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Il Forum Internazionale ‘Cambiamento Demografico e Pulizia Etnica di Afrin’ è iniziato a Amude

Il Forum Internazionale ‘Cambiamento Demografico e Pulizia Etnica di Afrin’ è iniziato a Amude

Il Forum Internazionale sul Cambiamento Demografico e Pulizia Etnica di Afrin è iniziato nella città di Amude del Nordest Siriano. Il forum internazionale è organizzato dal Centro di Studi Strategici del Rojava e vi partecipano politici e intellettuali, tra cui personalità celebri da tutto il mondo. Il Forum parla dell’occupazione turca e dei suoi alleati e delle pratiche di pulizia etnica, insieme ai crimini commessi dalla Turchia e dai mercenari contro l’umanità.

Il discorso di apertura è stato tenuto dal Dr. Ehmed Sino, un esecutivo del Centro Ricerche Strategiche del Rojava. A seguire è stato presentato un film sugli attacchi su Afrin dello stato turco.

Bernard Kouchner, ex Ministro degli Esteri francese, che sta partecipando al forum, ha fatto delle valutazioni sull’occupazione turca di Afrin e degli attacchi eseguiti in questa dimensione.

Kouchner ha detto: “Dobbiamo opporci alle pratiche violente dell’occupazione turca. Dobbiamo chiederci il perché del silenzio rispetto a quello che stanno subendo i curdi. Il popolo del Rojava è importante per noi perché sta subendo violenza da vicini da ogni parte”.

Kouchner ha enfatizzato che tornato a casa lavorerà seriamente per assicurare la fine delle politiche omicide dello stato turco, degli esili forzati e del cambiamento demografico.

Ricordando che stati come Russia, Iran e USA vogliono stabilire un dominio sul Medio Oriente, Kouchner ha detto che il popolo del Rojava è colpito direttamente dalle politiche su questo territorio. Kouchner ha detto di essere dalla parte di Afrin.

Testimonianze da Afrin raccontano i massacri al Forum Internazionale

Diversi testimoni dei massacri e delle violazioni compiute dallo stato turco e dai mercenatlri hanno raccontato le loro storie al Forum Internazionale sul Cambiamento Demografico e Pulizia Etnica di Afrin. Il Forum è iniziato domenica mattina ad Amude e ha visto partecipare di ospiti stranieri e locali.

I testimoni hanno raccontato di come l’invasore stato turco abbia attaccato Afrin con armi all’avanguardia di fronte a tutto il mondo, ma nonostante ciò non ci sia stata nessuna reazione da parte della comunità internazionale su questi crimini e la distruzione della città. L’attenzione è stata portata sui bombardamenti su tutte le aree, senza chiedersi se si stavano colpendo aree militari, o donne e bambini civili.

Uno dei testimoni ha detto che mentre stava lasciando Jindires gli aerei bombardavano l’area, e questo bombardamento ha portato alla morte del fratello e a molti famigliari feriti. Portati all’ospedale Avrin, anche l’ospedale venne bombardato.

I testimoni hanno sottolineato che un gran numero di bambini sono stato massacrati nei 58 giorni di attacchi che distrussero Afrin e altri villaggi. I curdi sono stati rimossi forzatamente dalle proprie case, ora occupate dai mercenari. La lingua curda è stata bandita, rendendo obbligatorie turco e arabo, contribuendo al cambiamento demografico di Afrin.

L’esercito turco e i mercenari alleati hanno reso prigionieri molti civili torturabfolu senza pietà, chiedendo riscatti per il loro rilascio. Nonostante tutti questi crimini eseguiti davanti agli occhi del mondo, la comunità internazionale è rimasta in silenzio.
Quando l’esercito ha occupato effettivamente Afrin, le persone hanno sofferto terribili violazioni un’altra volta. Sono state costrette ad abbandonare le loro case e migrare a Shehba, mentre i mercenari saccheggiavano e vendevano le loro proprietà.

Una studentessa di quinta elementare ha detto che la sua scuola e la sua casa sono state bombardate, ed è stata costretta a fuggire mentre i mercenari si sono impossessati della casa della sua famiglia. Una donna ezida di nome Eyise, dal villaggio di Qebare, ha raccontato di come i villaggi, i siti religiosi e gli edifici siano stati distrutti, gli alberi tagliati. Ha anche confermato che i mercenari hanno rapito centinaia di civili e chiesto riscatti per il loro rilascio.

Pubblicato il Documentario “The Cry of Afrin”

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