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Le uccisioni di Parigi ordinate da Ankara

Le uccisioni di Parigi ordinate da Ankara

Tutti i segnali indicano l’ordine di esecuzione delle tre donne curde assassinate a Parigi provenire da Ankara durante gli incontri di Oslo. Le persone che avevano ordinato l’esecuzione erano ad Ankara. Tutti i segnali delle indagini da parte della Francia indicano Ankara. Il funzionario del MIT che aveva pianificato l’uccisione delle tre donne rivoluzionarie Parigi il 9 gennaio 2013 è segnalato per aver fatto parte del comitato che ha partecipato ai colloqui di Oslo con il PKK.

Non c’è dubbio a questo punto che ci sono legami tra l’uccisione delle tre donne rivoluzionarie a Parigi il 9 gennaio 2013 ed i colloqui tra il PKK e lo Stato turco. L’obiettivo era il PKK e gli sforzi di Öcalan per una soluzione politica. Tutti i segnali dell’uccisione puntano ad Ankara. Un nuovo pezzo di informazione che è emerso suggerisce che le uccisioni erano state pianificate durante i colloqui di Oslo.

Era l’inizio del 2013. I negoziati di Oslo erano falliti. A seguito di un intenso periodo conflitto, lo Stato turco aveva riavviato gli incontri con Öcalan. Un comitato civile stava visitando Imrali per la prima volta. Il Co-presidente di allora del DTK Ahmet Türk e la deputata del BDP Ayla Akat Ata avevavo avuto un incontro con Öcalan il 3 gennaio.

L’ordine era giunto da Ankara

Solo 6 giorni dopo c’era stato un attacco sanguinario a Parigi. L’esponente fondatrice del PKK Sakine Cansız, la rappresentante del KNK di Parigi Fidan Doğan, e l’esponente del movimento giovanile Leyla Şaylemez sono state uccise con tre proiettili alla loro testa. Il sospetto omicida si era infiltrato nella diaspora curda un anno prima e aveva pianificato l’assassinio. Güney è stato l’unico sospettato sottoposto ad arresto. il 34 enne è stato il sicario, e l’ordine era giunto da Ankara. Tutti i segnali nelle indagini della procura francese puntavano su Ankara.

Dopo anni di ricerca della giustizia, il processo stava finalmente per cominciare. Era stato previsto per la prima volta a dicembre 2016, ma per una ragione non completamente spiegata era stato rinviato al 23 gennaio. le udienze avrebbero dovuto continuare fino al 24 febbraio. Il sospetto omicida avrebbe dovuto essere processato per due reati,. Nel fascicolo del caso inviato al tribunale penale il 13 agosto 2015 era stato accusato di ” aver commesso uccisioni individualmente o in collaborazione con un’organizzazione collettiva per turbare gravemente l’ordine pubblico attraverso l’intimidazione o l’omicidio” e di aver “pianificato uno o più uccisioni”. C’era stato un’appendice in questo fascicolo il 28 aprile 2014. In questa appendice il sospetto omicida era stato accusato di essersi unito ad un gruppo armato e di aver pianificato di fuggire dal carcere con esplosivi e armi da fuoco.” Con l’appendice Güney si trovava di fronte a 10 anni di carcere.

Notizie della morte improvvisa
Poi successivamente, giunsero notizie della sua morte dal carcere dove stava cercando di fuggire. Sono passati 4 anni da quando le tre donne curde sono state assassinate. Secondo fonti vicine all’indagine, Güney era morto in un ospedale di Parigi il 17 dicembre 2016. La stessa fonte ha affermato che il sospetto omicida era giunto a gravi condizioni celebrali. Ma fino ad allora non c’erano state dichiarazioni sul deterioramento del sospetto. Con questa morte il caso era stato dismesso. L’amministrazione francese ancora una volta aveva fallito nel dimostrare la volontà di fare luce su di un omicidio politico commesso sul proprio territorio. Le tre esecuzioni non erano state portate pienamente alla luce. e la morte del sicario ha posto nuovi interrogativi. Non ci sono state indicazioni concrete che si trattava di una “morte naturale”. Le sue condizioni sono state manipolate o aggravate? O l’udienza fu deliberatamente chiusa, sapendo che le sue condizioni sarebbero peggiorate? In qualunque modo uno la guarda, emergono nuovi interrogativi. Un altro grave sviluppo è che il caso è stato dismesso prima che chi aveva dato l’ordine era stato messo sotto processo. Nonostante il fascicolo del caso indica chiaramente il ruolo dell’Agenzia Turca Nazionale di Intelligence (Milli İstihbarat Teşkilatı – MİT).

Le domande che richiedono una risposta sin dall’inizio delle indagini sono ancora molto importanti.Da dove è giunto l’ordine per le esecuzioni verificatesi durante un processo definito, “storico”, chi le ha avvallate e quale era il loro obiettivo finale? Che cosa li lega ai negoziati tra il PKK e lo Stato? Quello che è veramente chiaro senza ombra di dubbio è che Güney aveva legami con i servizi segreti turchi.

Chi stava guidando il sospetto omicida?
Ömer Güney era nato a Sivas in Turchia nel 1982 e successivamente si era stabilito in Francia. Güney si era sposato in Germania nel 2003 e vi era rimasto per 7 anni, ed era tornato in Francia solo alla fine del 2011. Ma chi era realmente Ömer Güney? Chi stava guidando questo sospetto omicida, chi aveva infiltrato le associazioni curde, usato telefoni criptati e visitato la Turchia varie volte in segreto?

L’ordine di esecuzione era giunto dai servizi segreti turchi
Molti fatti sono stati rivelati durante il corso delle indagini. Un documento trapelato alla stampa il 14 gennaio 2014 aveva mostrato che l’ordine di esecuzione era stato dato da quattro funzionari dei servizi segreti turchi. Il documento datato 18 novembre 2012 era stato firmato dai funzionari del MIT, U.K. Ayik, S. Asal and H. Özcan. In una registrazione vocale giunta alla stampa nello stesso periodo, Ömer Güney stava pianificando le uccisioni con un non precisato agente del MIT. Gli obiettivi erano Sakine Cansız e molti altri rappresentanti curdi. Mentre stavano avvenendo queste rivelazioni, il sospetto omicida stava pianificando di evadere dal carcere. Il suo complice era un uomo di nome Ruhi S. Egli era giunto dalla Germania per visitare il carcere. Prima della visita, nella cabina erano stati montati dispositivi di sorveglianza su ordine del procuratore. Senza citare qualcuno in particolare ed utilizzando un codice per parlare, Güney eveva chiesto al visitatore di andare nella sede del MIT ad Ankara. Aveva chiesto di visitare il “Gentiluomo”, aveva parlato di “prestito” e aveva citato una “madre”. Secondo il fascicolo “Madre” era riferito al MIT e “Gentiluomo” faceva riferimento ad un membro del MIT. Questi erano stati confessati da Ruhi S stesso. Aveva rilasciato una deposizione dopo una perquisizione in casa in Germania nel gennaio 2013. Durante le perquisizioni in questa abitazione erano state trovate 3 fotografie datate 9 gennaio 2014 e documenti scritti a mano. Questi documenti erano in particolare su di un piano di fuga. Stava pianificando di scappare utilizzando armi da fuoco mentre si trovava ricoverato all’Ospedale Salpêtrière a Parigi. Anni dopo quando le notizie della sua morte si erano interrotte, egli si trovava nello stesso ospedale.

Avviata nuova indagine
Nonostante il caso era stato dismesso per una tecnicità, gli avvocati dei familiari hanno proseguito nei loro tentativi. Hanno premuto con accuse penali per riaprire il caso. Nell’Aprile 2017 la procura antiterrorismo ha lanciato una nuova indagine.

L’ordine rilasciato durante i colloqui di Oslo

Non ci sono ancora notizie su dove è giunta questa nuova indagine, ma nuove informazioni cominciano ad affiorare. Nel libro ” 2005-2015 Colloqui Turchia-PKK: Operazione “Processo di Soluzione” contro la Soluzione alla questione curda” il giornalista Amed Dicle fa notare che l’ordine di esecuzione era stato dato durante i colloqui di Oslo. Nel libro afferma che i membri del MIT nelle registrazioni vocali trapelate a gennaio erano presenti nel comitato dello Stato che erano andati ad Oslo per incontrare il PKK. Cita in modo specifico un uomo di nome Ozan, la cui identità non è nota. Quest’uomo, presentato come amministratore del MIT, era stato presente in tutti gli incontri, dal primo incontro a Genova 5 luglio 2008 fino all’ultimo incontro ad Oslo il 5 luglio 2011. Secondo Dicle, molti dei partecipanti ai colloqui di Oslo affermano che la voce nelle registrazioni appartiene ad un amministratore del Mit di nome Ozan. Il libro fa notare anche che l’uomo in questione era stao accanto al sottosegretario del MIT Hakan Fidan durante tutti i colloqui di Oslo. Come questi pezzi di informazioni influenzeranno il caso, o se non lo interesseranno affatto, non è ancora noto, ma questo mostra la necessità di una più approfondita analisi della voce.Il libro nel suo complesso si concentra sul fatto che lo scopo principale dello stato negli incontri con il PKK e Öcalan, inclusi i colloqui di Oslo, era quello di smobilitare i tentativi per una soluzione. L’informazione sull’assassinio di Parigi potrebbe aggiungere una nuova dimensione alle indagini, se esplorata più in profondità.

© 2013 UIKI-Onlus Team

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