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Iran: attivisti uccisi in carcere

Si saputo che in Iran altri due attivisti hanno perso la vita dopo essere stati arrestati. L’avvocata e attivista Nesrin Stude sul canale radio in lingua persiana Europa Azadî ha dichiarato che secondo quanto riferito dai parenti, altri due attivisti sono stati uccisi nel carcere di Evin a Teheran dopo il loro arresto durante azioni di protesta.

Già in precedenza Sîma Qenberî, Musin Adil e Wehîd Heyderî avevano perso la vita in diverse carceri in Iran. Nel carcere di Evin così il numero degli uccisi è salito a tre. Gli altri casi di morte di sono verificati nelle carceri di Dizfuli e Erak nella provincia di Ehwaz.

Negli attacchi delle forze di sicurezza contro i manifestanti sono rimaste uccise almeno 21 persone. Centinaia sono state ferite, migliaia arrestate. Nelle carceri sono state uccise complessivamente cinque persone.

Le autorità iraniane stanno pianificando l’esecuzione di due detenuti curdi che si trovano nel braccio della morte dal 2009. Le autorità iraniane hanno affermato che i cugini Murad sono coinvolti nell’uccisione del fratello dell’imam di Merivan che hanno respinto.
Zanyar e Luqman sono detenuti nel carcere Recayi Shar a Kerec. Iqbal Muradi fratello di Zaynar Muradi ha affermato che l’esecuzione dei cugini Muradi è imminente e che non vedono suo figlio e suo nipote da molto tempo.

La pena di morte contro tutti i detenuti politici, compresi Zaynar e Luqman può essere eseguita in ogni momento. La crisi politica in Iran aumenta questa possibilità. Quando guardiamo alla storia dell’Iran vediamo che l’Iran ha sempre scelto di giustiziare i detenuti poitici allo scopo di eliminare le minacce contro di sè. Come hanno giustiziato i curdi e i militanti di sinistra negli anni ’80, ha affermato Murad.

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