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18simo Assemblea Generale del KNK: i curdi non devono lasciarsi sfuggire quest’occasione d’oro

18simo Assemblea Generale del KNK: i curdi non devono lasciarsi sfuggire quest’occasione d’oro

La 18esima Assemblea Generale del Congresso Nazionale del Kurdistan (KNK) si è aperta venerdì a Baarlo, nei Paesi Bassi.

La conferenza, che dura tre giorni, è iniziata con un minuto di silenzio e ad essa hanno partecipato i co-presidenti del KNK, gli attivisti, i membri del consiglio e [diversi] politici curdi. Si sono uniti all’incontro anche centinaia di delegati dal Kurdistan e dall’Europa.

Nel suo discorso d’apertura, Zübeyir Aydar, membro del Consiglio Esecutivo, ha affermato che è stata scatenata un’enorme guerra in Kurdistan. Evidenziando che il KNK lotta per l’unità del popolo curdo da 20 anni, Aydar ha aggiunto che il KNK è stato una casa per i partiti politici e i gruppi religiosi nel Kurdistan.

L’unità curda impedirebbe a chiunque di opporsi al Kurdistan

Dopo il discorso di Aydar, i co-presidenti del KNK – Nilüfer Koç e Rêbuwar Reşîd – hanno formulato le loro breve osservazioni. Parlando degli attacchi condotti dalle forze occupanti contro il Kurdistan, il co-presidente Koç ha affermato che il popolo curdo lotta da anni contro questi attacchi.

Sottolineando che i curdi devono essere uniti per contrastare le potenze coloniali, Koç ha affermato che il KNK lotta da anni per l’unità dei curdi e che la maggior parte dei partiti in Kurdistan lotta per l’unità nazionale.

Parlando a nome del Movimento Europeo delle Donne Curde (TJKE), Zilan Serhat ha affermato che, dopo la rivoluzione del Rojava, i curdi che vivono in diversi paesi del mondo hanno rivolto al Rojava la propria attenzione. Asserendo che la liberazione del popolo e delle donne curde passa realmente dall’unità, Serhat ha detto che “in questo momento ci sono delle opportunità per la liberazione del popolo curdo. Se l’unità nazionale si basa sui principi della vita libera, nessuna potenza può realmente contrastare il Kurdistan.”

Parlando a nome dell’UPK all’incontro, Rêzdar Abdullah ha sottolineato che la conferenza del KNK è un passo importante verso l’unità nazionale. Abdullah ha affermato che la liberazione del Kurdistan non avverrà con quella di un’unica parte. Ha asserito che tutte le parti del Kurdistan dovrebbero sentirsi responsabili per la libertà del popolo curdo.

Parlando a nome della KODAR, Siyamend Mihuni ha affermato che l’Iran non può continuare oltre con le vecchie politiche. “Dobbiamo condurre una lotta comune per la democrazia e una nuova vita nel Rojhilat. Il KNK deve attuare politiche che integrino tutte le parti”, ha asserito.

Chiudendo la prima giornata di lavori, Remzi Kartal – co-presidente del KONGRA-GEL – ha pronunciato il proprio discorso e delegati e ospiti hanno ascoltato il messaggio inviato dal membro del KNK Cemil Bayik.

La 18esima riunione dell’Assemblea Generale del KNK ha sottolineato l’importanza dell’unità tra i curdi e ha puntualizzato che è sbagliato non tenere il Congresso Nazionale solo perché uno o due partiti non parteciperanno.

Il secondo giorno di incontri nella 18esima Assemblea Generale del Congresso Nazionale del Kurdistan (KNK) continua a Baarlo, nei Paesi Bassi. I co-presidenti, gli attivisti e i membri del consiglio esecutivo del KNK, nonché i rappresentanti dei partiti politici e delle organizzazioni di tutt’e quattro le parti del Kurdistan partecipano all’assemblea, in cui si sono tenute discussioni sulla soluzione delle crisi in Kurdistan, Turchia e Medio Oriente.

Yuksel Koc, co-presidente del KCDK-E, ha parlato all’incontro in cui si è discusso dell’importanza dell’unità del popolo curdo e del Congresso Nazionale. Koc ha rilevato che gli attacchi genocidi contro il popolo curdo continuano ancora.

Koc ha aggiunto che i curdi che vivono in Europa hanno un ruolo importante da svolgere contro questi attacchi: “Ci sono più di 3 milioni di curdi in Europa. Dobbiamo lavorare più duramente per azioni e sforzi diplomatici in Europa contro gli attacchi in Kurdistan, dove sta avendo luogo una terza guerra mondiale.”

Koc ha fatto notare l’isolamento imposto sul leader del popolo curdo, Abdullah Öcalan, affermando che la libertà di Öcalan non può essere considerata come la libertà di una persona, ma come la libertà di [tutto] il Kurdistan e il popolo curdo. Koc ha fatto appello a tutti i partiti politici e le organizzazioni curde affinché partecipino alle proteste per la libertà di Öcalan che si terranno davanti al Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) il 9 novembre.

I PARTITI DEVONO COMBATTERE PER LA LIBERAZIONE DEL KURDISTAN

Rappresentanti del Partito Islamico del Kurdistan, del Partito Comunista del Kurdistan, dell’Associazione dei Curdi dell’Anatolia Centrale e dei popoli ezidi e siriaci hanno parlato alla riunione riguardo all’importanza del Congresso Nazionale. I discorsi hanno messo in evidenza che il popolo curdo ha un’occasione d’oro nel 21esimo secolo e hanno affermato che tutti i partiti del Kurdistan devono tenere in considerazione gli interessi del popolo curdo e combattere per la liberazione del Kurdistan.

I discorsi hanno evidenziato che una posizione frammentata sta danneggiando molto i curdi e sottolineato che i curdi non possono essere liberi a meno che non raggiungano la pace tra loro. I componenti dell’Assemblea Generale hanno chiesto al PKK, al PDK, all’UPK e agli altri partiti del Kurdistan di incontrarsi al Congresso Nazionale, puntualizzando che è sbagliato non tenerlo solo perché uno o due partiti non vi parteciperanno.

La visione generale che è emersa è che curdi non possono perdere le occasioni d’oro del 21esimo secolo per via di quei partiti che non pensano agli interessi dei curdi o del Kurdistan.

© 2013 UIKI Onlus Team

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