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La Turchia condanna le politiche curde Gultan Kisanak e Sebahat Tuncel a 14 e 15 anni di carcere

La Turchia condanna le politiche curde Gultan Kisanak e Sebahat Tuncel a 14 e 15 anni di carcere

Le autorità giudiziarie turche venerdì hanno condannato le politiche curde ad un totale di 29 anni e tre mesi di detenzione. Sono Gulten Kisanak, sindaca eletta della provincia di Diyarbakir, e la Co-presidente del Partito democratico delle regioni (DBP) Sahabat Tuncel. Un tribunale turco nella città di confine di Malatya ha sentenziato che entrambe le politiche sono colpevoli di ” appartenenza a organizzazione terroristica” e di “propaganda terroristica” per i loro discorsi e le attività politiche in vari anni.

Gulten Kisakan ha ricevuto una condanna di 14 anni e tre mesi mentre a Sebahat Tuncel sono stati comminati 15 anni di carcere. L’avvocato Cihan Aydin, che ha difeso Gulten Kisanak, ha affermato in un tweet che il tribunale turco ha cambiato giudizio 16 volte in oltre 16 udienze del processo contro le due.

Ha aggiunto che Kisakan, che è stata in detenzione per oltre due anni, è apparsa davanti alla corte per la prima volta il giorno della condanna, osservando che a Sebahat Tuncel, che è in sciopero della fame, non è stata data nemmeno questa opportunità nemmeno una volta.

L’amministrazione del presidente Recep Tayyip Erdogan, aveva rimosso Gulten Kisanak dal proprio incarico insieme all’altro co-sindaco di Diyarbakir, Firat Anli, nel novembre del 2016, Poco dopo erano stati arrestati. Diyarbakir, la più grande città curda, è ancora amministrata da un funzionario designato da Erdogan mentre il paese si prepara per recarsi ai seggi per eleggere i nuovi sindaci nelle imminenti elezioni a marzo.

Sebahat Tuncel è stata arrestata dalla polizia che l’aveva trascinata per le vie di Diyarbakir alcuni giorni dopo che aveva protestato contro la repressione sui politici curdi che ancora continua. Gulten Kisanak, ex giornalista, ha trascorso un periodo e carcere militare di Diyarbakir, doveha affrontato la tortura assieme agli altri detenuti politici dopo che i militari turchi avevano preso il potere nel 1980.

L’ex alleato di Edogan e portavoce del parlamento turco Bulent Arinc nel 2012 aveva citato le torture che l’allora deputata aveva subito in prigione, definendola “immorale”.

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