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IHD: La Relazione sui Diritti Umani dei primi 9 Mesi

IHD: La Relazione sui Diritti Umani dei primi 9 Mesi

L’Ufficio di Diyarbakir dell’Associazione dei Diritti Umani (IHD) ha rivelato il rapporto di nove mesi del 2013 sulle violazioni dei diritti umani nelle regioni dell’est e del sud-est dell’Anatolia orientale.

Secondo il rapporto sono 7.246 le violazioni dei diritti che sono state registrate nella regione nei primi nove mesi dell’anno.

Parlando alla conferenza stampa sulla relazione il vicepresidente dell’IHD Serdar Çelebi ha messo enfasi sull’importanza dei negoziati avviati quest’anno tra il leader kurdo Abdullah Ocalan e lo stato turco in cerca di una soluzione pacifica della questione curda. Çelebi ha osservato che non ci sono stati morti negli scontri e si è verificata una notevole diminuzione del numero di violazioni dei diritti umani grazie al processo di risoluzione democratica.

Il vice presidente dell’IHD ha sottolineato che il fallimento del governo nell’adottare misure convincenti in cambio dei molti sviluppi positivi – come il cessate il fuoco e il ritiro del PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) dai confini turchi – ha sollevato preoccupazioni nel corso del processo, e indebolito le speranze soprattutto dopo l’annuncio del cosiddetto pacchetto democratizzazione.

Çelebi ha detto che l’attività militare nella regione curda, la costruzione di postazioni militari e di dighe, l’impiego di ulteriori guardie di villaggio, la repressione del popolo della regione e l’incapacità di prendere precauzioni contro le terre minate, sono inoltre contrarie al processo di pace.

Çelebi ha asserito che è essenziale nel processo di pace promulgare una nuova costituzione e modificare le attuali leggi anti-democratiche e ha sottolineato che la riluttanza del governo nel preparare una costituzione democratica, nell’abolire la legge anti-terrorismo e nel rimuovere gli ostacoli giuridici alla libertà di pensiero e di espressione, manifestavano il suo approccio nei confronti del processo. Çelebi a questo proposito ha richiamato l’attenzione sulle migliaia di politici curdi incarcerati nei cosiddetti casi del KCK (Unione delle Comunità del Kurdistan), la situazione di 526 prigionieri malati nelle carceri turche, la brutale repressione dei dimostranti da parte delle forze di polizia, la tortura e i maltrattamenti e la violazione del diritto alla vita di donne e bambini.

Çelebi ha detto che l’IHD ha concluso, a seguito di indagini e di esami nella zona di confine negli ultimi tre mesi, che la Turchia ha sostenuto i gruppi di bande che hanno attaccato i curdi in Rojava, ha chiuso le frontiere e imposto l’embargo contro il popolo di Rojava e costruito il “muro della vergogna” in alcune zone con l’obiettivo di separare i curdi. Il vice presidente dell’IHD ha osservato inoltre che le pratiche e le politiche della Turchia contro Rojava hanno scatenato una reazione e stanno avendo un’influenza negativa sul processo di pace.

Çelebi ha invitato il governo a fare la sua parte nel processo di pace, a porre fine all’isolamento imposto al leader del PKK Abdullah Ocalan e a fornirgli le condizioni necessarie per il progresso del dialogo e dei negoziati all’interno del processo di pace.

Qui di seguito un elenco dei dati statistici delle principali violazioni dei primi nove mesi del 2013:

1 membro delle forze di sicurezza è morto, sette feriti in scontri a fuoco

28 militanti del PKK morti durante gli scontri a fuoco

19 civili uccisi, 29 feriti in omicidi irrisolti, omicidi extragiudiziari e sparatorie

19 persone morte, 4 feriti a causa di negligenza di funzionari o errore

23 donne si sono suicidate, 9 hanno fatto un tentativo

22 uomini si sono suicidati, 4 hanno fatto un tentativo

12 bambini suicidatisi

8 soldati/poliziotti suicidatisi, 4 hanno fatto un tentativo

900 persone prese in custodia

213 persone in carcere

321 casi di tortura e di trattamenti disumani

92 casi di intervento a eventi sociali, 86 persone ferite/picchiate

512 sottoposti a indagine, denuncia e sanzione

822 casi di violazione dei diritti in carcere

2360 casi di violazione dei diritti economici e sociali

1751 casi di altre violazioni

Numero totale di violazioni: 7246

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