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Appello urgente a Corte Europea per i Diritti Umani, CPT e Consiglio d’Europa

Appello urgente a Corte Europea per i Diritti Umani, CPT e Consiglio d’Europa

Il 20° secolo non ha riconosciuto il popolo curdo e le terre in cui viveva come una nazione onorevole con una lingua, cultura e identità distinte. Secondo gli accordi fatti tra gli Stati occidentali nel 1923, e senza il consenso del popolo curdo la geografia del Kurdistan è stata divisa in quattro, colonizzata e le sue risorse divise tra altri.

I curdi sono stati una costante condizione di resistenza fin da allora. Per questa resistenza è stato centrale Abdullah Öcalan e il Movimento di Liberazione curdo guidato dal PKK. Più tardi nel 1999, le potenze egemoniche che avevano colonizzato il Kurdistan hanno infierito su questa resistenza, sequestrando e imprigionando. Öcalan nell’ambito di una cospirazione internazionale che è risultata nel fatto che venisse consegnato alla Turchia. Queste potenze consideravano il “Curdo Libero”, l’ “Essere Umano Libero” e la “Società Libera e Democratica” un ostacolo significativo per i loro piani più complessivi per il Medio Oriente.

Nel 20° anniversario di questa cospirazione non ci sono notizie da Öcalan. È stato isolato e crudelmente recluso in isolamento e non ha potuto incontrare i suoi avvocati dal 27 luglio 2011 o la sua famiglia dall’11 settembre 2016, senza alcuna giustificazione legale.

Nei vent’anni trascorsi dalla cospirazione ci sono stati sviluppi significativi in Kurdistan e in Medio Oriente. Senza piegarsi di fronte al alcuna potenza straniera i curdi hanno mantenuto una posizione indipendente, consapevole, onorevole, democratica e ugualitaria e inoltre, in una indomabile resistenza contro il nemico dell’umanità rappresentato da ISIS, i curdi hanno difeso e protetto l’umanità.

Il nostro appello urgente dalla Corte Europea per i Diritti Umani (CEDU)
Nonostante questo, il caso relativo alla tortura affrontata da Öcalan è stato rigettato dalla CEDU per “una mancanza di prove” creando un’atmosfera pericolosa. Con questa decisione la CEDU è diventata corresponsabile nel reato, ha legittimato la tortura e incoraggiato gli attuali torturatori. Da questo punto di vista la decisione della CEDU ha permesso che la tortura a Imrali diventasse più profonda.

Perché la CEDU sta consentendo le politiche dello Stato turco fascista? La CEDU prima di tutto dovrebbe rispettare la dignità umana e i valori di tutti i popoli dell’Europa, compreso il popolo curdo e deve rettificare questa decisione negativa molto pericolosa.

Il CPT deve urgentemente visitare l’isola di Imrali
Per 26 mesi nessuno ha avuto una sola lettera, telefonata o telegramma da Öcalan o dagli altri tre prigionieri che vengono tenuti a Imrali. Nonostante questo pesante isolamento e nonostante diversi appelli, il CPT non è disponibile a visitare l’isola di Imrali. Il CPT deve ascoltare gli appelli delle famiglie e del nostro popolo e inviare una delegazione a Imrali e rendere note le risultanze.

Il Consiglio d’Europa deve agire secondo i suoi principi costitutivi

La CEDU e il CPT sono istituzioni del Consiglio d’Europa che hanno il dovere di proteggere i diritti umani. Tuttavia gli atteggiamenti di entrambe queste istituzioni dimostrano una mancanza di volontà di proteggere i diritti dei popoli curdi dell’Europa dalle politiche di assimilazione e genocidio dello Stato turco. Questa è una realtà pericolosa sia per i curdi sia per i valori democratici dell’Europa.

Decine di milioni di persone del nostro popolo considerano Öcalan il loro rappresentante politico e sono immensamente sensibili a questa questione.
•Noi, come rappresentanti delle organizzazioni curde e del popolo curdo, protestiamo contro l’isolamento e il silenzi di queste istituzioni.
•Con questa protesta condanniamo con forza e non accettiamo l’ultima decisione della CEDU e l’inerzia del CPT.
•Facciamo appello alla CEDU perché ribalti la sua decisione, perché il CPT visiti con urgenza l’isola di Imrali e il Consiglio d’Europa incontri il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan.

Iniziativa Libertà per Abdullah Öcalan

© 2013 UIKI-Onlus Team

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