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Demirtaş: la strada per la pace è ancora lunga

Demirtaş: la strada per la pace è ancora lunga

Parlando con l’agenzia di notizie Etkin News (ETHA) dei recenti sviluppi nel processo in corso per una soluzione della questione kurda, il co-Presidente del Partito della Pace e della Democrazia (BDP) Selahattin Demirtaş ha detto che la creazione della Commissione Parlamentare di Monitoraggio e della Commissione di esperti è stata un importante progresso; “tuttavia le commissioni non hanno soddisfatto le richieste evidenziate all’inizio del processo, in favore della creazione di un meccanismo che garantisca un’assicurazione legale per la azioni da intraprendere per raggiungere una soluzione democratica e pacifica. Entrambe le Commissioni rappresentano sviluppi concreti con l’obiettivo di coinvolgere il Parlamento nel processo e di consentire la legittimità delle esigenze di quest’ultimo. Il quarto pacchetto di riforme giudiziarie potrebbe parzialmente rimediare ai problemi esistenti nel paese; questi passi dovrebbero essere considerati come una parte del processo, che avanzerà passo dopo passo. Bisognerebbe eliminare completamente la legge anti-terrorismo ma c’è necessità di intraprendere alcuni piccoli passi prima”.

Demirtaş ha detto che la bozza di Costituzione che il BDP ha presentato al Parlamento, che include una seconda lingua ufficiale ed assemblee locali, è un obbligo per il popolo kurdo. “Non ci aspettiamo o non chiediamo che il Governo AKP la accetti poichè soddisferemo le nostro richieste continuando a lottare. Abbiamo promesso al nostro popolo che si auto-governerà e condurrà un’esistenza libera con la propria lingua e sul proprio territorio. Le proposte che abbiamo avanzato tramite la bozza di Costituzione sono la formulazione delle promesse che abbiamo fatto al nostro popolo”, ha sottolineato.   Osservando che il BDP avrà un ruolo diverso nel processo di soluzione che prevede tre fasi, Demirtaş ha affermato: “Abbiamo assunto un ruolo di facilitazione tra il Governo, Kandil (in cui sono presenti i rappresentanti dei guerriglieri) ed Imralı (il carcere dove è imprigionato Öcalan) nella prima fase, che è stata descritta tramite il cessate il fuoco ed il ritiro. Abbiamo contribuito a permettere che tutte le parti si capiscano l’un l’altra ed a far superare la questione della fiducia. Se a questa fase dovesse seguire la seconda, cioè il processo costituzionale e legale, sorgerà la necessità di effettuare riforme costituzionali in cui svolgeremo la nostra parte come interlocutori. Se anche la seconda fase si realizzerà, seguirà la terza, cioè il processo di normalizzazione, quando svolgeremo il nostro ruolo per creare un clima di fiducia tra le parti e per farci coinvolgere nel processo come interlocutori”.

Demirtaş ha detto che le formazioni rivoluzionarie in Turchia dovranno assumersi una grossa responsabilità nell’organizzazione del processo di pace nella zona occidentale del paese, con la partecipazione soprattutto dell’HDK (Congresso Democratico del Popolo) che fornirà il messaggio che i movimenti turchi e kurdi rivoluzionari rappresentano i fattori essenziali per garantire il processo di pace e per non permettere che esso venga disturbato. “L’unico modo di sconfiggere il dominio dell’AKP sull’opinione pubblica è quello di creare meccanismi per riunire insieme le popolazioni della Turchia. I Kurdi sono molto più forti e sentono di essere vicini alla pace come mai prima. Non sono riusciti a farci arrendere nonostante tutti gli attacchi contro di noi, effettuati utilizzando tutta la loro forza”.

ANF Ankara

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