KNK: Il genocidio contro I curdi yezidi Reviewed by Momizat on . Gli attacchi sistematici contro i curdi yezidi dal 3 al 24 Agosto 2013 devono essere attentamente documentati e investigati. Introduzione In questo dossier desi Gli attacchi sistematici contro i curdi yezidi dal 3 al 24 Agosto 2013 devono essere attentamente documentati e investigati. Introduzione In questo dossier desi Rating: 0
You Are Here: Home » SPECIALE » KNK: Il genocidio contro I curdi yezidi

KNK: Il genocidio contro I curdi yezidi

KNK: Il genocidio contro I curdi yezidi

Gli attacchi sistematici contro i curdi yezidi dal 3 al 24 Agosto 2013 devono essere attentamente documentati e investigati.

Introduzione

In questo dossier desideriamo condividere con voi importanti informazioni sulla guerra in corso in Siria ed Iraq. Come potrete raccogliere da queste informazioni c’è una grande guerra che sta accadendo in Medio Oriente e soprattutto in tutto il Kurdistan.

Il dossier mostra anche che i terroristi di ISIS stanno attuando un massacro su scala totale e un’atto di genocidio contro i curdi e gli altri gruppi religiosi(sciiti,cristiani,yezidi etc.) nella regione.I curdi sono impegnati in una guerra legittima di autodifesa per porre fine a questa sporca guerra contro l’umanità.

Stanno combattendo ISIS con armi e tecnologia militare limitata e hanno solo la loro forza di volontà ed il sostegno della popolazione.La tragedia è che i curdi sono stati lasciati soli in questa guerra che minaccia tutta l’umanità.Nonostante questo stanno resistendo.

Gli attachi di ISIS stanno continuando nel Kurdistan Rojava sul confine Iraq Siria.

Quando è iniziata la rivolta in Siria,la popolazione del Rojava-Kurdistan (“Rojava” è la parola curda per “occidente”, vale a dire il Kurdistan occidentale / Siria del nord) ha preso il suo posto nella rivoluzione.I curdi insieme agli assiri ,i caldei e gli armeni hanno incominciato a proteggere i loro territori tenendone fuori il conflitto.Le popolazioni nel Rojava hanno costituito la loro auto-amministrazione e si sono governati per oltre due anni.Questa situazione ha portato certe forze scioviniste,cioè il regime baathista ed i salafiti(ISIS, Al-Nusra ed il Fronte Islamico), ad attaccare il Rojava.

Lo stato turco,che non vuole che i curdi divengano una forza nella regione,ha sia sostenuto gli aggressori e ha chiuso i propri confini con la regione per attuare un’embargo contro i curdi.

Fino alla meta del 2013,gli attacchi erano sporadici.Tuttavia dal Luglio del 2013, ISIS
ha condotto un attacco che si è trasformato in un tentativo sistematico di distruzione e di annientamento. Negli ultimi 14 mesi,le regioni di Cezire, Kobani, Afrin (i tre cantoni nel Rojava Kurdistan in Siria) ed i quartieri curdi di Allepo sono stati sottoposti ad un attacco incessante.ISIS ha promosso l’uccisione di curdi come parte della Jihad,e ha legittimato religiosamente il saccheggio della proprietà curda e preso le donne curde come concubine.

Corridoio umanitario di sicurezza per i civili sul confine Iraq-Siria

Con la presa di Mosul,il 10 Giugno 2014,ISIS ha ottenuto molte opportunità.Il 2 di Agosto,ISIS ha avviato un nuovo attacco contro il Kurdistan.ISIS ha attaccato la città yezida di Sengal e ha preparato un nuovo massacro.A seguito di tale sviluppo,le forze delle YPG hanno combattuto e raggiunto il Monte Sengal.Qui hanno creato un corridoio di sicurezza per centinaia di migliaia di yezidi intrappolati sulla montagna privi di acqua e cibo per andare nel Rojava Kurdistan.Ci sono ancora più di diecimila Yezidi sul Monte Sengal.

ISIS adesso sta iniziando ad attaccare il corridoio formato dalle YPG.Il loro obiettivo è quello di rompere questo corridoio per massacrare le rimanenti persone sulla montagna.

A tal fine,il 18 di Agosto ISIS ha schierato tutta la sua artiglieria pesante alla fine del corridoio nel Rojava aJe`zaa (città situata sul confine tra Siria e Iraq).Secondo le informazioni che provengono,più di 24 combattenti delle YPG hanno perso la loro vita negli scontri con ISIS a Ja`zaa. Più di 140 militanti di ISIS sono stati uccisi negli ultimi cinque giorni di pesanti scontri a Ja`zaa e nei villaggi di Bêgara, Hemedan, Zerga e Arcê. Questi attacchi di ISIS stanno ancora continuando.Tuttavia, il mondo ha chiuso gli occhi davanti a questa resistenza e agli attacchi di ISIS in questa regione.

Le forze occidentali ed il proprio pubblico si sono resi conto di quanto sia disumana questa organizzazione ISIS durante i suoi attacchi in Iraq.

Contro gli attacchi di ISIS,l’Iraq ed il Kurdistan del sud sono stati sostenuti dalle potenze occidentali.Tuttavia,questo sostegno non è stato offerto alle popolazioni del Rojava;nonostante il fatto che la più efficace resistenza contro ISIS è in atto nel Rojava.

La regione del Rojava sta ancora subendo un embargo. Centinaia di migliaia di persone nel Rojava, tra cui gli Yezidi,sono in attesa di attenzione internazionale e aiuti umanitari. La minaccia di ISIS nel Rojava non è stata annullata. Se ISIS riesce nei suoi attacchi nel Rojava, una tragedia umanitaria peggiore è alle porte.

Alla luce di questo;l’embargo sul Rojava deve essere rimosso con effetto immediato e la lotta per la libertà della popolazione del Rojava deve essere sostenuta.

• Dentro questo quadro,il nostro appello urgente per le Nazioni Unite e l’Unione Europea è di mettersi in contatto con l’Amministrazione del Rojava allo scopo di offrire il sostegno necessario.

• Esortiamo la comunità internazionale ad includere il Rojava Kurdistan(Kurdistan occidentale,Siria) nel sostegno e negli aiuti umanitari che sono forniti al Kurdistan del sud (Iraq).

• Esortiamo anche la comunità internazionale a rimuovere l’embargo e ad aprire l’accesso ai confini che sono chiusi nel Rojava.

• Chiediamo un indagine legale indipendente sui crimini commessi da ISIS contro la comunità yezida nella rrgione di Sinjar.

I massacri di ISIS contro gli yezidi nel villaggio di Kocho

Nel corso di pesanti scontri intorno al monte Sinjar stanno proseguendo nuovi attacchi da parte dei terroristi di ISIS sul confine tra Iraq e Siria.Gli scontri sono scoppiati tra le HPG (Forze di difesa del Popolo), le YBS (Unità di resistenza di Sengal) e le bande che si fanno chiamare Stato islamico (IS) nella zona della provincia di Cezaa (in arabo Ja`zaa) e nei vilaggi,Begara, Hemedan,Zerga e Arce.ISIS sta tentando di impadronirsi del corridoio di sicurezza che è protetto dalle YPG tra Til Kocer e Sinjar (Shengal). Questo corridoio creato dalle YPG,impedisce maggiori massacri e ha salvato la vita di migliaia di yezidi.

Intanto pesanti scontri sono scoppiati il 20 Agosto tra la resistenza che difende Sinjar e le bande di ISIS nel villaggio di Heyalê . Le HPG (Forze di difesa del popolo) e le YBŞ (Unità della resistenza di Sinjar) hanno distrutto alcuni veicoli e ucciso molti esponenti delle bande e le bande hanno dovuto scappare dal villaggio.Il villaggio è stato completamente liberato.

Kocho,un villaggio yezida abitato da 250 famiglie,è stato circondato dai combattenti di ISIS il 3 Agosto 2014.

Tutte le armi da fuoco personali sono state inizialmente sequestrate alle famiglie yezide
su ordine di uno dei comandanti,chiamato Abu Hamza.Lo stesso comandante ha diramato
un’ultimatum agli abitanti yezidi del villaggio con questo messaggio:”Convertitevi all’Islam o affrontate la morte entro 24 ore”.

Per quanto riguarda il termine per l’ultimatum, le bande di ISIS hanno informato gli abitanti del villaggio che nulla sarebbe accaduto a loro, indipendentemente dall’ ultimatum.

Simili ultimatum sono stati imposti loro nei villaggi vicini di Tal Qasab e Hatamiya.In quest’ultimo villaggio,molti yezidi sono riusciti a scappare durante il primo giorno dell’arrivo di ISIS in questa zona.

Ciò ha provocato un serrato accerchiamento di Kocho attraverso il rafforzamento delle posizioni in tre sedi in tutto il paese da parte dei combattenti di IS.

Il 15 Agosto 2014 le bande di IS hanno raccolto tutti gli abitanti del villaggio in una scuola elementare,che avevano trasformato in un loro quartier generale, e hanno diviso gli uomini e le donne in gruppi separati.Le donne sono state portate in un luogo non identificato e il loro destino è ancora sconosciuto.

Gli uomini e i ragazzi sono stati spinti nella parte posteriore di un veicolo pick-up KIA,in gruppi di 20-25 persone, e allontanati in una località tra i 500 e i 1000 km dal villaggio.
Almeno tre gruppi sono stati portati via in questo modo.

I ragazzi e gli uomini sono stati allineati e costretti ad accovacciarsi per terra in uno stretto ammasso.Un esponente delle bande di ISIS li ha filmati e diversi altri terroristi di hanno aperto il fuoco sotto le loro urla Allahu Akbar in arabo(“Dio è grande”).

La vittima più giovane aveva 10-12 anni ed il più vecchio era un uomo di 80 anni.

Diverse delle vittime che erano rimaste ferite ma circondate dai corpi dei morti fingevano di essere morti e più tardi sono riusciti a scappare dopo che le bande di ISIS hanno lasciato il luogo delle esecuzioni.

Tre dei sopravvissuti sono stati intervistati intervistati dall’Esperto internazionale in risposta alle crisi di Amnesty International Donatella Rovera(vedi l’allegato).Le prime dichiarazioni delle vittime del villaggio di Kocho forniscono forti testimonianze degli attacchi di ISIS contro le popolazioni civili yezide.L’esecuzione di uomini e ragazzi e la presa in ostaggio di donne devono essere indagate a fondo in quanto costituiscono gravi violazioni del diritto penale internazionale e del diritto umanitario internazionale.

A questo riguardo l’elemento dell’”intenzionalità”deve essere adeguatamente indagato(per vedere se conforme all’intenzionalità’ sancita dall’articolo 2 della Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio, 1948)come le informazioni fino ad ora raccolte indicano fortemente che l’aggressione agli yezidi nel villaggio di Kocho può rappresentare un atto di genocidio.

Anche l’ampio e sistematico attacco ai civili yezidi iniziato tra il 3 ed il 17 Agosto 2014deve essere attentamente documentato e indagato.

Una grave crisi umanitaria in Kurdistan e Mesopotamia

Dopo che lo Stato Islamico(IS), conosciuto anche con gli acronimi di ISIS,ISIL e DAISH,ha attaccato le regioni occidentali della città di Mosul nel governatorato di Niniveh il 3 Agosto,più di 450.000 persone sono state sfollate.Molte di esse appartengono al ricco mosaico di comunità delle minoranze nella regione.

La regione di Sinjar è stata per migliaia di anni terra di diverse antiche comunità religiose e fedi minoritarie come yezidi,cristiani,kakai e caldei.

Comunità etniche come arabi,assiri,curdi e turcomanni compongomo la maggior parte della popolazione. Quest’area geografica ricca e diverrsa è una parte essenziale dell’antica Mesopotamia.
Il 3 Agosto le forze armate di IS hanno preso il controllo della regione di Sinjar dopo un ampio attacco che ha provocaro un inaspettato ritiro delle forzee curde Peshmerga.

Senza nessun avviso o piano di evacuazione,le comunità di minoranza della regione sono fuggite in preda al panico,temendo attacchi mortali e persecuzioni dai gruppi jihadisti radicali.

Più di 200.000 yezidi nella città di Sinjar sono fuggiti sul monte Sinjar,una catena montuosa lungo 100 km.Coloro che erano rimasti indietro in città e nei villaggi adiacenti sono stati presi in ostaggio o uccisi in esecuzioni sommarie.

Successivamente all’esodo di massa degli yezidi, la comunità internazionale ha visto aprirsi una grave crisi umanitaria quando i combattenti di IS hanno accerchiato l’area della montagna da tutti i lati.

Quasi 50.000 yezidi sono rimasti intrappolati sul monte Sinjar senza accesso a cibo, acqua, medicine e a un rifugio.

Poichè il monte Sinjar si trova in prossimità del confine siriano, un gruppo armato curdo siriano, le YPG -Forze di difesa del popolo- sono intervenute durante le prime 48 ore per aprire un corridoio umanitario dove gli yezidi potevano ottenere aiuto in Siria, dopo 12-24 ore di cammino. Molti anziani e bambini sono morti di disidratazione o di spossatezza. Autorità irachene e curde, assieme alle agenzie delle Nazioni Unite e le organizzazioni umanitarie, hanno adottato misure disperate per raggiungere gli yezidi attraverso lanci aerei di aiuti umanitari.

Quando il mondo ha rivolto la sua attenzione al monte Sinjar per impegnarsi in sforzi concertati per fornire aiuti e assistenza salvavita,i combattenti di IS hanno perpetrato un uccisione di massa in un villaggio yezida a 15 km dalla città di Sinjar.

Testimonianze da Kocho: Il villaggio che ISIS ha cercato di cancellare dalla carta geografica
18 Agosto 2014 Donatella Rovera

Elias un infermiere 59 enne mi ha detto:”Alle 11-11.30( Venerdì 15 agosto)ISIS ha chiamato tutti i residenti alla scuola secondaria,che è diventata il loro quartiere generale da quando sono arrivati nel villaggio due settimane fa.

Ci hanno chiesto di consegnare i nostri soldi, i nostri telefoni cellulari, e alle donne di consegnare la loro gioiellieria. Dopo circa 15 minuti hanno portato i veicoli e hanno iniziato a riempirli con uomini e ragazzi. Hanno spinto circa 20 di noi sul retro di un veicolo pick-up Kia e ci hanno accompagnati a circa un chilometro a est del villaggio. Ci hanno fatto scendere dal veicolo a bordo piscina e ci hanno fatto accovacciare a terra in un ammasso stretto e uno di loro ci ha fotografati. Ho pensato allora che dopo ci avrebbero lasciato andare, ma hanno aperto il fuoco contro di noi da dietro. Sono stato colpito al ginocchio sinistro, ma il proiettile ha soltanto sfiorato il mio ginocchio. “

Mi ha mostrato un foro a misura di proiettile nei suoi pantaloni dal suo ginocchio ferito.

“Mi solo lasciato cadere in avanti,come se fossi morto,e sono rimasto lì a facca in giù senza muovermi.Quando la sparatoria è terminata ho continuato ancora e dopo che se ne sono andati sono scappato via.Anche altri 5 o 6 erano ancora vivi e anche loro sono scappati dal luogo.Tutti gli altri sono stati uccisi.Conosco due di loro,erano vicini a me:

Khider Matto Qasem, di 28 anni e Ravo Mokri Salah, di circa 80 anni.Non so dove erano gli altri;ero troppo terrorizzato dal guardarmi attorno.Non ho potuto mettere a fuoco.

Non so cosa è successo alla mia famliglia,a mia moglie ,ai miei sette bambini,alla moglie di mio fratello e ai suoi due bambini.Non so se sono vivi o morti o dove sono.Non riesco a contattare nessuno in quanto hanno preso i nostri telefoni cellulari. “

Khider, uno studente di 17 anni,mi ha detto che anche lui faceva parte del primo gruppo di uomini e di giovani che erano stati ammassati sui veicoli e portati nei villaggi in periferia per essere fucilati.“Non c’era un ordine,loro(ISIS) hanno solo riempito i veicoli indiscriminatamente.Io e mio cugino,Ghaleb Elias siamo stati spinti sullo stesso veicolo.Eravamo vicini uno l’un l’altro quando ci avevano allineato sul terreno.Lui è stato ucciso.Lui aveva la mia stessa età e aveva lavorato come lavoratore giornaliero,prevalentemente nelle costruzioni.Non ho notizie di cosa è successo ai miei parenti e ai miei quattro fratelli e sei sorelle.Loro li hanno uccisi? Li hanno rapiti?Non so nulla di loro..”

Khider è fuggito con quella che sembrava una ferita superficiale alla schiena.

Un terzo sopravvissuto Khalaf,un padre di 32 anni mi ha detto:

“Io ero nel terzo gruppo.Prima di me,loro hanno portato via altri due veicoli pieni di uomini e di giovani.Siamo stati accompagnati a una distanza molto breve,probabilmente 200-300 metri.Non c’era nessun altro dove siamo stati portati.

Eravamo 20 o 30 stipati nel retro di un pick-up.Io non lo so per certo.Quando noi siamo arrivati ci hanno fatto stare in fila e poi uno ha gridato”Dio è grande”.’ [‘Allahu Akbar’] e c’è stata una sparatoria.C’erano probabilmente 10 di loro,ma erano dietro di noi.Non so quanti di loro abbiano aperto il fuoco.Sono stato colpito due volte,all’anca sinistra e al polpaccio sinistro.

“Dopo che la fucilazione è finita ho sentito i veicoli andarsene ; io e un altro uomo ci siamo alzati e abbiamo corso.Io ero andato in una direzione e l’altro uomo nell’altra.Io non so dov’è adesso.Non so dov’è ognuno,i miei bambini e la mia famiglia.Dove sono?Come posso trovarli?Tra gli uccisi vicino a me c’era Salah Qasem,il fratello di Elias[l’infermiere sopravvissuto all’uccisione del primo gruppo]e suo figlio Asem di 10- 12 anni e sette altri di cui conosco il nome e altri 10-12 di cui non conosco il nome in quanto non potevo vedere bene.Io ero così terrorizzato.Ho tenuto la testa abbassata e quando tutto è diventato tranquillo ed ero sicuro che erano andati sono corso via”.

Il bilancio delle vittime è sconosciuto.Il numero totale di quelli uccisi a Kocho non è conosciuto.Secondo i tre sopravvissuti che ho intervistato,dopo aver radunato gli abitanti
del villaggio nella scuola locale,i combattenti di ISIS hanno portato via almeno tre gruppi
di uomini e ragazzi per ucciderli,20-25 alla volta.

Molti degli uomini e dei ragazzi del primo e del terzo gruppo sono stati uccisi,mentre si pensa che tra i sei e gli otto sono riusciti a scappare.

Non si sa se qualcuno è sopravvissuto nel secondo gruppo,anche la numerazione di 20-25 persone.Non è conosciuto quanti altri gruppi hanno sofferto lo stesso destino.Viene riferito che centinaia di uomini,donne e bambini sono stati portati da Kocho a Tal Afar-a metà strada tra Sinjar e Mosul-dove I gruppi di ISIS stanno tenendo gli altri civili yezidi rapiti.Ma non poteva essere confermato.

Secondo i residenti di Kocho con cui sono stata in contatto prima dell’incidente,il villaggio aveva una popolazione di oltre1200 persone.Da venerdì icontatti con loro sono andati persi.I loro parenti che vivono altrove, non sono in grado di tenersi in contatto e rimangono estremamente preoccupati per la loro sicurezza.

Koco è rimasto sotto assedio dai gruppi di ISIS da quando hanno preso il controllo della regione di Sinjar il 3 Agosto,ed il contatto con i residenti è stato da allora difficile.

I sopravvissuti dell’ultima uccisione di venerdi, mi hanno detto che la pressione dei combattenti di ISIS è aumenata significativamente una settimana fa,dopo che i residenti del vicino villaggio di Hatemiyah,il quale è stato circondato in modo simile,hanno tentato di scappare:

“Da allora la sorveglianza su di noi è diventata molto stretta.Non potevamo andare da nessuna parte e far nulla.Siamo rimasti soltanto nelle nostre case.ISIS ha inizialmente chiesto che dovevamo convertirci[per i gruppi armati di marca fondamentalista dell’islam sunnita]ma più tardi hanno detto che non era necessario se non lo volevamo,e che nulla ci sarebbe capitato.Ma noi eravamo impauriti”.

Come si è visto, la gente di Kocho aveva ragione di avere paura.Ora la pressione è sullo scoprire cosa è successo al resto dei residenti di Kocho.

Source: http://livewire.amnesty.org/2014/08/18/testimonies-from-kocho-the-village-isis-tried-to-wipe-off-the-map/

Conclusioni

Cosa è meno conosciuto e non adeguatamente riferito dai media, sono i brutali attacchi contro civili innocenti curdi,assiri,armeni e arabi nel Rojava(kurdistan occidentale- Siria),molti dei quali sono fuggiti da altre parti della Siria dilaniata dalla guerra e che ora sono tra gli oltre 1.4 milioni di IDP,che finora non sono stati sostenuti dalle Nazioni unite o dagli aiuti umanitari del Comitato internazionale di soccorso ICR.

Dall’occupazione di Mosul il 10 Giugno,ISIS ha ampiamente intensificato i suoi attacchi in Iraq e ha perpetrato numerosi attacchi rivolti contro comunità specifiche.

Inanzitutto sono stati presi di mira i cristiani(Assiri ,Caldei),le loro chiese distrutte,le persone uccise,i beni confiscati e migliaia di persone costrette a fuggire per salvarsi la vita da terre ancestrali che le loro famiglie avevano vissuto per migliaia di anni.Gli yezidi,i sabak, i curdi mussulmani a Mosul e gli sciiti turcomanni a Telafer hanno sofferto simili atrocità e violazioni.Il 2 Agosto di quest’anno ISIS ha attaccato la città di Sinjar,vicino a Mosul.Sinjar è popolata dai curdi yezidi, e terra natia dei loro luoghi sacri.Gli attacchi di ISIS e le minacce di assassinare chiunque resistesse loro,hanno costretto oltre cento mila persone a scappare dalla loro città e a trovare rifugio nelle montagne circostanti,dove ora è in corso una crisi umanitaria e di proporzioni mastodontiche e senza precedenti.

Allo stesso tempo,ISIS ha preso in ostaggio migliaia di persone,ci sono resoconti confermati dell’uccisione di molti degli uomini e del sequestro e della vendita di donne e ragazze yezide come schiave.La minaccia di ISIS,poichè continua ad avanzare sia attraverso l’Iraq e la Siriab scatenando vendette barbare su chiunque sul suo cammino,mette in pericolo non soltanto civili innocenti,uomini,donne e bambini,ma l’intera regione,ed in effetti il mondo.

E’ un gruppo radicale islamista fondamentalista,jihadista e salafita che comanda un ampia
rete internazionale,che recluta giovani e con facilità uomini radicalizzati da molti paesi,inclusi quelli europei.

All’inizio della rivolta in Siria, molti governi, tra cui quelli occidentali, non sono riusciti a vedere in ISIS come una minaccia e invece lo hanno considerato con indulgenza perchè era apparentemente contrario al regime di Assad e sembrava combattere a fianco dell’Esercito libero siriano.

Sfortunatamente ISIS è sostenuto ancora da Qatar,Arabia saudita e Turchia,nonostante il fatto che minaccia la stabilità dell’intera regione e prende di mira tutti i non mussulmani(cristiani,yezidi,drusi) cosi come gli sciiti,gli aleviti e tutti i curdi indipendentemente del loro credo.

E’ vitale per la pace e la vita di tutti i suoi popoli,che ISIS venga sconfitta e che il sostegno da parte di stati regionali venga ritirato.

I curdi di distinguono come la forza dominante contro ISIS in Siria ed Iraq.I curdi del Rojava(Kurdistan occidentale)dove le YPG e le YBS(Unità della resistenza di Sengal) stanno difendendo I loro confini dagli attacchi di ISIS e stanno difendendo i villaggi e la loro popolazione contro il saccheggio,l’assassinio,lo stupro ed il rapimento non hanno avuto il sostegno necessario di cui hanno bisogno e meritano.

Invitiamo la comunita internazionale a includere il Rojava Kurdistan
(Kurdistan occidentale Siria) nel sostegno e negli aiuti umanitari che sono forniti al Kurdistan del Sud(Iraq)

Chiediamo anche alla comunità internazionale di rimuovere l’embargo e ad aprire gli accessi ai confini che sono vicini al Rojava

www.kongrakurdistan.net

© 2013 UIKI-Onlus Team

Scroll to top