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L’attacco su Afrin è un crimine di guerra destinato a fallire

L’attacco su Afrin è un crimine di guerra destinato a fallire

“Che il progetto rivoluzionario dell’emancipazione di genere, della democrazia diretta, della convivenza multi-religiosa e multietnica e dell’ecologia sociale prevalga contro le forze tiranniche e del caos rilasciate contro il mondo tramite la guerra criminale di terrorismo”.

Le reazioni contro gli attacchi genocidi dello stato turco contro il cantone di Afrin nel nord della Siria stanno crescendo, insieme alla solidarietà con la storica resistenza di Afrin. Politici e accademici hanno parlato col giornale Yeni Özgür Politika riguardo all’attuale operazione turca di invasione di Afrin, condannando questo tentativo militare e politico della Turchia.

Johanna Riha, direttrice delle politiche del Gruppo Parlamentare sulla Salute Globale e ricercatrice post-dottorata al Centro per il Governo e Diritti Umani all’Università di Cambridge, ha fatto questo commento:

“L’attacco contro Afrin è un crimine di guerra, con intento genocida ma destinato a fallire. Le forze rivoluzionarie in controllo in Rojava, nel nord della Siria, continueranno effettivamente a resistere il massacro criminale del fascista stato turco, proprio come hanno fatto a Kobane. È cruciale che la comunità internazionale faccia sentire la sua voce contro questi crimini contro l’umanità. Che il progetto rivoluzionario dell’emancipazione di genere, della democrazia diretta, della convivenza multi-religiosa e multietnica e dell’ecologia sociale prevalga contro le forze tiranniche e del caos rilasciate contro il mondo tramite la guerra criminale di terrorismo”

Un altro messaggio in solidarietà ad Afrin viene da Quim Arrufat, un ex deputato di Candidatura d’Unitat Popular (Candidatura d’Unità del Popolo, CUP) nel parlamento regionale della Comunità Autonoma della Catalogna, conoscitore del Medio Oriente.

Quim Arrufat ha pronunciato la seguente dichiarazione rispetto agli attacchi d’invasione dello stato turco.
“Dalla Catalogna assistiamo con orrore alla passività della comunità internazionale verso le aggressioni militari e terroriste di cui il cantone di Afrin sta soffrendo. Dopo circa sei lunghi anni di resistenza al regime di Assad e ai gruppi terroristi che hanno devastato la Siria, non capiamo come la Turchia possa bombardare un area di pace e coesistenza come Afrin. È proprio vero che la Siria sia diventata il giardino di operazioni geostrategiche di poteri esteri, lontani dagli interessi dei siriani. Ma questa follia deve finire. L’intera comunità internazionale dovrebbe scontrarsi con la Turchia e fermare il massacro che sta accadendo. La stabilità di pace in Siria attraversa una partecipazione attiva del Rojava e dei popoli della Siria in cerca di un modello democratico, pacifico e confederale per tutta la Siria, che sembra venir distrutto con la punizione di Afrin e la sua popolazione civile. Dobbiamo dire basta. Tragicamente sappiamo che solo le persone salvano altre persone”.

Secondo il Partito di Solidarietà dell’Afghanistan, il membro esecutivo Selay Ghaffar ha detto che la difesa della causa giusta di Afrin è dovere di tutti coloro che lottano per un mondo privo di oppressione e ingiustizia.
Selay Ghaffar ha dichiarato che “I popoli curdi e afghani stanno lottando per la libertà, giustizia, e uno stato indipendente. Abbiamo nemici in comune, e quindi la nostra lotta è la stessa. Il popolo del Kurdistan avrà sempre il nostro sostegno. Il movimento di resistenza in Kurdistan è una fonte di ispirazione per il popolo afghano. Proclamano il nostro sostegno senza riserve per la lotta stancante dell’eroico popolo di Afrin. Crediamo che la difesa della causa giusta di Afrin è dovere di tutti coloro che lottano per un mondo privo di oppressione e ingiustizia”.

Selay Ghaffar ha continuato: “Vorremmo manifestare qui a Kabul in sostegno al movimento di resistenza di Afrin e condanniamo il fascista regime di Erdogan e di altri stati imperialisti che stanno a guardare questo genocidio ma sfortunatamente a causa di regioni di sicurezza non abbiamo il permesso di fare alcuna azione in strada”.

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