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ULTIM'ORA: Luís Maria de Puig: Le conseguenze della chiusura dei partiti in Turchia sono mo
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Le conseguenze della chiusura dei partiti in Turchia sono motivo di preoccupazione, dichiara il Presidente dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa

Strasburgo, 11.01.2010 – “Le conseguenze della chiusura dei partiti in Turchia sono motivo di preoccupazione” ha sottolineato il Presidente dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa,

Luís Maria de Puig, in riferimento alla recente chiusura del Partito della società democratica (DTP) come conseguenza di una sentenza emessa dalla Corte Costituzionale Turca. Il Presidente ha espresso la speranza che questa decisione non andrà a minare i passi positivi intrapresi dalle autorità in favore della riconciliazione.

“Accogliamo e sosteniamo tali iniziative e incoraggiamo il governo a perseguire ogni attività volta a sostenere il funzionamento democratico delle istituzioni turche ed il consolidamento del suo processo di modernizzazione e di riforma” ha detto.  Egli ha anche incoraggiato tutti gli attori politici di Turchia affinché si realizzi una riconciliazione pacifica e la modernizzazione democratica del paese.

L’On. de Puig ha reiterato l’appello dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa affinché le autorità turche velocizzino la preparazione degli emendamenti della Costituzione, così come rivedano le leggi sui partiti politici, portandoli in linea con le raccomandazioni della Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa e le disposizioni previste dalla Corte europea per i diritti umani. L’On. ha concluso sottolineando che l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa monitorerà da vicino gli ulteriori sviluppi al riguardo.

Fonte: Council of Europe Press release - 015(2010)


Postato da mehmet il Tuesday, 12 January @ 20:07:27 CET (83 letture)
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ULTIM'ORA: Conferenza stampa presso la sede della Provincia di Roma
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Si è tenuta, oggi, presso la Sala delle Bandiere della Provincia di Roma una conferenza stampa d’informazione sulla grave situazione di repressione in corso nel sud-est dell’Anatolia, dove lo scorso 24 dicembre sono stati arrestati numerosi amministratori locali ed esponenti politici Kurdi, tutt’ora detenuti nelle carceri turche, nonché esponenti dell'associazionismo e difensori dei diritti umani.

Gianluca Peciola, consigliere provinciale, ha introdotto la conferenza esponendo le ragioni che l’hanno richiesta con urgenza: mancanza di informazione nei circuiti dei media italiani e gravità della situazione in corso in Turchia. Ha anche letto un messaggio inviato da Riccardo Noury, direttore ufficio comunicazione Amnesty International, con il quale l’associazione esprime la sua preoccupazione e vigilanza nei confronti di quanto sta accadendo in Turchia

Sono poi intervenuti Arturo Salerni, Presidente dell’Associazione Europa-Levante che ha sottolineato l’urgenza di un’azione di solidarietà nei confronti di amministratori e democratici kurdi  continuamente arrestati e imprigionati. Mehmet Yuksel, Presidente dell’Ufficio d'Informazione del Kurdistan in Italia ha fatto notare come ci sia un vero e proprio piano da parte del Governo turco a chiudere ogni strada di soluzione pacifica e politica della questione kurda, costringendo la parte kurda a rivolgersi alla lotta armata. Egli ha chiamato l’Europa a prendere in mano seriamente la questione della democrazia in Turchia e ad agire con urgenza.  Cecilia D'Elia, vice presidente Provincia di Roma ed Assessore alla cultura ha sottolineato come attraverso le numerose attività culturali, come quelle svoltesi lo scorso anno e sostenute anche dalla Provincia di Roma tra l’altro il Festival del cinema kurdo a Roma e il padiglione Kurdistan di Venezia, siano di particolare importanza per la diffusione della cultura di un popolo e per esprimergli la nostra solidarietà. Carlo Pesaresi, Assessore della provincia di Ancona e segretario del CISCASE (Comitato Italiano di Solidarietà e Cooperazione Anatolia del Sud-Est) ha presentato come da anni si stia svolgendo una continuativa attività a sostegno degli amministratori locali kurdi tramite il CISCASE e che alcuni dei sindaci tutt’oggi imprigionati sono stati incontrati lo scorso marzo e con loro e i loro enti si intende proseguire un percorso di solidarietà e cooperazione. Inoltre, la Provincia di Ancona che ha la vice-presidenza del Coordinamento Enti Locali per la Pace si impegnerà a far circolare la mozione che già è in fase di presentazione in diversi enti italiani per la liberazione dei sindaci imprigionati. Luigi Nieri, Assessore al Bilancio della Regione Lazio ha confermato la necessità di tenere alta la guardia e di sostenere gli amministratori locali in quanto i più prossimi alle istanze della popolazione e nel caso kurdo capaci di rispondere alle necessità politiche kurde.

È stato lanciato anche un appello (copia in allegato da far circolare per ulteriori firme), per chiedere al Governo italiano e all’Unione europea di fare pressioni sulla Turchia affinché i sindaci kurdi siano immediatamente liberati.

Roma, 8 gennaio 2010


Postato da mehmet il Monday, 11 January @ 18:18:53 CET (106 letture)
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ULTIM'ORA: IHD: Chiediamo l’immediato rilascio di Muharrem Erbey!
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Chiediamo l’immediato rilascio di Muharrem Erbey!

L’Avvocato Muharrem Erbey, vice presidente dell’Associazione per i Ddiritti Umani (IHD) e Presidente della sede di Diyarbakir della stessa associazione, è stato fermato nelle prime ore della mattina del 24 dicembre 2009 a Diyarbakir ed arrestato a mezzanotte del 26 dicembre 2009 su decisione dalla Corte penale speciale di Diyarbakir. Fra le accuse contro di lui troviamo: aver partecipato a un workshop sulla Costituzione tenutosi a Diyarbakir, aver parlato della questione kurda nei Parlamenti di Belgio, Svezia e Inghilterra, aver partecipato al Film Festival Kurdo in Italia e per essere divenuto il consulente legale di Osman Baydemir (Sindaco di Diyarbakir). Questi eventi descritti come attività illegali lo hanno fatto accusare di essere un “esponente di un’organizzazione illegale”.
 
A seguito dell’arresto di Muharrem Erbey, la polizia ha fatto irruzione nella sede di Diyarbakir dell’Associazione per i Diritti Umani nella speranza di trovare “ulteriori prove”. Oltre all’irruzione illegale, la ricerca e confisca avvenuta nella nostra sede, che non hanno alcuna relazione con la relativa inchiesta, sono state uno scandalo in termini legali. La sede di Diyarbakir della IHD non era mai stata perquisita, nemmeno negli anni in cui vigeva lo stato di emergenza. Le accuse contro Muharrem Erbey riguardano le attività di un difensore dei diritti umani. In questo modo, la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani è stata evidentemente violata.
 
Con l’arresto di Muharrem Erbey i diritti alla libertà di espressione e di associazione sono stati violati ancora una volta. Con questa detenzione i principi dello stato di diritto e il diritto dell’Avvocato Muharrem Erbey ad essere giudicato senza arresto sono stati violati.
 
Un difensore dei diritti umani che ha parlato nei Parlamenti di Belgio, Svezia e Inghilterra della questione kurda ,che è il problema più importante in Turchia, é stato accusato di essere “un funzionario per gli affari internazionali di un’organizzazione illegale”. Questi paesi sono membri dell’Unione europea, con la quale la Turchia è in fase negoziale per la piena adesione. Quindi, questi paesi dovrebbero reclamare per il comportamento posto in essere dalla Turchia. I diritti umani sono concetti universali, e dovrebbero valere ovunque. L’Unione europea e i paesi in questione non dovrebbero rimanere soltanto a guardare in questa circostanza.
 
La prigionia ancora in corso dell’Avvocata Filiz Kalayci (esponente del consiglio dell’Associazione per i Diritti Umani), la prigionia della sig.ra Yuksel Mutlu (esponente onorario del consiglio dell’Associazione per i Diritti Umani) da 6 mesi nel 2009, la condanna alla detenzione e al pagamento di alcune penali per Ethem Açýkalýn (ex Presidente della sede di Adana dell’Associazione per i Diritti Umani) nel 2009, oltre alle inchieste e cause aperte contro altri esponenti e soci dell’Associazione sono gli indicatori della pressione che la Turchia fa nei confronti dei difensori dei diritti umani. Tutte le attività dei difensori dei diritti umani cadono nel contesto della libertà di espressione e di associazione.
 
Secondo la Dichiarazione delle nazioni Unite sui difensori dei diritti umani, il Governo dovrebbe proteggere i difensori dei diritti umani. Ciononostante, le attuali inchieste e cause contro di loro stanno a confermare che ci sono serie violazioni in questi contesti.
 
Chiediamo l’immediato rilascio di Muharrem Erbey!
Associazione per i diritti umani (IHD), 29 dicembre 2009

Postato da mehmet il Wednesday, 30 December @ 12:54:59 CET (151 letture)
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ULTIM'ORA: Lettera aperta di Osman Baydemir ai Parlamentari europei
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 Lettera aperta di Osman Baydemir ai Parlamentari europei

Caro/Cara Onorevole,
vorrei richiamare la sua attenzione sulle pratiche anti-democratiche ed illegali, e sulle operazioni che sistematicamente sono in corso nei confronti dei governi e degli amministratori locali della regione dell'est e del sud-est dell'Anatolia in Turchia. Il 14 aprile 2009, con il lancio delle operazioni contro i membri e gli amministratori del DTP (Partito della società democratica), più di cento persone sono state arrestate e messe sotto custodia. La stessa situazione è proseguita ad intervalli, culminando lo scorso 11 settembre con una vasta operazione durante la quale 19 amministratori sono stati fermati e 10 di loro sono stati arrestati. L'11 dicembre 2009 il DTP per una decisione politica è stato chiuso.
Di nuovo, questa mattina 24 dicembre 2009 sono state effettuate delle operazioni contro le municipalità appartenenti all'ex DTP e al nuovo Partito per la pace e la democrazia (BDP) simultaneamente a Diyarbakir, Siirt, Sanliurfa, Mardin, Sirnak e Batman, dove fra le 81 persone messe in stato di fermo ci sono 9 sindaci eletti democraticamente a rappresentare la popolazione.

I nomi degli amministratori sono Selim Sadak, Sindaco del comune di Siirt; Necdet Atalay, Sindaco del comune di Batman; Zülküf Karatekin, Sindaco del comune di Kayapınar; Ethem Şahin, Sindaco del comune di Suruç; Leyla Güven, Sindaca del comune di Viranşehir; Ahmet Cengiz, Sindaco del comune di Çınar; Aydın Budak, Sindaco del comune di Cizre; Ferhan Türk, Sindaco del comune di Kızıltepe; Abdullah Demirbaş, Sindaco del comune di Sur; Hüseyin Kalkan, ex sindaco del comune di Batman; Emrullah Cin, ex sindaco del comune di Viranşehir; Fikret Kaya, ex sindaco del Comune di Silvan; Fırat Anlı, ex sindaco del comune di Yenişehir; Yaşar Sarı, Direttore del DİSKİ; Ali Şimşek, vice-sindaco dell'area metropolitana di Diyarbakır.
Gli arresti praticati con forza da parte della polizia, e le pratiche ingiuste che i nostri amministratori locali stanno subendo, ignorando completamente la legge, ci preoccupano profondamente. Sono convinto che l'opinione pubblica internazionale e le organizzazioni internazionali delle autorità locali non dovrebbero rimanere in silenzio e insensibili nei confronti del processo anti-democratico ancora esistente in Turchia.
 Per questa ragione, faccio richiesta al Parlamento europeo di dimostrare la propria sensibilità rispetto a questa situazione e di reagire prontamente inviando urgentemente una delegazione in Turchia per poter investigare e verificare la situazione e quindi presentare un richiamo al Governo turco nei confronti delle pressioni poste in essere a scapito delle nostre municipalità.

Sinceramente,
Osman Baydemir
Sindaco dell'area metropolitana di Diyarbakır
Presidente dell'Unione delle Municipalità della Regione dell'Anatolia del sud-est
24 dicembre 2009


Postato da mehmet il Saturday, 26 December @ 16:50:33 CET (140 letture)
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UIKI.Onlus: UIKI-Onlus Comunicato Stampa: GLI ARRESTI DI NATALE DEGLI AMMINISTRATORI KURDI
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 COMUNICATO STAMPA

GLI ARRESTI DI NATALE DEGLI AMMINISTRATORI KURDI

 24 Dicembre 2009 - Questa mattina alle ore 5:00 ha avuto inizio una operazione di polizia da parte delle Forze di sicurezza turche che ha portato all’arresto di decine di sindaci e amministratori locali del neonato partito BDP (Partito della pace e della democrazia). Al momento si segnalano oltre 85 fermi in attesa di convalida dell’arresto.

            Questa operazione, attuata nel giorno della vigilia di Natale, dimostra, ancora con maggior forza, l’assoluta mancanza di volontà della Turchia di avviare un reale confronto democratico col popolo kurdo ed i suoi rappresentanti, legalmente e democraticamente, eletti nelle elezioni amministrative della scorsa primavera.

            Questa operazione chiude un 2009 che ha visto da marzo ad oggi, l’arresto di migliaia di amministratori locali dell’ex DTP (Partito della società democratica) e attivisti della società civile kurda, la chiusura da parte della Corte costituzionale turca del DTP ed una serie di violenze di piazza che rendono quest’anno che volge al termine, l’ennesimo anno di violenza e repressione e che vede le speranze di pace e dialogo che sembrava si stessero concretizzando, allontanarsi sempre di più.

            Giungono notizie di assembramenti di uomini e mezzi dell’esercito turco nella zona kurda in preparazione di operazioni militari:  il riaccendersi della guerra sembra essere prossimo e concreto.

            Consapevoli che alla repressione delle forme democratiche e alla cancellazione del diritto di rappresentanza politica segue la repressione armata e la guerra, ci rivolgiamo con forza a tutti gli amministratori locali italiani, che in molti casi in questi anni hanno iniziato degli importanti progetti di collaborazione e di sviluppo con le amministrazione del DTP nel Kurdistan turco, ed ai mezzi di informazione affinché facciano sentire la loro protesta forte e la loro denuncia contro questo ennesimo tentativo di affossare la pace e di reprime il legittimo diritto di un popolo ad esistere.

 
Aggiungiamo la lista aggiornata dei fermati:

 Sindaci in carica fermati:

  • Leyla Güven, Sindaco di  Viranşehir, (Membro della assemblea degli  enti locali del Consiglio d’Europa)
  • Aydın Budak, Sindaco di  Cizre,
  • Selim Sadak, Sindaco di Siirt - ( Ex. Deputato del DEP che è stato in carcere per 10 anni con Leyla Zana) ,
  • Zülküf Karatekin, Sindaco di  Kayapınar,
  • Ethem Şahin, Sindaco di  Suruç,
  • Ahmet Cengiz, Sindaco di  Çınar,
  • Ferhan Türk, Sindaco di  Kızıltepe,
  • Abdullah Demirbaş, Sindaco di  Sur,
  • Necdet Atalay, Sindaco di  Batman
  • Songul Erol Abdil, Sindaco di Dersim

Ex Sindaci :

  • Emrullah Cin, Sindaco di  Viranşehir
  • Hüseyin Kalkan, Sindaco di  Batman
  • Fikret Kaya, Sindaco di  Silvan
  • Abdullah Akengin.Sindaco di  Dicle
  • Avv. Firat Anli, Il presidente della federazione del DTP Diyarbakır e ex. Sindaco di Yenisehir,
  • Ali Simsek, il vice sindaco di Diyarbakır,


- Hatip Dicle, copresidente del DTK (Congresso della Società Democratica ed ex. Deputato del DEP che è stato in carcere per 10 anni con Leyla Zana)
Segue


Postato da mehmet il Thursday, 24 December @ 14:48:43 CET (151 letture)
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ULTIM'ORA: Comunicato di UIKI : DTP MESSO FUORI LEGGE
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COMUNICATO STAMPA




DTP MESSO FUORI LEGGE

Oggi la corte costituzionale ha messo fuori legge il partito Kurdo e ha fatto cadere il mandato del presidente Ahmet Turk, la deputata Aysel Tugluk e inoltre 37 dirigenti del DTP hanno avuto il divieto di fare politica per 5 anni, con la motivazione di essere una minaccia per unita nazionale secondo articolo 101 e 102.

I 37 dirigenti politici curdi sono : " Abdulkadir Fırat, Abdullah İsnaç, Ahmet Ay, Ahmet Ertak, Ahmet Türk, Ali Bozan, Ayhan Ayaz Aydın Budak, Ayhan Karabulut, Aysel Tuğluk, Bedri Fırat, Cemal Kuhak, Deniz Yeşilyurt,i Ferhan Türk, Fettah Dadaş, Hacı Üzen, Halit Kahraman, Hatice Adıbelli, Hüseyin Bektaşoğlu, Hüseyin Kalkan, İzzet Belge, Kemal Aktaş, Leyla Zana, Mehmet Veysi Dilekçi, Metin Tekçe, Murat Avcı, Murat Taş, Musa Farisoğlulları, Necdet Atalayı, Nurettin Demirtaş ve Selim Sadak."

Condanniamo fortemente la decisione della corte costituzione della Turchia, che non aiuta ad soluzione pacifiche e democratiche della questione kurda. Questo decisione rallenta ulteriormente la democratizzazione della Turchia e cerca di spingere il popolo kurdo fuori della scena politica. Siamo sciuri che il nostro popolo non lasciare la strada politica e pacifica per la soluzione della questione kurda ma se l’EU vuole una Turchia democratica deve intervenire per far cambiare la legge che riguardo i partiti politici. Una Turchia che nel 21. Secolo mette fuori legge l’unico voce politica Kurda in Turchia non dovrebbe avere il diritto di entrare UE.

Chiediamo al opinione pubblica europea di non lasciare il popolo kurdo da solo ed di sentire la suo voce per aiutare la Turchia ad affrontare e tollerare le minoranze e le diversità.

Postato da mehmet il Friday, 11 December @ 21:08:56 CET (221 letture)
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ULTIM'ORA: Non faremo nessun passo indietro
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Non faremo nessun passo indietro

 
Chiusura del DTP: discorso del leader kurdo Ahmet Türk

Günlük - 9 Dicembre 2009 - http://www.gunlukgazetesi.com/haber.asp?haberid=84330

 Il leader del DTP (Partito della Società Democratica) Ahmet Türk ha parlato in Parlamento durante le ore in cui la Corte Costituzionale iniziava a discutere il processo sulla chiusura del DTP. Ha affermato che la chiusura del DTP avrebbe il significato di un colpo di Stato contro le richieste di democrazia e di libertà del popolo kurdo.

 L’AKP non riuscirà a sfuggire…

Türk ha detto che il governo, con la “apertura democratica”, è entrato in un vicolo cieco, e ore, per porre fine a questo sviluppo, vuole chiudere il conto con il DTP. Türk ha detto : “Il governo tenta di procurarsi le condizioni e l’occasione per sfuggire da una vera apertura. Ma non riuscirà a sfuggire”.

 E’ un colpo di Stato politico

Dichiarando che il procedimento sulla chiusura del DTP costituisce un esame per la “apertura democratica”, Türk ha affermato : “Nell’eventualità che venisse presa una decisione di chiusura, questo assumerebbe il significato di un colpo di Stato politico. La chiusura del DTP sarebbe una insistenza nel lasciare senza soluzione la Questione Kurda”.


Postato da mehmet il Wednesday, 09 December @ 16:39:44 CET (151 letture)
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ULTIM'ORA: Comunicato Stampa del DTP : La richiesta di Chiusura contro il DTP
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ALL’OPINIONE PUBBLICA INTERNAZIONALE

Il 20 Novembre 2007 è stato aperto un procedimento davanti alla Corte costituzionale per chiedere la chiusura del Partito della Società Democratica (Demokratik Toplum Partisi – DTP).

L’8 Dicembre 2009 la Corte costituzionale si riunirà ed emmetterà un giudizio sulla chiusura del caso il cui procedimento è durato 2 anni. Se il caso (che come la spada di Damocle pende sul nostro Partito) si concluderà con una decisione favorevole alla chiusura non sarà la prima volta che accadrà per partiti che, in Turchia, hanno fatto politiche in favore dei kurdi.  Come il HEP, il DEP, il OZDEP e l’HADEP che sono stati chiusi e il DEHAP che ha deciso di scioglierisi a causa dei provvedimenti giudiziari che avevavo pendenti su di sè. La ragione che ha portato alla richiesta di chisura dei partiti è sempre stata relativa al loro approccio alla questione kurda.

La richiesta di chiusura contro il DTP è la  dimostrazione di un conflitto universale coi principi legislativi universali. Nonostante che lo sbarramento del 10% nelle elezioni politiche sia inteso per impedire la rappresentanza dei kurdi in Parlamento, nelle elezioni del 22 luglio del 2007 il DTP è riuscito ad eleggere 22 candidati approntando una lista di indipendenti. Il nostro Partito ha portato un grande contributo alla democrazia turca attraverso la nostra concreta opposizione parlamentare, la nostra attiva partecipazione alle attività legislative e la nostra battaglia democratica per la democratizzazione del paese. Per la risoluzione della questione kurda attraverso un percorso democratico, pacifico e conciliatorio attraverso la presentazione alla Grande assemblea nazionale turca di progetti organici, il nostro partito ha capeggiato lo sviluppo di un dibattito sulla soluzione della questione kurda.


Postato da mehmet il Wednesday, 09 December @ 16:14:19 CET (158 letture)
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ULTIM'ORA: Turchia inizia a discutere il caso di chiusura contro il Dtp
ULTIM’ORA ANKARA (AA) - 03.12.2009 - Il massimo organo giurisdizionale della Turchia inizierà a discutere il caso di chiusura nei confronti del Partito della società democratica (Dtp) l'8 dicembre. In precedenza,il Procuratore capo dell'ufficio della Corte di Appello, ha intentato una causa presso la Corte costituzionale, e ha chiesto la chiusura del partito politico in quanto divenne un centro di azioni contro l'unità inscindibile della Turchia.

Postato da mehmet il Friday, 04 December @ 19:03:26 CET (175 letture)
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ULTIM'ORA: CONFERENZA PRESSO IL PARLAMENTO EUROPEO SUL “GENOCIDIO DI DERSIM”
ULTIM’ORA 20.11.09 Bruxelles – UIKI- Il 19 novembre, presso la sede del Parlamento europeo di Bruxelles, il gruppo della “Sinistra unitaria europea, sinistra verde nordica” (GUE/NGL) ha organizzato assieme alla Federazione democratica degli aleviti ed all’Associazione per la ricostruzione di Dersim una conferenza sul genocidio di Dersim il cui documento finale è stato reso pubblico.

Postato da mehmet il Friday, 20 November @ 19:01:40 CET (218 letture)
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