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Le donne di Afrin chiedono alla comunità internazionale di rompere il silenzio sugli attacchi

Le donne di Afrin chiedono alla comunità internazionale di rompere il silenzio sugli attacchi

Le organizzazioni delle donne ad Afrin hanno rilasciato una dichiarazione scritta sugli attacchi della Turchia e dei gruppi appoggiai dalla Turchia ad Afrin, e hanno fatto appello a tutte le organizzazioni dei diritti umani, alle istituzioni, e alla Nazioni Unite per rompere il silenzio, proteggere l’eredità e la storia delle donne e fermare lo spargimento di sangue e la perdita di vite innocenti. Tutte le organizzazioni delle donne a Afrin hanno rilasciato una dichiarazione sugli attacchi della Turchia e dei gruppi che sostiene su di Afrin. La dichiarazione sostiene che gli aerei turchi bombardano il centro della città di Afrin al fine di intimidire e di sfollare i cittadini. La dichiarazioen ha fatto appello a tutte le organizzazioni dei diritti umani, alle istituzioni, e alle Nazioni Unite per rompere il silenzio, proteggere l’eredità e la storia delle donne ad Afrin e fermare lo spargimento di sangue e la perdita di vite innocenti.

La dichiarazione rilasciata dalle organizzazioni delle donne di Afrin è come segue:

” Appello alla comunità internazionale

Le terre vengono violate, i bambini vengono uccisi e le donne engono aggredite, ed il mondo è ancora in silenzio sui massacri in atto. La provincia di Afrin è ancora sottoattacco da parte dell’esercito turco e dei suoi sostenitori di Al-Nusra e Al-Qaeda. Gli aerei e i bombardieri turchi hanno cominciato a bombardare i villaggi, le città ed il loro circondario. Non solo, hanno iniziato anche a bombardare il centro della città per intimidire e sfollare i cittadini e compiere massacri contro bambini, donne, anziani e civili senza difesa, compresi migranti che sono fuggiti dai loro villaggi vesro la città per sfuggire dalla brutalità dell’esercito turco.

Lo scopo dell’aggressione è di sfollare la popolazione locale della provincia di Afrin attraverso l’implementazione della politica della terra bruciata. Questo è ciò che Erdogan ha affermato quando ha annunciato che voleva continuare a bombardare Afrin fino a quando aveva creato una zona sicura, secondo la sua affermazione, per tre milioni di rifugiati siriani che si trovano in Turchia sin dall’inizio della crisi in Siria, e questa è la più grande prova che egli sta combattendo per cambiare la demografia della regione come ha fatto nelle regioni di Jarablus e Al-Bab.

Erdogan sta cercando di occupare Afrin in vari modi, come ad esempio attaccando le infrastrutture della popolazione curda ed il loro movimento economico, e spargendo il terrore nel cuore della gente bombardando le loro abitazioni ed edifici.

Di conseguenza i bambini sono le prime vittime di questa guerra che ha provocato loro problemi psicologici e neurologici che non possono facilmente superare. Non è facile pr i bambini vedere i loro parenti uccisi davanti ai loro occhi. Inoltre impediscono ai bambini e ai giovani il diritto all’educazione prendendo di mira molte scuole. Tutto questo è un disastro umanitario.

Attaccando Afrin lo Stato turco ha violato tutte le leggi e le convenzioni umanitarie internazionali. Il gas cloro è stato utilizzato sui villaggi lungo il confine e questo è stato confermato dai rapporti dei medici che affermano che sono comparsi sintomi sui pazienti come soffocamento, arrossamento della pelle e altri sintomi.Anche le pietre non si sono liberate del loro male, così hanno preso di mira i siti storici e archeologici di Afrin per cancellare la storia delle civiltà che vive su quella terra e anche per cancellare le tracce dell’esistenza dell’umanità.

Noi siamo sorprese dal silenzio internazionale, del silenzio delle organizzazioni dei diritti umani, dei ragazzi e delle donne contro questi massacri e disumane violazioni ad Afrin.

Noi siamo donne di Afrin determinate a difendere la nostra storia, la nostra eredità e la terra che abbiamo ereditato dai nostri antenati. Così promettiamo che resisteremo e combatteremo fino alla fine per eliminare l’ingiustizia, la tirannia e per fermare l’invasione turca.

Come organizzazioni delle donne ad Afrin, chiediamo a tutte le organizzazioni dei diritti umani, alle istituzioni, alle Nazioni Unite di rompere il loro silenzio, di proteggere la storia delle donne e la loro eredità ad Afrin e di fermare lo spargimento di sangue e la perdita di innocenti”.

Le organizzazioni delle donne ad Afrin

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