi e si potrà parlare di divorzio. Questo principio vale per gli individui e vale per le comunità. La scelta è o libera associazione o libera separazione. Possiamo fare l’esempio della Cecoslovacchia o di quello che attualmente sta accadendo in Belgio. Noi comunque non vogliamo la separazione, lo abbiamo detto molte volte, quello che vogliamo è una associazione, volontaria, libera ed eguale. Questa è la situazione al momento”.
VOGLIO RESISTERE E NON FARO’ CONCESSIONI
“Ieri Erdogan mi ha minacciato ma io resisterò. Non comprometterò la mia identità ed il mio onore. Resisterò onorevolmente fino all’ultimo respiro. Il mio popolo deve saperlo. Se lo Stato vuole la pace io ci sono. Per quello che posso dire noto che lo Stato ha paura di fare la pace col PKK ed il PKK ha timore di fare una rivoluzione. Lotta in Medio Oriente da oltre 20 anni e da oltre 12 sono alla ricerca di una soluzione di pace. Nella mia lotta verso la pace devo ricordare che i miei compagni mi hanno sostenuto ed hanno sostenuto le mie proposte in maniera molto disciplinata. Voglio ora ringraziarli tutti”.
IO SONO PER LA PACE
“La mia posizione qui è per il raggiungimento della pace ma ho anche detto che no vedo interlocutori. Se il governo mandasse un suo rappresentasse e prendesse la decisione, in Parlamento, di lasciarmi spazio di manovra potrei riunire tutte le forze guerrigliere in una sola area. So che ho la possibilità di farlo. Potremmo anche spostarle in una zona sotto il controllo Onu o Nato, potrebbe anche essere sotto il controllo delle Forze armate turche. L’opinione pubblica turca deve essere a conoscenza di questa possibilità”.

(Fonti: Kurdish Info 21/06/2010)


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