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Le cifre sulla democratizzazione in Iran

Le cifre sulla democratizzazione in Iran

Gli eventi dopo le elezioni iraniane e la situazione politica in divenire riguarda sia la regione che il mondo intero. Nella regione riguarda in particolare i curdi. Per questo gli sviluppi in Iran vanno valutati correttamente, cosa che attualmente purtroppo non avviene. Gli sviluppi vengono considerati esattamente con lo stesso sguardo come Europa o in altre parti del mondo. Eppure le analisi di impronta occidentale su eventi e sviluppi in Medio Oriente hanno sempre portato a risultati sbagliati. Tutti coloro i quali hanno fornito valutazioni di questo genere, alla fine sono stati sempre delusi. L’esempio concreto per questo: gli USA, il Paese con il maggior numero di fabbriche del pensiero e la più zelante capacità di manovra politica, ovunque siano stati finora non hanno avuto successo. L’America non è affatto dogmatica nelle sue analisi politiche. Non c’è un altro Paese che sia così pragmatico e di conseguenza cambi le politiche secondo gli sviluppi. Ma nonostante questo gli USA in Medio Oriente non hanno successo.

Errori nell’analisi sorica

Gli USA e l’Europa presentano alle società una storia dei potentati e statuale. Ancora oggi questa tesi storica non è superata. Ma non solo la valutazione storica, anche la definizione di democrazia e delle libertà e definita secondo il loro punto di vista. Fanno iniziare la democrazia e i valori democratici da se stessi. Secondo la loro definizione la democrazia inizia con la Magna Charta, attraverso la quale sono stati rimossi alcuni poteri del Re inglese. Nel caso migliore la collegano con Atene. E questo significa che cercano di dominare i popoli con il loro atteggiamento ideologico. Le società devono accettare che il processo di democratizzazione è quello, come si è svolto da loro. Cercano di creare un’accettazione delle società per la democrazia e la libertà come le intendono loro.

Impostazioni sbagliate

Questo però non porta all’accettazione di democrazia e libertà da parte delle società, ma solo all’imposizione di una propria ideologia e di un dominio politico. Che gli USA e l’Europa giudichino in questo modo, lo comprendiamo. Ma che la sinistra e popoli oppressi non se ne liberino, non è più accettabile. In particolare per quanto riguarda l’influenza sui curdi, le analisi occidentali non in alcun modo accettabili. Il Kurdistan non è un posto qualsiasi. È la regione nella quale è iniziata la prima creazione di società degli esseri umani e dove con questo in modo del tutto naturale è stata vissuta la prima cellula di una democrazia. È incomprensibile come persone, politici provenienti da questa regione accolgano la concezione di democrazia e libertà con l’orientalismo occidentale, come tralascino la loro realtà storica, ovvero sottovalutino i loro valori storici. Se si osservano le argomentazioni del Presidente Abdullah Öcalan sull’atteggiamento dei popoli e il rapporto diretto della storia della democrazia con la base storica della convivenza comunalista e democratica si rivela che una considerazione occidentale della democrazia e della libertà va di pari passo con il profondo radicamento di un pensiero di dominio sui popoli.

L’Europa dei popoli e dei governanti

Da questo punto di vista non si può parlare di un’Europa. C’è l’Europa dei governanti e della loro concezione di democrazia e libertà e l’Europa dei popoli. La concezione di libertà e democrazia dei popoli dell’Europa non è la stessa cosa di quella dei governanti. I popoli con la loro lotta e il loro atteggiamento hanno sempre cercato di respingere lo Stato e di allargare lo spazio democratico. Anche se il pensiero modernista, il dominio ideologico e il sistema capitalista occidentale porta fuori strada il modo di vivere culturale dei popoli per quanto riguarda atteggiamento, posizionamento e pratica della democrazia e vere libertà, il desiderio di democrazia dei popoli europei resta comunque molto forte. Si è creato uno spirito sociale del pensiero e della cultura. Anche se un atteggiamento modernista e una cultura capitalista portano fuori strada la concezione della democrazia e la sua messa in pratica e costruisce ostacoli, l’atteggiamento democratico e lo spirito di libertà nati nel Rinascimento hanno assunto una posizione particolare nella cultura sociale. E questa cultura democratica e i suoi valori non hanno preso piede nella società e non sono iniziati con la Magna Charta come sostengono politici e storici occidentali. Questa cultura è il risultato della difesa di valori sociali che dall’inizio della creazione della società da parte degli esseri umani fino al giorno d’oggi sono stati portati avanti lottando per loro. Questo si è determinato attraverso il fatto che i valori comunalisti, democratici del Medio Oriente, i valori sociali, sentimenti e germi democratici sono stati portati fino in occidente. Le analisi del Presidente Öcalan di considerare il Rinascimento come „il figlio bandito dell’oriente“ mostra in modo seducente come va analizzata la storia.

Lo sguardo dei popoli sulla storia

Come si intende, la storia va considerata dal punto di vista dei popoli. La società storica va analizzata con precisione e tutti gli sviluppi vanno affrontati all’interno del rispettivo periodo e luogo. Solo quando evento e fatti vengono trattati in questo modo e non vengono considerati alla maniera occidentale, si possono meglio analizzare gli sviluppi in Iran. Ma prima di tutto bisogna rinunciare a guardare l’Iran dal punto di vista dell’occidente. Quando si parla di Iran, viene in mente prima di tutto fondamentalismo, repressione e dispotismo. Senza dubbio in Iran governa un regime repressivo. Questa è una delle dimensioni. Un’altra realtà è quella dei popoli iraniani. E c’è una società iraniana, la realtà sociale dell’Iran. Non si può parlare di quell’unico Iran. Così come non si può parlare di un’unica Europa. Cos’ come ci sono diverse Europa, USA, diversi francesi, tedeschi, così ci sono anche iraniani diversi.

L’originalità del cambiamento in Medio Oriente

D’altra parte gli eventi in Iran vanno analizzati sulla base della storia mediorientale e iraniana. Democratizzazione e libertà non vanno considerati da un punto di vista occidentale, ma questi processi vanno considerati dal punto di vista della realtà medio – orientale – storica. Non è pertinente analizzare i processi storici come in Europa o negli USA come democratici e i processi al di fuori di queste regioni come fallaci dal punto di vista della democrazia. La democrazia in Medio Oriente si svilupperà da sé. E lì anche le libertà. Come lo ha chiamato il Presidente Öcalan: „Perché i nostri occhi sono diventati ciechi abbiamo disprezzato noi stessi e non abbiamo visto i nostri propri valori.“ Questa è una constatazione importante. Questa affermazione non vale solo per i curdi, ma anche per gli iraniani e gli arabi. Öcalan ha fatto questa constatazione per le società dell’intero Medio Oriente. Con questo la democratizzazione in Iran va considerata all’interno del contesto storico del Medio Oriente e dell’Iran.

Il desiderio di democrazia e di libertà

Come hanno già sottolineato alcuni, gli sviluppi in Iran non avvengono per via dell’influenza statunitense o britannica. O come lo chiama l’attuale dominio iraniano, non attraverso il loro intervento. Anche se USA e Europa da questo punto di vista intraprendono tentativi multidimensionali, è sbagliato limitare gli sviluppi in Iran alla loro influenza. Questa è un’offesa dei desideri delle popolazioni medio – orientali di democrazia e libertà. Ovviamente impostazioni libertari e democratici dei popoli del mondo influenzano l’Iran, ma con questo non si intende la politica degli USA e dell’Europa. O la loro democrazia. Certamente ci sono però determinati valori positivi che sono risultati della lotta storica dei popoli europei. Questo ha certamente influenzato la lotta dei popoli. Questo è un altro punto. Ma sostenere che gli USA e l’Europa hanno influenza uno-a-uno è un rovesciamento delle cose.

L’influenza del movimento di liberazione

Se si fosse invece detto che „gli sviluppi in Iran” siano stati maggiormente influenzati “dalla lotta di democrazia e libertà dei curdi“, sarebbe stata un’affermazione più corretta. Perché è un’analisi più giusta e realistica che il Movimento di Liberazione curdo in Medio Oriente abbia acceso la miccia della democrazia e della libertà e che questo ha influenzato la società iraniana, che dire che siano stati l’occidente e l’Europa a farlo in questa misura. Naturalmente accanto ai popoli iraniani, sono in particolare i curdi a essere influenzati dalla lotta di liberazione curda. Con questo non intendiamo che tutti gli sviluppi in Iran sono avvenuti grazie a questo. Nella storia del Medio Oriente anche l’Iran ha esperienze libertarie e democratiche. Se il Medio Oriente è il fondamento dei valori comunalisti e democratici, allora la vita comunale e democratica ha la sua maggiore influenza in Kurdistan e in Iran. È noto che i curdi e i persiani hanno le stesse radici etniche e appartengono allo stesso ceppo linguistico. È anche noto che i persiani e beluci appartengono a questo ceppo linguistico. Il termine „Iran“ significa nella radice della parola “Paese degli ariani”.

Le dinamiche interne in Iran

Gli sviluppi in Iran si possono spiegare con le dinamiche interne. In particolare l’attuale regime degli Ayatollah non ha risposto alle aspettative della popolazione. La società è stanca di questo dominio repressivo. È insoddisfatto del modo con il quale funziona questo regime. Ma questo non significa che questa società vuole vivere come l’occidente o avere la vita politica, sociale o culturale che c’è lì. Anche la società iraniana vuole sviluppare le sue libertà e la democrazia. Ma è innegabile che questo non sia il desiderio di valori europei. Perché la base del movimento in Iran è costituita da gruppi che hanno valori islamici e che li considerano elementari.

Fûad Berîtan Co-Presidente della Società Libera e Democratica del Kurdistan Orientale (KODAR), sul punto di vista orientalista nei confronti dell’Iran e le dinamiche sociali generali in Medio Oriente.

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