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Intervista deputata BdP Sabahat Tuncel

Intervista deputata BdP Sabahat Tuncel

di Emanuela Irace per Noi Donne

“Il comportamento della polizia turca è profondamente diverso da quello che ci si aspetta in un paese democratico. Io stessa sono stata arrestata. E nonostante sieda in Parlamento ancora oggi non posso uscire dal mio paese. La mia colpa è di essere di etnia curda”.
I curdi non sono riconosciuti dal governo di Erdogan. Contro di loro si è scatenata l’assimilazione violenta, conseguenza del nazionalismo turco. Una spina al fianco per un paese in crescita che ambisce ad entrare in Europa. Ma sulle minoranze la chiusura del Governo sembra abbia aperto uno spiraglio. Da quando nel 2009 sono iniziate le trattative per il processo di pace volute dal leader curdo Ocalan. Una road map rispettata dal Pkk e dal popolo curdo.  Arrivata oggi a un punto di stallo.

Sabahat Tuncel ha 38 anni. Non è sposata e si dedica completamente alla politica. Una vita difficile per una donna, attenta alle politiche per le donne.

<Commissione per le pari opportunità nel Parlamento turco e ti dico che le politiche di genere sono un terreno scivolosissimo e molto faticoso. E’ quel che ti dicevo prima rispetto al comportamento della polizia. E’ vero, noi abbiamo ospitato la Convenzione di Istanbul contro la violenza alle donne. E siamo stati il primo paese firmatario. Ma nella prassi quotidiana è tutto molto complicato. E’molto raro che le donne vadano in tribunale. E’difficilissimo che attraversino tutto l’iter giudiziario. Anche se sono vittime di violenze incontrovertibili. Inizia tutto nei commissariati. Quando le donne vanno a sporgere denuncia contro il marito sono gli stessi poliziotti che le convincono a ritornare a casa. “Perché nei matrimoni c’è baruffa”, dicono, “e quello dopotutto è tuo marito”. Voglio dire che se anche ci sono violenze fisiche reiterate il comportamento è sempre lo stesso. I poliziotti spingono a passarci su. A non sporgere denuncia. Così ci ritroviamo che le vittime, le donne morte per mano del marito, sono mille volte più di quelle che denunciano. Eppure abbiamo una legge dello stato che prevede l’allontanamento obbligatorio di 6 mesi al marito violento. Ma è una procedura che quasi nessuno segue perché poco concessa dagli stessi tribunali. E’ una questione di cultura. Di mentalità. Questo Governo considera le donne persone di seconda categoria. E tutto l’apparato che sta intorno è convinto che sia così. L’AKP, il partito di Erdogan, ogni tanto fa qualche legge in favore delle donne. Come per esempio per gli asili nido. Ma ogni volta trova i mezzi, e la cultura ripeto, per non applicarle>>.

12 luglio 2013

TISCALI

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