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Heyva Sor A Kurd: Situazione umanitaria dopo 11 giorni di attacco turco ad AFRIN

Heyva Sor A Kurd: Situazione umanitaria dopo 11 giorni di attacco turco ad AFRIN

Panoramica:

Afrin è un distretto così come una città che si trova 40 km a nordovest di Aleppo, ed è divenuta parte dell’autogoverno autonomo dalla sua istituzione nel 2012, che dopo è divenuto parte della Federazione Democratica della Siria Settentrionale quando fu proclamata nel 2016.
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La popolazione della regione, che è composta da molte cittadine e circa 380 villaggi, era quasi di 500’000 unità prima del 2011, dopo il 2011 e a causa delle ingenti operazioni militari tra il regime e l’opposizione nella vicina Idlib e nei vicini sobborghi di Aleppo Nord, nonché [dopo] la caduta nelle mani del regime delle aree nella città di Aleppo controllate dall’opposizione nel dicembre 2016, l’area [di Afrin] è stata considerata come un rifugio sicuro per gli sfollati interni di diverse aree della Siria, il cui numero è pari a circa 250’000, oltre alle molte famiglie della regione che vivevano ad Aleppo prima del 2011. L’attuale numero non confermato dei civili è di circa 800’000 persone tra cui gli sfollati interni.

Nonostante diverse battaglie tra le Forze Democratiche Siriane (SDF) che controllano l’area e alcuni gruppi islamisti (tra cui il fronte Al Nusra, legato ad Al Qaeda) e altri gruppi armati, le SDF mantenevano il loro controllo sulla regione sin da quando l’avevano preso nel 2012.

Situazione ad Efrîn (29 gennaio 2018):
*La Turchia e i suoi alleati hanno avviato un’operazione militare il 20 gennaio 2018 con un intenso bombardamento da parte degli aerei turchi che ha colpito almeno 200 obiettivi civili e militari fino al 25 gennaio, secondo attivisti civili e il portavoce ufficiale delle SDF.
*Gli attacchi principali hanno colpito le aree settentrionali e occidentali della regione di Afrin dal confine con la Turchia, partendo da territorio turco, così come le aree orientali di Afrin causando gravi sfollamenti all’interno della regione. Le Nazioni Unite hanno stimato che siano state coinvolte più di 5’000 persone, mentre chi è rimasto vive in una condizione terribile all’interno di scantinati e grotte.
*A causa degli sfollamenti e dei bombardamenti, ci sono stati parecchi bisogni di natura umanitaria e medica per i civili nell’area.
*C’è grande preoccupazione per i civili (specialmente bambini e donne) che si trovano in aree isolate e non hanno accesso a cure mediche appropriate, né a un ricovero e al cibo.

I civili vivono in scantinati e grotte nell’area del distretto di Jinderes ad Efrin, soffrendo per la mancanza di acqua, cibo ed elettricità.

Situazione umanitaria a causa della recente operazione militare:
-Gli attacchi aggressivi turchi non sono stati rivolti solo ad Afrin, ma i militari turchi hanno bombardato anche i cantoni di Kobani e Jazira

-A Manbej c’è stato un tentativo provocatorio da parte delle fazioni pro-Turchia, che hanno usato una mitragliatrice Dushka per sparare lungo le linee del fronte

-A Kobani l’esercito turco ha lanciato 3 attacchi con armi pesanti sul villaggio di Zurmegar a est di Kobani.

-Nel cantone di Jazira la Turchia ha usato carri armati, cannoni e mortai per bombardare le aree residenziali. Sono stati registrati nove ordigni che hanno provocato il martirio di 3 civili e il ferimento di un altro.

-Ad Efrin l’attacco turco, come possiamo osservare, sta prendendo di mira i civili e fino adesso si confermano 63 morti tra la popolazione e più di 150 feriti; finora ci sono 20 morti confermati tra i bambini e 12 tra le donne.
Ci sono persone sotto le macerie degli edifici che sono stati colpiti dagli attacchi aerei turchi e la Mezzaluna Rossa Curda ha potuto evacuarne solo alcune tra loro, ma ci sono ancora corpi che non si riuscirebbe a raggiungere.

Dall’inizio dell’operazione militare contro la regione di Afrin, i civili e la popolazione nelle aree colpite ad Afrin cercano di proteggersi spostandosi in ricoveri più sicuri come le vicine grotte nelle montagne di Afrin, non essendoci in queste aree adeguati rifugi pubblici protetti. Finora, più di 25’000 civili (tra cui sfollati interni e famiglie della comunità ospitante) stanno fuggendo dalle loro case nei sobborghi mentre i bombardamenti aumentano e l’aeronautica turca intensifica gli attacchi aerei causando danni ingenti ai siti di servizio pubblico (come la diga di Maydanki, che se dovesse collassare riverserebbe le acque sulle aree circostanti causando un allagamento che renderebbe la situazione molto peggiore) e alle proprietà dei civili; la maggior parte degli attacchi registrati è stata rivolta proprio contro i civili.

Con il continuare dell’operazione militare nella regione, ci si aspetta un massiccio influsso livellato degli spostamenti, soprattutto dalle aree di confine nelle campagne di Afrin verso il centro o la città e altri villaggi più sicuri; abbiamo osservato un numero limitato di residenti lasciare l’area per recarsi nella città di Aleppo, finora la maggior parte degli spostamenti avviene all’interno della regione stessa (ciò si verifica in aree come Jinderes, Hamam, Rajo e Sharran), cosa che ha fatto sì che – in alcune di queste aree e di questi villaggi più sicuri – certe abitazioni adesso ospitino più di 5-8 famiglie dando vita a molte esigenze umanitarie. C’è pure un numero considerevole di persone ferite in condizioni critiche, che si troverà in un disperato bisogno di cure mediche e necessità di base, cosa che condurrà anche a molti bambini orfani senza genitori che possano badare a loro.

Sostanzialmente la gente sta fuggendo dalle proprie case e dai propri villaggi verso i villaggi vicini, quindi ci saranno molti livelli di spostamento prima che la popolazione possa raggiungere posti sicuri e protetti. Durante questo movimento, ci si aspetta che possano far loro del male i gruppi militari appoggiati dalla Turchia così come le forze turche che occupano alcune aree. Ci si aspetta una forte presenza [di questi gruppi, n. d. t.] nei siti di monitoraggio e che in questa fase possano verificarsi azioni di vendetta o esecuzioni punitive.

Esigenze umanitarie urgenti:
*Supportare gli ospedali con medicinali e attrezzature dal momento che c’è una grossa pressione per via dell’alto numero di pazienti.
*Ambulanze e materiali per la riparazione.
*Latte per bambini, pannolini, materiale non commestibile multiuso e kit per l’igiene.
*Coperte, materassi e tappetini per un riparo di base essenziale. Articoli e indumenti invernali in quanto la gente lascia le proprie case con breve preavviso e la maggior parte delle volte non ha il tempo di portare con sé qualcosa.
*Acqua da bere, dal momento che gli attacchi aerei della Turchia hanno colpito molte volte le pompe nelle fonti di approvvigionamento dell’acqua; cesti alimentari.
*Sacche di sangue – mancano riserve di sangue, kit di primo soccorso, attrezzature chirurgiche.

Abitazioni civili distrutte nella cittadina di Jinderes nei sobborghi di Afrin – 24 gennaio 2018.

Salute, trasferimenti dalla linea del fronte, ospedalizzazione:

Ci sono persone sotto le macerie degli edifici che sono stati colpiti dagli attacchi aerei turchi e la Mezzaluna Rossa Curda (KRC) ha potuto evacuarne solo alcune tra loro, ma ci sono ancora corpi che non si riuscirebbe a raggiungere.

Gli operatori sanitari della Heyva Sor a Kurd (Mezzaluna Rossa Curda – KRC) insieme con il Comitato per la Sanità e i Consigli di Sanità di tutte le cittadine e tutti i villaggi hanno risposto alla richiesta medica, ma con l’aumentare delle aree attaccate è necessario più sostegno per rispondere ai bisogni relativi ai percorsi per il trasferimento, alla capacità chirurgica, alla stabilizzazione dei traumi; le squadre sanitarie e le ambulanze vengono prese di mira e bisogna proteggere le ambulanze al fronte; un’ambulanza della KRC è stata finora colpita.

Le aree finora coperte dal supporto delle ambulanze sono Bilbile, Shiye, Rajo, Jinderes, Til Jemal, Fafin, Kolko e Khelil. Il 21 gennaio una squadra e un’ambulanza della Heyva Sor a Kurd sono state colpite nell’area di Jinderes durante la loro attività.

Tutti i feriti vengono trasferiti nella città di Efrin per ulteriori interventi chirurgici.

Una madre ferita nell’area di Rajo il 30 gennaio 2018 da un attacco areo turco, trasportata all’ospedale di Avrîn.

Una foto che mostra le squadre di salvataggio della Mezzaluna Rossa Curda mentre provano a liberare un bambino bloccato sotto le macerie dopo che gli aerei da guerra avevano attaccato un’azienda avicola vicino al villaggio di Anabke nei sobborghi di Afrin dove avevano trovato rifugio alcuni sfollati interni; questo attacco ha causato la morte di diversi civili – 21 gennaio 2018.

Immagine che mostra le squadre di salvataggio della Mezzaluna Rossa Curda mentre provano ad evacuare un bambino bloccato sotto le macerie dopo che gli aerei da guerra avevano attaccato un’azienda avicola vicino al villaggio di Anabke nei sobborghi di Afrin dove avevano trovato rifugio alcuni sfollati interni; questo attacco ha causato la morte di diversi civili – 21 gennaio 2018.

Fino al 30/01/2018
65 morti tra i civili (tra cui 12 donne e 20 bambini)
163 civili feriti (tra cui 26 donne e 36 bambini)

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