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Iniziativa per la Libertà di Öcalan: No alle politiche di massacro dallo Stato turco contro Rojava, Şengal e Mexmûr

Iniziativa per la Libertà di Öcalan: No alle politiche di massacro dallo Stato turco contro Rojava, Şengal e Mexmûr

Pubblichiamo il testo letto durante la conferenza stampa dell’Iniziativa per la Libertà di Öcalan a Strasburgo il 17 dicembre:

All’opinione pubblica e all’umanità
Noi, come Iniziativa per la Libertà di Öcalan, il 17 dicembre 2018 dichiariamo di iniziare uno sciopero della fame per mettere fine alle politiche di isolamento imposte dallo Stato turco al Leader del popolo curdo e compagno dei popoli oppressi Abdullah Öcalan.

Sono tre anni che non abbiamo informazioni sul Leader Öcalan. Richieste di visita di componenti della famiglia, avvocati, parenti e esponenti delle istituzioni internazionali negli ultimi tre anni sono state respinte in modo arbitrario attraverso decreti speciali dello stato di emergenza. Lo Stato turco e il Presidente Erdogan hanno deliberatamente bloccato le visite a Öcalan e attraverso un decreto speciale lo hanno messo in uno stato di totale impossibilità di comunicare. Dato che non abbiamo ricevuto informazioni su Öcalan negli ultimi tre anni, non abbiamo notizie sulle sue condizioni di sicurezza e di salute. Senza ombra di dubbio questa è tortura!

Nessuno può approcciarsi in questo in questo modo al leader di una nazione. Soprattutto nessun meccanismo per la prevenzione di guerra e tragedie è stato accettato dallo Stato turco. Questo regime di isolamento è in atto da venti anni, isolando Öcalan dal resto del mondo. Questo però non bastava. Negli ultimi tre anni funzionari turchi hanno continuato a dichiarare di seguire una politica del “lasciarlo morire”.

Noi sappiamo bene che queste politiche di isolamento non vengono messe in atto esclusivamente da Erdogan e dallo Stato turco. Queste politiche sono state approvate da Stati Uniti, Europa e da alcuni Stati regionali. Lo Stato turco e Erdogan mettono in pratica tutte le decisioni relative ai curdi e a Öcalan con l’approvazione degli Stati internazionali. Di fatto la cospirazione contro Öcalan nel 1999, che continua fino ad oggi, è stata un atto di collaborazione internazionale. Questo significa che gli Stati europei e le istituzioni internazionali, evidentemente responsabili per la soluzione dei problemi, sono complici. Come hanno collaborato nella cospirazione internazionale del 1999 per annientare il movimento di liberazione del Kurdistan, ora in modo simile intensificano l’isolamento dell’isola carcere di Imrali per continuare la cospirazione. Questo è l’obiettivo dell’isolamento e di questa attuazione intensificata.

Noi facciamo un appello speciale all’Europa, al Parlamento Europeo e al CPT (Comitato per la Prevenzione della Tortura)
Sull’isola carcere di Imrali viene perseguita una politica anti-umana. Se un prigioniero e un leader venisse isolato dalla sua famiglia e dalla sua nazione per tre anni, questo non sarebbe un approccio umano, etico o politico. Un approccio di questo tipo non esiste in nessuna parte del mondo. Non esiste perché perfino Paesi e gli stili di leadership fascisti non hanno un simile approccio. Anche in Turchia non esiste una legge del genere, né nella Costituzione né nel codice penale. Questa situazione viene portata avanti arbitrariamente per decreto speciale.

Si tratta di un’attuazione non-umana e fascista, praticata per vendicarsi e ricattare. Con questo approccio, nella persona di Öcalan vogliono soggiogare il popolo curdo. Non abbiamo dubbi che il fascista Erdogan e lo Stato turco traggono il coraggio per questa crudeltà dagli Stati europei, dagli USA e da varie istituzioni internazionali.

Il Consiglio d’Europa, il Parlamento Europeo e il CPT devono prendere una posizione adeguata rispetto a queste politiche non-umane. Invece di prendere posizione contro guerra, massacri, genocidio e tortura, invece di promuovere la pace e trovare soluzione ai problemi, sfortunatamente si rendono invece complici nei crimini che lo Stato turco ha commesso e commette continuativamente in Kurdistan.

Erdogan sta massacrando i curdi, li sta torturando, barbaricamente uccidendo i loro bambini, mentre porta avanti ogni sorta di umiliazione nei loro confronti. Insieme a ISIS hanno trasformato il Medio Oriente e anche l’Europa in un lago di sangue. Nonostante questo il Consiglio d’Europa e il Parlamento Europeo stanno applaudendo Erdogan. Il Comitato per la Prevenzione della Tortura (CPT), l’istituzione con la maggiore responsabilità per la prevenzione della tortura, si schiera con Erdogan e con i crimini commessi nell’isola carcere di Imrali. Rispetto a ciò che Erdogan dice, a ciò che lo Stato turco vuole attuare, i funzionari del CPT si adguano. Se il CPT non si fosse allineato con Erdogan, oggi Öcalan non sarebbe costretto in un isolamento di questa intensità.

Il CPT è ben consapevole della tortura sistematica che viene praticata a Imrali. La tortura non si limita alla pratica del bastinado, all’impiccagione di palestinesi o alle pratiche nel carcere militare di Amed. Venti anni di isolamento e reclusione solitaria, tre anni nell’impossibilità di comunicare, di privazione dell’accesso ai media, tutto questo costituisce un’orrenda forma di tortura. Il CPT che è l’istituzione essenziale del Consiglio d’Europa, è ben consapevole di questo. Ma quando il soggetto sono il popolo curdo e Öcalan, diventa politico e chiude gli occhi davanti a ogni farma di barbarie.

Facciamo appello al Consiglio d’Europa, al Parlamento Europeo e al CPT perché compiano il loro dovere e di prendano una posizione corretta, adeguata alla loro missione. Dovrebbero o compiere il loro dovere o chiarirsi; o prevenire la tortura o dichiarare pubblicamente le loro intenzioni. Perché siete amici e alleati dello Stato turco, non siete in grado di svolgere il vostro dovere. Perché operate per garantire i vostri interessi economici e militari, eludete le vostre responsabilità.

Ovunque ci siano tortura e ingiustizia in questo mondo, voi avete una responsabilità imparziale di prevenirle. Quali che siano identità, lingua e colore del prigioniero o del popolo confrontato con l’ingiustizia, voi avete una missione umanista di difenderli ugualmente. Ma fino ad ora avete agito con pregiudizio, in modo unilaterale e razzista. Quando Öcalan è diventato tema della discussione, voi vi siete allineati con lo Stato turco. Avete chiuso i vostri occhi di fronte agli atti inumani dello Stato turco e in questo modo siete diventati complici di questo crimine.

Nonostante il fatto che il popolo curdo sia sottoposto a una campagna di terrorismo da parte dello Stato turco e il loro leader a un isolamento totale da tre anni, il Consiglio d’Europa e le sue istituzioni affiliate, anche al livello più basso, non hanno fatto il loro dovere. Questo mostra che sono allineati con lo Stato turco. Nonostante questa ingiustizia e queste terribili azioni, il popolo curdo persevera nella sua campagna per ottenere libertà, uguaglianza e giustizia.

Öcalan ha un ruolo decisivo nella soluzione della questione curda. Per questo sedeva al tavolo negoziale con lo Stato turco. Azioni illegali nei suoi confronti e il suo isolamento arbitrario devono cessare immediatamente. Il popolo curdo è estremamente preoccupato per le sue condizioni di sicurezza e di salute. Per questo i suoi deputati che sono stati eletti democraticamente dalla loro comunità, insieme a migliaia di prigioniere e prigionieri politici nelle carceri della Turchia, sono in uno sciopero della fame a tempo indeterminato. Fuori dal Paese migliaia di persone sostengono questa campagna. La deputata HDP e co-Presidente del DTP, Leyla Güven, che come donna e come politica ha sentito la sua responsabilità, il 7 novembre ha lanciato uno sciopero della fame a tempo indeterminato. La sua coraggiosa azione iniziata con una domanda, ha raggiunto la soglia della morte. La sua richiesta è la fine delle politiche di isolamento imposte a Öcalan.

Noi, come Iniziativa per la Libertà di Öcalan, per mettere fine alle politiche di massacro portate avanti dallo Stato turco contro il nostro popolo in Rojava, Şengal e Mexmûr, e per mettere fine alle politiche di rigido isolamento imposte al Leader Öcalan, lunedì 17 dicembre lanciamo uno sciopero della fame a tempo indeterminato.

Il nostro obiettivo è di mettere fine all’isolamento e di avere notizie sulle condizioni di sicurezza e di salute di Öcalan. Noi diciamo chiaramente che questo sciopero della fame a tempo indeterminato andrà avanti fino a quando le nostre richieste non saranno state accolte. Noi dichiariamo all’opinione pubblica l’irremovibile determinazione della nostra azione fino alla fine.

Nomi delle e dei partecipanti:
1.Dilek Öcalan
2.Gulistan Çiya İke
3.Deniz Yeşilyurt
4.Nurgul Basaran
5.Ramazan Imir
6.Mehmet Nimet Sevim
7.Mustafa Sarikaya
8.Mohamad Ghaderi
9.Deniz Surgut
10.Ayvaz Ece
11.Yuksel Koç
12.Kardo Bokanî
13.Kerem Solhan
14.Agit Ural
15.Ekrem Yapici

Mettere fine all’isolamento, sconfiggere il fascismo e liberare il Kurdistan!
Non c’è vita senza il Leader!
Lunga vita al Leader Apo!
Jin Jiyan Azadî! (Donna, Vita, Libertà)

Con i nostri saluti
L’Iniziativa per la Libertà di Öcalan
17 dicembre 2018

© 2013 UIKI Onlus Team

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