La settantacinquenne Sise in prigione: Ascoltate la mia voce Reviewed by Momizat on . Le condizioni di salute di Sise, settatacinque anni, in prigione per aver "aiutato un'organizzazione terrorista", stanno peggiorando. "Udite la mia voce, fate q Le condizioni di salute di Sise, settatacinque anni, in prigione per aver "aiutato un'organizzazione terrorista", stanno peggiorando. "Udite la mia voce, fate q Rating: 0
You Are Here: Home » DONNE » La settantacinquenne Sise in prigione: Ascoltate la mia voce

La settantacinquenne Sise in prigione: Ascoltate la mia voce

La settantacinquenne Sise in prigione: Ascoltate la mia voce

Le condizioni di salute di Sise, settatacinque anni, in prigione per aver “aiutato un’organizzazione terrorista”, stanno peggiorando. “Udite la mia voce, fate qualcosa per me. Non riesco a vivere qui” dice Nonna Sise nel messaggio mandato tramite i suoi avvocati.

La settantacinquenne Sise Bingöl, comunemente nota come Nonna Sise, è stata condannata a quattro anni e due mesi di prigione per “aver aiutato un’organizzazione terrorista” e mandata alla prigione Mųs (categoria E). Nei mesi recenti è stata trasferita alla prigione di Tarsus (categoria T) senza alcuna informazione alla famiglia e ai suoi avvocati riguardo il trasferimento. Le condizioni di salute di Nonna Sise peggiorano di giorno in giorno. Lotta per restare in vita con l’aiuto di altre prigioniere. Costantemente malata, Nonna Sise è stata portata in ospedale in manette.

Nonostante la sua età e le sue malattie, tutte le richieste per il suo rilascio sono state negate, pur essendo stata portata numerose volte in ospedale. Nonostante il rapporto dell’Istituto Medico Forense (ATK), che dice che “Lei non può restare in prigione”, non è stata rilasciata.

Le manette sono state tolte sotto richieste dei medici.

L’ATK ha in seguito cambiato il suo rapporto e Nonna Sise ha negato di essere andata in ospedale per protestare contro il rapporto di salute. Nei giorni recenti, Sise è stata portata in ospedale sotto richiesta delle sue compagne di cella. È stata portata in ospedale in manette, poi tolte dopo le proteste dei medici. Dopo la cura è stata ammanettata nuovamente e riportata in prigione.

“Fate qualcosa per me”

Nonna Sise ha mandato un messaggio tramite i suoi avvocati dicendo “Ascoltate la mia voce, fate qualcosa per me. Non riesco a vivere qui. Protestate per me e per tutti i prigionieri come me”

© 2013 UIKI-Onlus Team

Scroll to top