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L’intervista a Salih Muslim

L’intervista a Salih Muslim

l’intervista a Salih Muslim, responsabile degli Affari Esteri del TEVDEM.

Dopo giorni di minacce e pressioni sono arrivate le bombe e da sabato l’esercito turco ha dato inizio a un’offensiva militare per colpire l’enclave curda di #Afrin. Diversi i morti e i feriti.
In seguito la traduzione dell’intervista.

“Ciao a tutti,

siamo testimoni dell’invasione turca ad Afrin.

Afrin è un’enclave custodita e protetta dagli abitanti del cantone dal 2011 dove vivono circa 1.200.000 persone, di cui la maggior parte sono sfollati provenienti dalle zone circostanti. Sono arrivati nel cantone curdo a nord della Siria perchè – prima degli attacchi della Turchia – era considerata una “safe zone”, ci sono, infatti, diversi campi profughi. Sin dal 2012 Afrin è stata in grado di auto-organizzarsi e con le forze di auto-difesa di proteggersi sia da tutte le forze mercenarie, sia dai militari turchi da cui è stata circondata e messa sotto assedio negli ultimi cinque anni. La vendetta del governo turco, dopo che le unità di difesa popolare curde hanno sconfitto #Daesh a Kobane, Raqqa, Deir ez-Zor, si è tradotta in un attacco brutale ad Afrin.
Come avete già sentito la Turchia ha iniziato l’operazione – denominata “Ramoscello d’ulivo” – sabato pomeriggio, con bombardamenti arei in tutta la zona; gli abitanti di Afrin dai curdi agli arabi, turkmeni e molti altri si stanno difendendo e stanno resistendo a questi attacchi. Uno degli slogan portati avanti dalla Turchia è “the best Kurd is the death Kurd”.
La scusa utilizzata da Erdogan per giustificare queste incursioni è l’incriminazione del #Pkk di associazione terrorista; quando in realtà Afrin non ha mai attaccato o sparato alcun colpo verso il confine turco.

Certamente resisteremo fino alla fine e siamo sicuri che saremo noi a vincere. Ci piacerebbe citare alcune parole di Martin Luther King: “alla fine, non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma i silenzi dei nostri amici.”

Chiediamo solidarietà per Afrin e per i suoi abitanti. Stiamo difendendo i valori dell’umanità e facciamo una chiamata a tutte le persone libere, che credono nei valori dell’ugualianza tra le persone, di essere solidali con Afrin e ringraziamo chi in queste ore lo sta già facendo. Grazie”

https://drive.google.com/file/d/1AHvGQFejH6W3SBWVmz9g566JuMAj8MJY/view

© 2013 UIKI Onlus Team

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